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Nikefobia, la sindrome del successo

Cari fratelli che vi sentite dei falliti perché non ne azzeccate una in congregazione, sul lavoro, con gli amici e le donne, se la cosa vi può consolare, sappiate che anche coloro che il successo li arride, possono andare in crisi a causa della loro performance. Possono ammalarsi di successo o di nikefobia.

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I fakenari delle news ovvero gli spara balle delle notizie

Un’altra ennesima balla sui tdG pubblicata prima da un’agenzia e dopo rilanciata dai giornali e dai siti on line.

Noi non siamo per nulla sorpresi degli spara balle e dei fakenari digitali. Abbiamo scritto parecchi articoli sulle bufale digitali e sulle notizie distorte dei media. Ultima della serie, riguarda il caso di una donna, che dopo aver accettato una trasfusione di sangue fa sapere di essere stata ripudiata dalle tre figlie che decidono di interrompere il legame familiare e che si allontano da lei e dal loro padre. Una notizia che non corrisponde alla realtà dei fatti e che i giornalisti invece di verificarla la scrivono con il copia incolla.

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CAMBIARE PENSIERO

«Il vostro modo di pensare è in armonia con quello di Dio?» è il titolo di un vecchio schema di un discorso pubblico degli anni ’90. Spiega perché dovremmo pensare come la pensa Dio e indica l’atteggiamento da mostrare verso le persone, i genitori e il lavoro.

L’oratore doveva sottolineare quanto fosse necessario modificare i pensieri a causa delle imperfezioni e dell’ambiente in cui si vive. Il punto chiave del discorso era quello di incoraggiare l’uditorio a fare i cambiamenti necessari a partire dal modo di pensare, permettendo a Geova di educarci per il nostro bene secondo i suoi pensieri.

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Alcuni hanno la memoria cieca

I ricordi sono sempre attendibili? Si possono sviluppare falsi ricordi di eventi che non sono mai accaduti?

La più famosa studiosa in questo campo è la psicologa americana Elizabeth Loftus, che negli ultimi tre decenni ha lavorato anche come esperta legale in molti casi di falsi ricordi su abusi sessuali. Le sue ricerche sulla cecità della memoria, sullo sviluppo di ricordi mai accaduti nella realtà e sulla manipolazione di immagini digitali, hanno suscitato un vespaio di polemiche e un’ondata di denigrazione e di minacce di morte nei suoi confronti.

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Corrotti pure nel parlare

Corrotto: guasto moralmente e spiritualmente. Il web ha corrotto il nostro linguaggio, anzi peggio, molti che parlano e scrivono hanno corrotto il “sano modello di parole” trafiggendo come “una spada” altri cristiani con le loro parole. (Proverbi 12:18)

La Bibbia dice che chi non è d’accordo con il sano modello di parole, “non capisce nulla; è ossessionato da discussioni e dibattiti intorno a parole”. (1 Timoteo 6:3,4).

La corruzione di un cristiano inizia con la corruzione del suo linguaggio. Chi non è capace di comunicare il suo pensiero, guastando le parole e i fatti con scopi velati per raggiungere il bersaglio e colpire in modo subdolo altri suoi confratelli che non la pensano come lui, non solo è alla deriva mentale, ma ha perso ogni senso morale. Infatti, le parole di Paolo a Timoteo, riportate sopra, aggiungono che: “Queste cose suscitano invidie, liti, calunnie, sospetti maligni”.

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Il TROLL che è dentro di noi

Nelle credenze popolari scandinave, il troll è un abitante demoniaco e fiabesco di boschi, montagne e luoghi solitari, immaginato ora in figura di gnomo ora di gigante, con una lunga e disordinata capigliatura e un naso lunghissimo.

Nel gergo della Rete, il troll è chi interviene all’interno di una comunità virtuale in modo provocatorio, offensivo o insensato, al solo scopo di disturbare le normali interazioni tra gli utenti. Si tratta di disturbatori malevoli che mirano esclusivamente a far perdere la pazienza agli utenti con messaggi offensivi e provocatori. Spesso utilizzano diversi indirizzi IP, in modo tale che, in caso di blocco dell’account, possono continuare a invadere i forum con i loro messaggi, che spesso rimangono identici. Non è raro trovare nei commenti degli articoli messaggi di spam con tanto di rimando a link infettati.

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Conviene di più dare fiducia che negarla

“Confida in Geova con tutto il tuo cuore” (Proverbi 3:5).

Nonostante la fiducia sia pretesa, molti fanno fatica a darla, per alcuni è quasi impossibile concederla dopo una forte delusione. Ovviamente, rimanerci male con chi ha tradito la nostra fiducia è comprensibile, ma questo non dovrebbe indurci a insospettire di tutti, innanzitutto di Dio o dei nostri fratelli in fede. Lo diciamo, perché sono in tanti coloro che hanno perso la fiducia nei tdG e si sono allontanati dalla congregazione.

Quando si perde la fiducia in qualcuno che occupa una certa posizione nell’organizzazione dei tdG o nell’intera struttura organizzativa, forse si creano più problemi di quanti se ne risolverebbero.

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«Fammi tornare da te, e io prontamente tornerò, perché tu sei Geova mio Dio».

Servivi Geova un tempo? Hai pensato di tornare a servirlo ma qualcosa ti frena? Soprattutto qual è il pensiero di Geova nei confronti dei fratelli “lontani”?

Non sono pochi i tdG che si sono allontanati dalla congregazione che pensano a un ritorno. Ci sono anche altri fratelli che non si sono allontanati e che stanno attraversando momenti difficili. Si parla spesso dei sentimenti (positivi o negativi) che provano questi ex proclamatori della Buona Notizia, ma si parla poco di quello che invece pensa Geova, sia di questi cari fratelli lontani che di tanti altri che pur tra mille difficoltà, a volte esausti, pensano di non valere nulla e che nonostante tutto continuano a servirlo fedelmente. Si può tornare da Geova come una volta ed essere più felici di prima?

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Aiutare a riprendere le attività spirituali è sacro servizio

Su Vita cristiana e ministero, guida alle attività per l’adunanza, di maggio 2019 (settimana 13-19) c’è una trattazione dove mette in risalto che le “operazioni di soccorso sono un aspetto del nostro ministero”.

L’articolo fa notare che i cristiani, oltre al ministero della predicazione, rivolto perlopiù alle persone che non sono tdG, ce n’è un altro: quello di soccorrere i fratelli che hanno bisogno di aiuto. Tale impegno, che riguarda anche i proclamatori inattivi, è una “forma di sacro servizio”, recita la guida.

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Ma che fine hai fatto?

Ti abbiamo visto irrequieto, preoccupato e depresso. Trovi avversione all’operare e ti lasci sopraffare dalla svogliatezza. Non sai nemmeno tu qual è il vero problema. Qualcuno ti ha fatto passare la voglia di impegnarti nelle tue attività? 

Cerchi disperatamente e in maniera affannosa un capro espiatorio dei tuoi problemi. Le attività cristiane svolte con serenità fino al giorno prima ora ti sembrano un peso eccessivo.

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Evita i discorsi vuoti

Immergersi nel web in discussioni inutili, anche quando le buone intenzioni sono evidenti, può diventare controproducente e se la discussione degenera può prendere il sopravvento anche sul cristiano giudizioso ed equilibrato.

Lasciarsi coinvolgere in dibattiti lunghi e negativi non giova affatto alla salute spirituale. Ma perché ci caschiamo di nuovo?

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Troppo senso del dovere fa male

Cristo insegnò a vivere la verità come una sequenza di doveri?

Alcuni nostri fratelli cristiani sono passati da un eccessivo attivismo a una completa inattività dei loro doveri assunti il giorno del battesimo e della loro dedicazione a Geova. È risaputo che molti malesseri sono riconducibili a certi obblighi imposti che ingabbiano la vita cristiana e la privano di quella spontaneità che rende libera la creatività e la volontarietà. All’improvviso, un sintomo psichico, fisico o spirituale, avverte di essersi spinto troppo in là. Troppo tempo occupato e poco spazio per sé stessi. Forse tutto nasce da un periodo in cui è stato necessario impegnarsi per il bene della famiglia e della congregazione. Ora che quella richiesta è stata soddisfatta si è rimasti con lo stesso assetto di prima, oppure sono sorti nuovi impegni dovuti alla nomina di pioniere, servitore di ministero o di sorvegliante della congregazione.

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I criticatori vivono di malessere

La critica è l’arte del giudicare. La vera critica indaga, conosce e valuta correttamente. Chi sa criticare possiede “una facoltà intellettuale che lo rende capace di esaminare e valutare gli uomini nel loro operato e il risultato o i risultati della loro attività per scegliere, selezionare, distinguere il vero dal falso, il certo dal probabile, il bello dal meno bello o dal brutto, il buono dal cattivo o dal meno buono” (Treccani). Il criticatore ha la consuetudine di criticare in negativo.

I CRITICATORI

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Ci dicono di essere ubbidienti e sottomessi all’autorità. A quale autorità?

Quanti in congregazione sono in grado di spiegare cos’è l’autorità a cui si devono sottomettere? Siamo sicuri che bisogna ubbidire a un uomo, solo perché è un anziano o un sorvegliante?

Essere un nominato in congregazione non vuol dire nulla. Esiste un tipo di potere che non è dato né dalla carica che si occupa, né si ottiene con l’ambizione che alcuni mascherano con le parole di “aspirare all’incarico” di  1 Timoteo 3:1. Alcuni ambiziosi si soffermano soltanto sulle prime parole di questa scrittura: “se un uomo aspira all’incarico di sorvegliante…” tralasciando la seconda parte “desidera un’opera eccellente”. Ciò che conta è l’opera di servire altri, questo è considerato eccellente. Se aspiri prima e non servi dopo, a che servi?

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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