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«Piogge leggere sull’erba»

Le parole gentili di Mosè sono paragonate nella Bibbia alla rugiada. Mosè, uomo premuroso e benevolo, pronunciò parole vivificanti come «piogge leggere sull’erba», parole gentili che ristoravano gli ascoltatori senza fare danni. (Deuteronomio 32:2)

Chi è gentile non è debole, anzi ci vuole un carattere forte per non offendere i sentimenti altrui. La persona gentile si lascia avvicinare dagli altri perché i suoi modi non sono duri, aspri e volgari, ma attraenti e pacifici. Pronunciare contenuti aspri con un tono dolce è falsa gentilezza. Il fratello che sceglie l’inattività non ha motivo di lamentarsi con gli anziani se questi si sono dimostrati premurosi e gentili con lui.

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Che fine hanno fatto alcuni che servivano a tempo pieno?

Non è la prima volta che tocchiamo questo argomento abbastanza delicato, viste le implicazioni che ci sono e le conseguenze non certo felici per alcuni che servivano a tempo pieno (sorveglianti di circoscrizione, pionieri speciali, beteliti). Ci giungono sempre più voci di un forte malessere da parte di questi fratelli per la nuova situazione che stanno vivendo, impensabile fino a qualche tempo fa. Ci risulta che alcuni si sono scoraggiati a tal punto da diventare “inattivi”.

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Il peccato è nel cervello?

Perché persistiamo in un comportamento peccaminoso anche quando ce ne pentiremo? Il peccato nasce nel cervello?

Le moderne neuroscienze affermano che nel cervello umano ci sono meccanismi e inclinazioni che inducono al peccato. Altri, invece, sostengono che non esiste nessuna relazione tra peccati e cervello. Tuttavia, con l’avvento delle moderne tecniche di imaging che sbirciano nel cervello, si possono ottenere alcune informazioni sulle nostre cattive abitudini. Le ultime ricerche cognitive sostengono che quando l’impulso di peccare è forte, le reti di controllo cerebrali, che coinvolgono la parte anteriore del cervello, si attivano per soffocare l’impulso mitigandone la seduzione. È come se due schieramenti si sfidassero per spingere l’essere umano a seguire determinati comportamenti: da una parte il diabolico seduttore che spinge al peccato e dall’altra l’angelo protettivo.

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Gli smemorati di Collegno

Fu un caso di cronaca giudiziaria che divise l’Italia del primo dopoguerra. Un vero caso mediatico dopo un annuncio sulla Domenica del Corriere del 6 febbraio 1927: “Ricoverato il giorno 10 marzo 1926 nel manicomio di Torino (casa Collegno). Nulla egli è in condizione di dire sul proprio nome, sul paese d’origine, sulla professione. Parla correntemente l’italiano. Si rileva persona colta e distinta dell’apparente età di anni 45”.

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La forza della rigenerazione

In biologia, la rigenerazione consiste nel sostituire parti danneggiate del corpo. Il tritone ha capacità straordinarie di rigenerare i suoi tessuti. Se perde la coda, una zampa oppure anche un occhio, questi si rigenerano. Non c’è organo che questi animali non siano in grado di ricostruire.

Ma questi “pezzi di ricambio” sono validi quanto gli originali? In base a uno studio sulla rigenerazione del cristallino i ricercatori rispondono affermativamente. Studiando la capacità del tritone di rigenerare parti del corpo danneggiate, i ricercatori sperano di mettere a punto una tecnica per la rigenerazione dei tessuti umani, in particolare per combattere il processo di invecchiamento.

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Perché rimaniamo nelle nostre convinzioni nonostante l’evidenza sia contraria?

Far cambiare idea a una persona è impresa difficile, perché l’uomo, in genere, non ragiona in modo logico e razionale, anzi tende a mantenere le proprie idee anche di fronte a prove che dimostrano il contrario.

Gli esperti della persuasione suggeriscono che per far cambiare idea a una persona, oltre a usare argomenti razionali, bisogna appellarsi anche alle emozioni, perché l’uomo è restio a ragionare in modo logico. Inoltre, raccomandano di ascoltare l’interlocutore, dargli modo di esprimere le sue ragioni senza interromperlo. L’idea irrazionale è spesso sostenuta più dalle emozioni che dai ragionamenti.

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Devi capovolgere lo sguardo se non vuoi rinchiuderti in una gabbia

Nelle opere di Escher esistono modalità differenti per porsi di fronte a un evento, a volte basta lo sguardo giusto per cambiare radicalmente la percezione dei fatti.

Tendenzialmente siamo abitudinari, osserviamo la vita che scorre e la vediamo sempre allo stesso modo. Non siamo capaci di cogliere i mutamenti, le novità, le piccole cose che fanno la differenza. E’ come se avessimo il paraocchi, non ci accorgiamo dei tanti particolari che rendono la vita diversamente piacevole.

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Opinioni o convinzioni? Psicologia e comportamento di un tdG

Fare un’analisi psicologica per comprendere meglio il comportamento di un tdG è estremamente complesso. In tanti si sono cimentati in questo campo e non sempre è venuta fuori un’immagine obiettiva. E forse nemmeno noi siamo capaci di farlo. Muovendoci però dall’interno, basiamo ogni riflessione sulla nostra esperienza e sulla conoscenza dei meccanismi organizzativi che ruotano intorno al movimento. Si tratta soltanto di una riflessione, giusta o sbagliata, che non ha valore scientifico, medico, spirituale e quant’altro.

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Guardare oltre, come Mosè

Giunto al termine della sua vita, solo come sempre è stato, s’incammina dalle pianure desertiche di Moab per salire al monte Nebo. Di fronte alla terra promessa, che ha rincorso per tutta la vita, tace, non perché sia privo di forze, non grida il suo dolore come Giobbe, non chiama Dio in giudizio, non rivendica la sua fedeltà. Non ha tre amici intorno che pretendono di confortarlo senza esserne all’altezza. Ha di fronte a sé un destino che ha rincorso per tutta la vita: la terra promessa.

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Il ritorno a Geova non è fare le cose di prima. È di più.

Il fratello “lontano” che ritorna a Geova intraprende un nuovo modo di pensare di Dio e di se stesso. Non più dunque un’affannosa giustizia dei torti subiti o fatti, ma un’adesione all’amore gratuito di Dio. Quest’amore completamente nuovo e riveduto è legato al “servizio” che ha come base la grazia ricevuta non per tenerla come un possesso personale, ma per essere a sua volta donata agli altri.

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Aiutiamoli a riprendere l’attività


In 5 anni oltre 1400 fratelli hanno ripreso le loro attività di un tempo. In che modo i corpi degli anziani si sono organizzati per avere successo in quest’opera di ricerca dei fratelli “lontani”?

 Elenchiamo alcuni suggerimenti dati dal corpo direttivo alle congregazioni mondiali e tuttora attuali.

  • Questi fratelli fanno ancora parte della congregazione.
  • Ad alcuni di loro necessita l’aiuto di fratelli amorevoli e disponibili.
  • E’ responsabilità del segretario fornire un elenco di nominativi di questi fratelli da consegnare agli altri anziani. Ogni sorvegliante del gruppo dovrebbe avere in assegnazione i nomi di questi fratelli.
  • Senza uno sforzo speciale per cercarli e assisterli per mezzo di visite pastorali mirate sarà difficile riuscirci. Sono rari i fratelli che ritornano nelle congregazioni di loro iniziativa.
  • Per contattarli si possono scegliere fratelli con i quali avevano un ottimo rapporto. Evitare di incaricare anziani che non hanno uno spirito pastorale e che hanno difficoltà a sapersi relazione con il prossimo.

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FREGATENE!

Se vuoi che la tua vita diventi più serena e meno nevrotica, quando arriva il momento giusto devi cambiare. Senza se e senza ma. Soprattutto se ti sei speso per gli altri e ti sei fatto in quattro per una causa che, dopo molti anni, ti ha lasciato con un pugno di mosche in mano. Chi l’ha detto che il futuro non può riservarti belle cose nonostante l’amarezza per quanto ti è successo? E se invece la smettessi di fare le cose che non ti edificano più o relazionarti con persone che ti stanno più sullo stomaco che nel cuore?

Ci sono molte cose sulle quali è difficile incidere. Le perdite saranno sempre fonte di dispiacere e nonostante tutto non potremo evitarle. Malattie croniche o inguaribili continueranno a esserci. Inoltre, non possiamo cambiare i nostri familiari o i nostri fratelli spirituali, né trasformarli come vorremmo. Certe situazioni che perdurano da tempo non possiamo farci nulla neanche se ci impegnassimo fino allo stremo. Certe cose vanno al di là della nostra volontà. Bisogna prenderne atto se si vuole cambiare. Il problema è che non ci accettiamo così come siamo, né accettiamo gli altri per come sono.

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L’immagine dei Testimoni di Geova alla luce della Buona Notizia

È diffusa in molti una opinione tecnocrate del Corpo Direttivo che offusca la vera natura cristiana. Si è soliti muovergli rimproveri per avere cambiato strategia riguardo alla diffusione della Buona Notizia.

Mi trovo d’accordo con chi crede che la Buona Notizia ha la sua rilevanza spirituale nella diffusione di quanto scritto nella Bibbia e non nella pubblicità – se pur legittima – di un sito, un broadcasting o in una strategia immobiliare. Mi chiedo, quale immagine oggi trasmettiamo alle persone o a coloro che sono critici nei confronti dei tdG. L’immagine che gli altri percepiscono è biblica o tecnologica? Oppure, si tratta di un’immagine appiattita sulle cose terrene come i terreni?

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Fratello Otello

Otello è una tragedia di William Shakespeare che ruota attorno alla gelosia di Otello, un moro, condottiero militare della Repubblica di Venezia, per l’amata Desdemona, che, a causa delle insinuazioni di Iago, viene sospettata di avere una relazione con Cassio. La vicenda si concentra sui tormenti interiori e sui processi psicologici di Otello, che sfociano in fraintendimenti e incomprensioni con Desdemona e che preludono all’omicidio-suicidio finale. Otello è così diventato il prototipo della passione amorosa che, sviata dalla gelosia, conduce all’autodistruzione.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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