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Attenti a quella COMPRENSIONE che si trasforma in GIUSTIFICAZIONE

La partecipazione al dolore altrui intenerisce e coinvolge i sentimenti. In questa situazione, è facile farsi trascinare schierandosi da una parte per giustificare un comportamento e condannarne un altro.

La comprensione è messa in relazione con la capacità di mostrare benevolenza verso le colpe, gli errori, i difetti altrui. Più spesso, con il comprendere l’animo, i sentimenti, le circostanze e i motivi che spingono una persona a compiere un’azione. La giustificazione riguarda le parole e le ragioni addotte per giustificarsi, spiegarsi e motivarsi.

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La PRUDENZA nell’era del Web

MILLE ARTICOLI PUBBLICATI DAL 2014 E OLTRE UN MILIONE DI PAGINE LETTE. UN GRAZIE DI CUORE ALLE MIGLIAIA DI LETTORI CHE CI SEGUONO

«Allontanandosi da queste cose, alcuni si sono sviati facendo discorsi privi di senso. Pretendono di essere maestri della legge, ma non capiscono né le cose che dicono né le cose su cui insistono con tanta convinzione». –  1 Timoteo 1:6,7

Le parole di Paolo evidenziano la prudenza che i cristiani devono avere nel distinguere coloro che facendo discorsi insensati si sono allontanati dalla fede. Questi uomini sono talmente impudenti da non capire nemmeno le cose di cui sono convinti.

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Perché l’invidia non la confessiamo mai?

Può un’emozione così intensa farci allontanare da Dio e dalla sua congregazione? Perché è difficile ammettere di essere invidiosi anche di fronte a se stessi?

L’invidia non la confessiamo apertamente perché ce ne vergogniamo. L’invidia è molta diffusa, anche tra i tdG e più di quanto si pensi. Per chi conosce la Bibbia, l’invidia nel popolo di Dio non è una novità. Essa è una delle cattive inclinazioni dell’uomo imperfetto (Giacomo 4:5). I capi sacerdoti erano così pieni d’invidia di Gesù che lo consegnarono a Pilato perché lo condannasse a morte (Marco 15:10).

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Il timore di decidere

Esiste una paura incontrollata di assumersi la responsabilità di prendere decisioni cruciali per la propria esistenza. Paradossalmente più si conosce e più capacità si hanno per risolvere i problemi più le ansietà e i timori aumentano per la gestione delle complicanze che ne derivano.

La questione che poniamo riguarda il libero arbitrio, cioè quella libertà di decisione che diventa difficile da prendere a motivo del peso insostenibile in cui può trasformarsi. Inoltre, la difficoltà è proporzionata al ruolo che si occupa.

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Le piccole cose che piacciono a Dio

Secondo papa Bergoglio,  la Parola di Dio fa l’elogio del piccolo e cita a sostegno di questa tesi Isaia 11:1 che dice: “Un ramoscello deve spuntare dal ceppo di Iesse; e dalle sue radici un germoglio sarà fecondo”. 

«La presenza di Dio nel mondo – continua Bergoglio – incomincia sempre così». Le cose di Dio germogliano da un piccolo seme. Secondo il papa, il seme è piccolo e da solo non può germogliare senza l’aiuto dello spirito santo, perché esso sceglie sempre il piccolo per diventare grande.

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I cassetti svuotati in fretta e furia non ci convincono

Il cambiamento e la trasformazione sono argomenti che abbiamo approfondito con la pubblicazione di molti articoli. Oggi ci soffermeremo su un cambiamento radicale di opinione: cambiare di nuovo religione.

La maggior parte dei Testimoni di Geova lo sono diventati dopo aver cambiato la loro religione di appartenenza. Una volta diventati tdG non è detto che si rimanga tali per sempre. Ogni anno sono parecchi quelli che si allontanano e ritornano a frequentare le pratiche della religione che un tempo avevano abbandonato.

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Castrati dall’indecisione

Il senso di castrazione indica l’impossibilità di realizzare le proprie capacità; una sensazione limitante o la mancanza di qualcosa senza poter fare niente per averla. L’indecisione invece indica la mancanza di determinazione, l’incapacità e l’incertezza per decidere da che parte stare.

Fabrizio Barbuto inizia il suo articolo su Libero con una battuta tratta dal film Mr. Nobody, «Non possiamo tornare indietro, ecco perché è così difficile scegliere. Finché non si sceglie, tutto resta possibile». La battuta vuole dimostrare quali meccanismi scattano nella mente quando una persona è messa davanti a una scelta.

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«Sono un uomo ferito e me ne vorrei andare»

Le parole che danno il titolo a questo articolo sono tratte da una poesia, La Pietà, scritta da Giuseppe Ungaretti per descrivere il suo stato d’animo prima del ritorno alla fede cristiana. Un ritorno frutto di un lungo processo interiore.

Lo stato d’animo del poeta presenta similitudini, pur se lontanamente, con quello che in genere provano alcuni nostri fratelli in fede. Questi fratelli vorrebbero andarsene dalla congregazione, diventare lontani, trovare quella pace che secondo loro non provano più da tempo. Desiderano giungere in un posto lontano dove si ascolta l’uomo che è solo con sé.

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Le buone intenzioni non sempre sono buone

Gentilezza e migliori intenzioni non sempre sono producenti.

La storia della farfalla che hai visto nel video insegna che Dio ha dato forma alle sue creature affinché ogni sforzo fatto aiuti a crescere e a svilupparsi. A volte i sacrifici fatti e le sfide che si presentano durante la nostra esistenza sono esattamente ciò che abbiamo bisogno per vivere come siamo fatti. Se Dio ci permettesse di vivere la nostra vita senza difficoltà saremmo limitati, non potremmo essere forti come siamo, non potremmo mai “volare”.

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L’ansia non deve farci sentire in ansia

Un dossier sull’ansia pubblicato sul Corriere Salute del 21 novembre 2019

Si può gestire l’ansia sbagliata? Secondo il Corriere della Sera sì. In che modo? Prima di tutto è normale provare ansia, poiché si tratta di una reazione fisiologica e utile. Il problema è quando la preoccupazione diventa eccessiva.

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Quella morbosa tendenza a mentire sui social per accrescere i consensi

Sono sempre di più i bugiardi in Rete che si inventano una vita parallela, fatta di alterazione dei fatti, di accuse ostili e di manipolazione della verità. Sono persone frustrate, che come il Mattia Pascal di Pirandello si inventano una nuova vita. Fra questi, purtroppo, ci sono anche persone che sono o erano testimoni di Geova e che utilizzano le menzogne per dare un taglio netto a una vita che non sentono o non hanno mai sentita propria.

In che modo alcuni da cristiani sinceri e veritieri sono diventate persone dalla vita parallela, da reale a digitale? La menzogna non si concretizza dall’oggi al domani. Il processo è graduale. Si inizia con una mezza verità e poi ci si ricama sopra delle altre. Forse si è iniziato per difendere la propria autostima o per coprire qualcosa che in coscienza turbava. Col tempo è cresciuta sempre più fino a travolgere la propria trasparenza.

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Inadeguati non si nasce ma si DIVENTA

«Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma, con umiltà, considerate gli altri superiori a voi; non cercate solamente il vostro interesse, ma anche quello degli altri». (Filippesi 2:3, 4)

Domenico Barrilà, psicoterapeuta e scrittore, nel suo libro Inadeguati non si nasce, racconta di una coppia intorno alla quarantina ricevuta nel suo studio. La signora si lamentava di un ossessivo controllo sulla propria vita da parte del coniuge, che non le permetteva di uscire con le amiche e che non voleva che andasse a lavorare, perché secondo lui, da quando ha iniziato a lavorare sono iniziati i problemi di coppia

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Chi sa dubitare delle sue opinioni si rende una persona migliore

I testimoni di Geova non sono immuni dalle difficoltà. Alcuni problemi irrisolti possono minare la propria fede e suscitare dubbi in ciò in cui si crede. È normale, oltre che ragionevole, mettere di tanto in tanto in discussione le proprie opinioni personali. 

Una certa ignoranza – nel senso di «sapere di non sapere» –  può rivelarsi utile per accrescere la propria conoscenza. L’ignoranza come forma di saggezza? Nel mondo del web è evidente al navigatore accorto la presunzione di sapere di molti che scrivono e commentano sui valori come la verità, la Bibbia, Dio, il giusto, le virtù, l’etica.

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CRISTIANI SOTTO LA CENERE

Nel linguaggio comune, la cenere è la polvere grigia, residuo della combustione di legna, carbone, carta. Il termine cenere è usato di frequente nelle Scritture, spesso con significato simbolico. A noi di inattivo.info piace paragonare i cristiani che non predicano più a cristiani sotto la cenere. E vi spieghiamo perché.

Ci sono vari modi di dire che hanno relazione con la cenere. Ad esempio, “covare sotto le ceneri” è riferito a un’azione nascosta in vista di una sua esplosione;  “diventare cenere” vuol significare morire, cessare di esistere; “ridursi in cenere” indica, non solo rovinarsi, ma anche vedere sfumare un progetto o una aspettativa disattesa. Ma la locuzione che più ci interessa è “risorgere o rinascere dalle proprie ceneri”.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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