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Perché alcune cose le ricordiamo e altre le dimentichiamo?

A volte siamo senza memoria e altre volte ci ricordiamo fin troppo bene dei fatti che caratterizzano la nostra vita cristiana. Senza la memoria non potremmo muoverci, pensare e parlare. Non potremmo nemmeno pianificare il nostro futuro. La memoria è determinante in tutto, persino per la nostra identità.

Per rispondere alla domanda iniziale è necessario fare chiarezza su cosa sia la memoria. Non è una memoria da computer, cioè un hard disk, capace di immagazzinare una quantità di informazioni così come vengono inserite e poi riprese nello stesso modo. Il cervello umano non solo ha la capacità di contenere infinite informazioni, ma è in grado di elaborarle e di farle ritornare alla mente in maniera diversa da quando furono registrate la prima volta.

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LA LETTERA / Fuggire da un’amicizia fraterna

Non voler più proseguire un’amicizia che dura da molti anni può causare una profonda ferita

Vi scrivo perché sono rimasto turbato a causa di un mio caro amico che era più di un fratello. È stato lui che mi ha fatto lo studio della Bibbia più di venti anni fa. Da allora diventammo amici inseparabili, ci siamo frequentati, uscivamo spesso in servizio e abbiamo lavorato insieme come nominati. Abbiamo vissuto momenti belli e siamo sempre rimasti in ottimi rapporti. Lui è un fratello molto capace, preparato e ha una conoscenza e una cultura superiore alla mia. Il suo impegno nell’organizzazione era notevole fin quando ha deciso, qualche anno fa, di non frequentare più la congregazione.

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Troppo ottimismo acceca la mente

Cosa succede nelle congregazioni quando si cerca di apparire esageratamente ottimisti nelle proprie convinzioni o si ha uno scarso senso della realtà?

 Alcuni ricercatori sostengono che i troppo ottimisti hanno un difetto cerebrale, perché non riescono a vedere le cose negative. A volte può essere anche un bene perché si riduce lo stress, ma può rivelarsi nocivo perché difficilmente l’ottimista esagerato prende le dovute precauzioni per evitare eventuali rischi. Se è vero che l’ottimismo esagerato può essere nel tempo controproducente, è anche vero che l’ottimista intelligente non è un ignorante, anzi è aperto di mente, non ha pregiudizi, si pone obiettivi raggiungibili, ha cura del suo corpo e della mente ed è consapevole che la vita è fatta di alti e bassi e quindi ogni occasione è utile per imparare, crescere e vivere con equilibrio e assennatezza.

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Cristiani dotati di INTELLIGENZA superiore / 3

Non esiste una definizione univoca di intelligenza, perché risente dell’orientamento del pensiero che la formula. In genere è vista come la capacità di risolvere i problemi, di ragionare, di valutare, di perseguire uno scopo.

Le condizioni ambientali esercitano una forte influenza sullo sviluppo dell’intelligenza. Anche le congregazioni risentono dell’aria spirituale che si respira in esse. Un ambiente dove si intimidisce, si alza la voce, si parla in maniera aspra e poco incoraggiante determina in modo negativo lo spessore spirituale di ogni membro. Un ambiente dove gli anziani trattano in maniera responsabile, affettuosa, umile ed edificante, accresce il tasso spirituale e di amore delle congregazioni. Nonché dell’intelligenza.

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L’INCAPACE che si crede un fenomeno / 2

Diversi cristiani si credono capaci di espletare in maniera eccellente il ruolo che hanno in congregazione e si considerano talmente esperti, sopravvalutandosi eccessivamente, da non riconoscere più i loro limiti, perdendo ogni contatto con la realtà.

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L’anziano INCOMPETENTE / 1

Come si fa a capire subito se un anziano è incompetente, senza dover aspettare anni o purtroppo constatarlo dopo che ha causato un grave danno emotivo e spirituale?

In senso biblico è competente chi “è adeguatamente qualificato per assolvere un determinato incarico”. (2 Corinti 3:5) Non tutti sono qualificati in congregazione per ricevere e ottemperare l’incarico di sorvegliante di congregazione. E non tutti gli anziani rispecchiano le norme spirituali. Non è per niente facile “capeggiare” sui fratelli. Quali segnali indicano se un anziano è capace o incompetente?

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Un vero sorvegliante viaggiante

E’ un sorvegliante molto attento a far crescere le congregazioni condividendo la sua esperienza in Cristo. Il concetto attuale di leader trasformazionale sembra stargli a pennello.

Agli inizi della sua missione le comunicazioni non erano così come le conosciamo. Eppure, ancora oggi, riesce a conquistare i cuori di migliaia di persone, contagiando con le sue parole ogni genere di individui. Entusiasta, appassionato, voce ardente e instancabile della verità da trasmettere, una vita piena di pericoli e grandi difficoltà, infiamma i cuori dei cristiani e degli scettici. Attento predicatore della buona notizia, riesce a cogliere le varie sfumature di Dio e a saperle condividere con le congregazioni. Egli si staglia contro le banalità, le mediocrità e contro coloro che si atteggiano a capi dei fratelli.

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I tdG? Pronti a smaterializzarsi nell’universo digitale

Presto anche loro saranno fagocitati in una realtà virtuale avanzata, dove non si raduneranno più nelle Sale del Regno, ma vivranno vite parallele, condividendo emozioni, esperienze, adunanze, congressi, assemblee, visite del sorvegliante e ascolteranno discorsi in streaming direttamente da Warwick. Il corpo direttivo sarà il centro del loro mondo.

Ben presto l’umanità vivrà in una super realtà, una sovra-dimensione universale quantistica. Il nostro destino (Armaghedon permettendo) ci vedrà smaterializzati e proiettati in una prossima meraviglia tecnologica: una Rete più potente miliardi di volte di quella attuale.

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Quando il fratello e la sorella contano più dell’organizzazione

La vera organizzazione cristiana mette al centro la persona con i suoi bisogni e non se stessa.

Invitata a una festa di nozze, Maria si accorge che manca il vino e si rivolge a Gesù per risolvere il problema. Gesù dà le indicazioni necessarie per trasformare l’acqua in vino. (Giovanni 2:1-11). Con lungimiranza, Maria si accorge di un bisogno prima degli altri. Osservando con attenzione intuisce che l’assenza del vino avrebbe rovinato la festa. Il vino è fonte di gioia, espressione di pienezza della vita, di passione. Comprendendo il suo ruolo, si fa promotrice di quel bisogno rivolgendosi a suo figlio, attivando una serie di movimenti all’interno della casa affinché il bisogno venga soddisfatto. Riesce a far sì che Gesù valorizzi la realtà provvedendo il necessario.

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Impariamo dai nostri errori

C’è sempre l’opportunità per rialzarsi, anche dopo una ricaduta rovinosa

 Le cadute ci danno l’opportunità per ricominciare in modo più intelligente. A differenza di altri, capita di essere noi a non darci una nuova possibilità per migliorarci. Siamo troppo severi con noi stessi, a volte più di Dio. Ci giudichiamo troppo negativamente, in maniera inflessibile e così ci lasciamo sfuggire le occasioni per riprenderci. Ci poniamo limiti che molte volte non esistono. Permettiamo ai giudizi negativi di far breccia nella nostra mente più di quelli positivi. Non ci sono battaglie perse in partenza. Bisogna combatterle per sapere se vincerle o perderle. Molti sottovalutano sia le proprie forze che l’aiuto dei fratelli e soprattutto quello che di Dio.

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Segni di una vita che scivola lentamente verso il basso

Nel corso della sua storia, il popolo di Dio si è abbandonat innumerevoli volte a una inesorabile deriva. E’ scivolato lentamente, fino in fondo, in un modo quasi impercettibile, in una condizione spirituale così rovinosa da non riuscire più risalire dalla fossa in cui era precipitato. Scivolare lentamente verso il basso fa parte della natura peccaminosa dell’uomo. Non c’è quindi da meravigliarsene. Quali sono i segni che fanno scivolare il cristiano verso il basso?

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CLONAMI

 Ian Wilmut del Roslin Institute, uno dei “padri” di Dolly   

Dolly è la prima pecora clonata e ha vissuto circa sette anni. L’esperimento è avvenuto in Scozia presso dei laboratori scientifici. E’ il primo mammifero clonato da una cellula adulta, prelevata da una ghiandola mammaria di pecora. Dolly è perciò diventata una “gemella” più giovane della pecora da cui era stata prelevata la cellula. Venne abbattuta nel 2003 a causa di un’infezione polmonare che le causava forti sofferenze. La clonazione, fatta attraverso processi cellulari, ha aperto la strada ad altri esperimenti su animali fotocopia.

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«Si prega di attendere»

In effetti, ci sono attese che richiedono veramente una preghiera a Dio per darci la pazienza di Giobbe.

 Per gran parte della nostra vita non facciamo altro che attendere qualcosa. Siamo in bilico tra certezze e dubbi, speranza e disperazione. Non sempre otteniamo ciò che desideriamo e ancora più raramente possiamo ottenerlo subito. Tutto questo può essere frustrante, ecco perché sarebbe più opportuno che a motivarci a fare meglio non sia l’impazienza, che potrebbe allontanare l’obiettivo, ma la lungimiranza, quella capacità di vedere oltre e lontano, che sia in grado di prevedere le conseguenze delle nostre azioni. Saper attendere è un’arte che va coltivata con cura.

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SENZA VERGOGNA

La vergogna non sempre è un sentimento negativo. E’ vergognoso colui che non manifesta pudore quando si comporta in modo disonesto, che non si turba di fronte alla condanna e alla riprovazione di una condotta errata. D’altro canto, nel I secolo, se un cristiano si rifiutava di praticare le convenzioni sociali dell’epoca a discapito delle norme cristiane, non si sarebbe dovuto vergognare della sua condotta (1 Pietro 4:16).

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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