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L’anziano INCOMPETENTE / 1

Come si fa a capire subito se un anziano è incompetente, senza dover aspettare anni o purtroppo constatarlo dopo che ha causato un grave danno emotivo e spirituale?

In senso biblico è competente chi “è adeguatamente qualificato per assolvere un determinato incarico”. (2 Corinti 3:5) Non tutti sono qualificati in congregazione per ricevere e ottemperare l’incarico di sorvegliante di congregazione. E non tutti gli anziani rispecchiano le norme spirituali. Non è per niente facile “capeggiare” sui fratelli. Quali segnali indicano se un anziano è capace o incompetente?

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Un vero sorvegliante viaggiante

E’ un sorvegliante molto attento a far crescere le congregazioni condividendo la sua esperienza in Cristo. Il concetto attuale di leader trasformazionale sembra stargli a pennello.

Agli inizi della sua missione le comunicazioni non erano così come le conosciamo. Eppure, ancora oggi, riesce a conquistare i cuori di migliaia di persone, contagiando con le sue parole ogni genere di individui. Entusiasta, appassionato, voce ardente e instancabile della verità da trasmettere, una vita piena di pericoli e grandi difficoltà, infiamma i cuori dei cristiani e degli scettici. Attento predicatore della buona notizia, riesce a cogliere le varie sfumature di Dio e a saperle condividere con le congregazioni. Egli si staglia contro le banalità, le mediocrità e contro coloro che si atteggiano a capi dei fratelli.

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I tdG? Pronti a smaterializzarsi nell’universo digitale

Presto anche loro saranno fagocitati in una realtà virtuale avanzata, dove non si raduneranno più nelle Sale del Regno, ma vivranno vite parallele, condividendo emozioni, esperienze, adunanze, congressi, assemblee, visite del sorvegliante e ascolteranno discorsi in streaming direttamente da Warwick. Il corpo direttivo sarà il centro del loro mondo.

Ben presto l’umanità vivrà in una super realtà, una sovra-dimensione universale quantistica. Il nostro destino (Armaghedon permettendo) ci vedrà smaterializzati e proiettati in una prossima meraviglia tecnologica: una Rete più potente miliardi di volte di quella attuale. Attraverso sofisticati sistemi sensoriali e tattili potremo immergerci in una realtà fantascientifica, una sorta di Matrix. Potremo viaggiare nei posti più remoti del cosmo rimanendo seduti nella poltrona di casa. Una dimensione multimediale dove potremo comunicare con chiunque, anche con quelli nascosti negli angoli più sconosciuti del nostro pianeta.

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Quando il fratello e la sorella contano più dell’organizzazione

La vera organizzazione cristiana mette al centro la persona con i suoi bisogni e non se stessa.

Invitata a una festa di nozze, Maria si accorge che manca il vino e si rivolge a Gesù per risolvere il problema. Gesù dà le indicazioni necessarie per trasformare l’acqua in vino. (Giovanni 2:1-11). Con lungimiranza, Maria si accorge di un bisogno prima degli altri. Osservando con attenzione intuisce che l’assenza del vino avrebbe rovinato la festa. Il vino è fonte di gioia, espressione di pienezza della vita, di passione. Comprendendo il suo ruolo, si fa promotrice di quel bisogno rivolgendosi a suo figlio, attivando una serie di movimenti all’interno della casa affinché il bisogno venga soddisfatto. Riesce a far sì che Gesù valorizzi la realtà provvedendo il necessario.

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Impariamo dai nostri errori

C’è sempre l’opportunità per rialzarsi, anche dopo una ricaduta rovinosa

 Le cadute ci danno l’opportunità per ricominciare in modo più intelligente. A differenza di altri, capita di essere noi a non darci una nuova possibilità per migliorarci. Siamo troppo severi con noi stessi, a volte più di Dio. Ci giudichiamo troppo negativamente, in maniera inflessibile e così ci lasciamo sfuggire le occasioni per riprenderci. Ci poniamo limiti che molte volte non esistono. Permettiamo ai giudizi negativi di far breccia nella nostra mente più di quelli positivi. Non ci sono battaglie perse in partenza. Bisogna combatterle per sapere se vincerle o perderle. Molti sottovalutano sia le proprie forze che l’aiuto dei fratelli e soprattutto quello che di Dio.

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Segni di una vita che scivola lentamente verso il basso

Nel corso della sua storia, il popolo di Dio si è abbandonat innumerevoli volte a una inesorabile deriva. E’ scivolato lentamente, fino in fondo, in un modo quasi impercettibile, in una condizione spirituale così rovinosa da non riuscire più risalire dalla fossa in cui era precipitato. Scivolare lentamente verso il basso fa parte della natura peccaminosa dell’uomo. Non c’è quindi da meravigliarsene. Quali sono i segni che fanno scivolare il cristiano verso il basso?

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CLONAMI

 Ian Wilmut del Roslin Institute, uno dei “padri” di Dolly   

Dolly è la prima pecora clonata e ha vissuto circa sette anni. L’esperimento è avvenuto in Scozia presso dei laboratori scientifici. E’ il primo mammifero clonato da una cellula adulta, prelevata da una ghiandola mammaria di pecora. Dolly è perciò diventata una “gemella” più giovane della pecora da cui era stata prelevata la cellula. Venne abbattuta nel 2003 a causa di un’infezione polmonare che le causava forti sofferenze. La clonazione, fatta attraverso processi cellulari, ha aperto la strada ad altri esperimenti su animali fotocopia.

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«Si prega di attendere»

In effetti, ci sono attese che richiedono veramente una preghiera a Dio per darci la pazienza di Giobbe.

 Per gran parte della nostra vita non facciamo altro che attendere qualcosa. Siamo in bilico tra certezze e dubbi, speranza e disperazione. Non sempre otteniamo ciò che desideriamo e ancora più raramente possiamo ottenerlo subito. Tutto questo può essere frustrante, ecco perché sarebbe più opportuno che a motivarci a fare meglio non sia l’impazienza, che potrebbe allontanare l’obiettivo, ma la lungimiranza, quella capacità di vedere oltre e lontano, che sia in grado di prevedere le conseguenze delle nostre azioni. Saper attendere è un’arte che va coltivata con cura.

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SENZA VERGOGNA

La vergogna non sempre è un sentimento negativo. E’ vergognoso colui che non manifesta pudore quando si comporta in modo disonesto, che non si turba di fronte alla condanna e alla riprovazione di una condotta errata. D’altro canto, nel I secolo, se un cristiano si rifiutava di praticare le convenzioni sociali dell’epoca a discapito delle norme cristiane, non si sarebbe dovuto vergognare della sua condotta (1 Pietro 4:16).

E’ vero che come tdG potremmo essere sottoposti a pressioni volte a farci abbandonare il nostro credo, ma è anche vero che nell’ambito delle congregazioni ci sono alcuni responsabili che non provano nessuna vergogna per le pressioni cui sottopongono i fratelli con vedute non proprio scritturali. Non si vergognano nemmeno di fronte agli evidenti danni emotivi e spirituali che causano. 

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Sentieri antichi

Fermati ed esaminati per vedere se stai camminando nella via di Geova. Se ti sei perso, Geremia ti esorta a tornare sugli “antichi sentieri” .

 In Geremia 6:16, Geova esorta il suo popolo, che aveva smarrito la strada, a soffermarsi, a esaminarsi e a tornare sui “sentieri” dei loro fedeli antenati. Di quando in quando, anche noi dovremmo esaminarci per vedere se stiamo camminando sui “sentieri” di Geova. Questa esortazione non riguarda solo le “pecore smarrite” (i fratelli fermi nelle attività teocratiche) ma anche ogni singolo componente del popolo di Dio. Infatti, nel versetto 20 si legge che a Geova non gli importa l’incenso e nemmeno la canna aromatica provenienti da Sabao. Ai suoi occhi la religione formale è inutile.

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NO ALLE PROVOCAZIONI

Come reagire di fronte a una provocazione sui social?

La provocazione è una sfida a reagire, in particolare quando siamo messi in cattiva luce. Alcune provocazioni ledono la dignità al punto che meritano una querela per calunnia. Spesso però le situazioni non sono così estreme e alcuni giudizi nei nostri confronti, benché critici e poco lusinghieri, non sono affatto denigratori.

Nei social, la critica ha una valenza fortemente negativa, perché viene fatta solo per trovare un difetto. Quasi mai si esamina con obiettività quanto scritto o detto e mai con lo scopo di edificare. A dire il vero, la critica è bandita anche dai tdG. Non di rado viene vista come una minaccia al suo interno. Questo succede perché la critica non è più un indagine seria di un testo o di un’opera come veniva fatta una volta.

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Stare in una sala d’attesa

Sono ovunque. Le trovi nella stazione ferroviaria mentre aspetti il treno; negli aeroporti in attesa di volare; negli studi medici aspettando il tuo turno per la visita; in una azienda per un colloquio di lavoro; negli uffici pubblici per pratiche e documenti legali; eccetera.

Si tratta di uno spazio di attesa e d’incontro interpersonale casuale o programmato, dove l’ambiente ideale crea uno scambio confortevole di opinioni e può rendere piacevole la pausa di attesa. In genere l’attesa è snervante e per questo motivo si cerca di rendere la sala comoda e accogliente. In ambito commerciale, per conquistare i clienti, una buona regola di marketing è quella dell’accoglienza. Se la sala d’attesa è squallida, lo sarà anche l’attesa e molto probabilmente anche il seguito. C’è sempre un’associazione mentale tra chi ci riceverà con la sala dove stiamo aspettando. Ci sono sale d’attesa dall’ambiente così confortevole da indurre chi attende a manifestare un atteggiamento positivo ancor prima dell’incontro.

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Pecore pesanti e fratelli fluttuanti

Spulciando tra i vari testi biblici posizionati in bella mostra sugli scaffali della libreria di…, un titolo attira la mia attenzione: PECORE PESANTI E FRATELLI FLUTTUANTI di Mauro Giuseppe Lepori, un monaco cistercense.

L’illustrazione della copertina la conoscevo già. Si tratta di un quadro di Giovanni Segantini dal titolo Ave Maria a trasbordo. La scena è ambientata nel lago di Pusiano, situato tra Como e Lecco. In una placida atmosfera serale, una famiglia di pastori, il padre che rema, la madre abbracciata alla figlioletta, e il loro piccolo gregge di pecore, attraversano sopra una barca il lago da una riva all’altra.

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Quando il podio inflaziona la psiche

Tipi strani in congregazione: IL PODIOMANE

Il podio è un trofeo ambito per molti testimoni di Geova di genere maschile. Una volta raggiunto è come vincere la Champions League perché si diventa oratore pubblico. Il podio non è altro che una pedana rialzata rispetto all’uditorio, dove si trovano collocati un leggio, un microfono, un tavolo e due sedie e un vaso di fiori. E’ il palco da cui parlano gli oratori durante le adunanze settimanali o le grandi assemblee. Alcuni amano il podio più della moglie. Per altri è un idolo non confessato. Dopo Geova c’è il podio.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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