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Essere brutalmente sinceri è scoraggiante / prima parte

A volte quando parliamo con i nostri fratelli o esponiamo un punto di vista personale on line, la nostra eccessiva sincerità potrebbe essere controproducente, avvilente; un eccessivo zelo alla verità può anche ferire.  

Secondo il vocabolario on line Treccani l’aggettivo sincero significa: non mescolato, fatto di un solo elemento, di una sola sostanza, e quindi schietto, vero, retto (in contrapposizione a falso, spurio). In senso figurato è riferito a persona, che nel parlare e nell’agire segue ed esprime ciò che sente o pensa, senza simulazione o finzione e senza reticenze. L’espressione voglio essere sincero, è una premessa, quasi una scusa preventiva a notizie e giudizi che non riusciranno graditi alla persona cui ci si rivolge. E’ riferito anche a parole o comportamenti, detto, fatto senza alcuna falsità o doppiezza, senza doppi fini, seguendo ciò che realmente si pensa e si sente. Ha come sinonimi: autentico, genuino, naturale, schietto.

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Sentirsi troppo sicuri rende vulnerabili

Eppure la vulnerabilità è per certi versi preferibile all’eccessiva sicurezza di sé.

Nonostante l’uomo tenda a respingere l’idea di essere vulnerabile, per comprendere certi aspetti della natura umana, bisogna accettare le imperfezioni, anziché vergognarsene. La vulnerabilità ci fa sentire umanamente vivi. Quali aspetti rendono vulnerabili i cristiani? Sono diversi, ad esempio: la solitudine perché porta ad accettare l’amicizia di chiunque; rilassarsi e abbassare la guardia in campo morale; sentirsi inutili e insignificanti; vivere una vita disorganizzata; perdere la fiducia in Geova; soffrire di problemi fisici ed emotivi; essere umiliati e trattati senza dignità e rispetto; un vuoto emotivo matrimoniale. Tutti sono vulnerabili nella fede, nessuno escluso. Nemmeno in congregazione.

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IL DESIDERIO MALATO

Quel sentimento intenso che ha spinto diversi cristiani a cercare l’appagamento nella lussuria.

 La lussuria è un desiderio ossessivo e smodato di soddisfare i piaceri sessuali. Il termine “condotta dissoluta” che significa ‘atti oltraggiosi, eccessi, insolenza’ include anche la ‘sfrenata lussuria’. È la causa principale di molte defezioni (tra cui l’inattività) tra i tdG. Il desiderio è un sentimento nobile che Dio ha dato agli uomini affinché provassero felicità nel servirlo. Anzi, quello di fare la volontà del Creatore è il primo e il più importante dei desideri. Gesù riconobbe e mostrò di avere questo desiderio con il suo modo di agire e con le sue parole: “Son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato”. (Giovanni 6:38).

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Guardati alle spalle

Ovvero, stai in guardia di fronte ad eventuali attacchi di sorpresa e cautelati in modo da non farti cogliere impreparato da pericoli imprevisti.

Nell’arte, la prudenza, nella versione maschile viene raffigurata con tre volti: uno antico che volge lo sguardo al passato; uno maturo attento al presente e uno giovane che proietta il suo sguardo al futuro. Nel triplice ritratto dipinto da Tiziano e conservato presso la National Gallery di Londra si notano tre volti di uomini che raffigurano la vecchiaia, la maturità e la giovinezza, con riferimento al passato, presente e futuro. Queste tre facoltà intellettuali sono correlate con la prudenza: avere una buona memoria; una buona conoscenza delle cose presenti; saper prevedere e provvedere le cose future.

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Perdersi per sentirsi bruciare nell’amore di Dio

Dalle storie che riceviamo, quasi tutte dicono che nella perdizione, molti fratelli e sorelle lontane, hanno sentito bruciare le mani di Scritture. Sono scesi nelle profondità del loro spirito e hanno trovato le fiamme di Iah ardere dentro. Pubblichiamo una di queste storie scritta da un fratello “lontano”, dove esprime i suoi sentimenti sulla sua condizione spirituale e che rispecchia quella di molti altri “inattivi”. Le parole virgolettate sono prese dal Cantico dei Cantici. 

Là dove le «espressioni di tenerezza sono migliori del vino», un vessillo dell’amore tenero di Dio fa sentirci «come un asfodelo della pianura costiera, un giglio dei bassopiani», un amore la cui «sinistra è sotto la mia testa; e la sua destra mi abbraccia» per stringermi delicatamente al suo petto.

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La sacra sindrome

Ovvero, credersi un personaggio ispirato da Dio

A Gerusalemme Dio è malato, il cielo è malato, la luce è malata, il tempo è malato, la vita è malata. La ragione anche. Gerusalemme attrae non solo migliaia di turisti, ma anche decine di squilibrati e infervorati che credono di essere personaggi della Bibbia. Per i cristiani spesso la crisi mistica si verifica nei luoghi collegati con le vicende di Gesù, come la Tomba del Giardino o la Via Dolorosa. Gli ebrei si identificano con Mosè, il re Davide o altri personaggi del Vecchio Testamento e il delirio avviene sul Monte degli Ulivi o vicino al Muro Occidentale. Molte di queste persone si rivolgono alla Città Santa in tempi di grande stress e incertezza nella loro vita. Essi provano un misto di tumulto interiore, combinato con l’aura che la città emana da secoli di storia, con gli odori degli incensi, il rumore della folla, i suoni e le voci salmodianti delle preghiere, fattori che chi dispone di un immaginario della Gerusalemme celeste finisce per essere devastante.

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Il Testimone “inattivo”? Poco raccomandabile!

Per il Corpo Direttivo è un “caro compagno di fede” simile a “uomini e donne fedeli del passato… oberati da problemi e preoccupazioni… profondamente feriti da componenti della loro famiglia  o da compagni di fede. E diversi tormentati da sensi di colpa dovuti ai loro stessi errori… persone che non hanno lasciato del tutto Geova”. (Lettera del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova)

In realtà, la maggioranza dei testimoni di Geova considera gli “inattivi” (cristiani che non si associano con le attività dei tdG e che non consegnano più il rapporto mensile della predicazione personale) persone deboli e poco raccomandabili, in alcuni casi, persino da evitare. “Geova non dimentica mai i suoi servitori che si allontanano dall’ovile” si legge nella lettera del CD “anzi prende l’iniziativa per avvicinarsi a loro, spesso attraverso i compagni di fede”.

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Perdere chi si ama

Perdere un familiare nella parabola del padre compassionevole e ritrovarlo. Una narrazione drammatica di quello che succede a chi ama seriamente.

L’amore non imprigiona, anzi dà la libertà a chi è amato di rifiutare l’amore che gli viene dato, di allontanarsi da esso e di spezzare quell’unione che lo lega agli affetti familiari. L’amore è sempre volontario, libero e per questo soggetto a cambiamenti. L’amore, per certi versi fa paura perché si diventa vulnerabili. Le storie d’amore non si sa mai come vanno a finire, nemmeno quella di Gesù, che l’evangelista racconta in Luca 15:11-32. Un finale mai chiuso, che non descrive come andrà a finire.

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GLI SCARICABARILE

Fare a scaricabarile, è un modo di dire riferito a due o più persone che cercano di esimersi dai propri doveri o responsabilità, riversandoli l’una sull’altra.

Quella di dare la colpa agli altri è un’abitudine pessima e contagiosa. In base a una indagine è emerso che vedere qualcuno incolpare pubblicamente un altro, sollevandosi così da qualsiasi responsabilità, porta gli osservatori a mettersi sulla difensiva e ad assumere questo comportamento come prassi comune. Ad esempio, se qualcuno accusa uno o più Testimoni di Geova, tutti i tdG, sentendosi in pericolo, si mettono sulla difensiva per proteggere la loro immagine e la loro reputazione. Si tratta di un fenomeno assai diffuso nella società odierna e riguarda qualsiasi campo e attività. Il problema diventa un serio pericolo quando all’interno di una qualsiasi organizzazione diventa una pratica comune dare la colpa agli altri. I soggetti meno coinvolti non vogliono correre rischi perché la colpa in sé crea paura. Perciò la tipica reazione è quella di scaricare la colpa sugli altri.

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L’anziano autorevole

Nelle congregazioni i cristiani di successo sono quelli che riescono ad avere una comunicazione immediata, diretta ed efficace, ma sopra ogni altra cosa hanno l’abilità di riuscire a individuare chiaramente la personalità dei fratelli.

Nell’articolo precedente avevamo parlato del fratello tranquillo. Oggi esamineremo la personalità più discussa, più forte e dominante, quella del sorvegliante, i cui requisiti sono descritti in  1 Timoteo 3:2-7:

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Perché alcuni nominati diventano antisociali?

La nomina quali responsabili della congregazione dovrebbe migliorare i fratelli. Succede che invece di progredire alcuni regrediscono. Cominciano ad avere disturbi della personalità che incidono in maniera negativa anche su altri.

Sono numerose le testimonianze dirette di membri attivi, inattivi ed ex associati che hanno subito abusi spirituali da parte di coloro che hanno responsabilità nelle congregazioni. Questi resoconti descrivono episodi di maltrattamenti, intimidazioni psicologiche e abusi di potere. Alcuni di questi nominati sono facilmente individuabili dal modo come estremizzano le regole di purezza; altri invece si dimostrano più subdoli e complicati, palesando la loro natura narcisistica dopo anni di attività.

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Il peso dell’autorità

Disturba non poco coloro che studiano le strategie persuasive quando constatano che in epoca moderna, l’umanità cosi progredita tecnologicamente, continui a manifestare tanta ingenuità e tante debolezze nei confronti dei manipolatori del consenso. C’è un principio, che nelle sue molteplici interpretazioni pratiche, rappresenta un fattore motivazionale importante nell’influenzare i comportamenti altrui. Ci riferiamo al peso dell’autorità, in particolare a quello religioso, esercitato nell’ambito delle comunità dei fedeli.

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I testimoni di Geova a rischio empatia

Quando il buono diventa cattivo ovvero il pericolo di immedesimarsi psicologicamente nel lato oscuro di un altro.  

L’empatia viene definita la capacità di immedesimarsi in un’altra persona fino a coglierne i pensieri e gli stati d’animo. (Dizionario di psicologia di Umberto Galimberti, Garzanti) L’empatia richiede una disposizione ricettiva che consenta di «entrare nel ruolo degli altri».

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Quando se ne vanno per mancanza di fiducia difficilmente tornano

Publilio Siro scrisse: “La fiducia è l’unico vincolo dell’amicizia”. Se la fiducia in Dio non è mai mal riposta, riporre fiducia negli uomini imperfetti può a volte portare a conseguenze spiacevoli e in certi casi a profonde delusioni.

È il caso di alcuni nostri fratelli lontani, che hanno lasciato la congregazione per mancanza di fiducia in certi anziani. In genere, si accetta di diventare tdG perché si crede ancora nella vera amicizia, nell’amore e nella sincera affettività. E quindi si spera di trovare queste qualità tra i fratelli. 

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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