Curare o trascurare gli inattivi anziani e malati?

anzianaA chi affidarli? Geova, Cesare o Pilato?

Per i primi cristiani assistere i bisognosi era “una faccenda necessaria”, perché a quel tempo venivano trascurati in particolare le vedove anziane, che non erano più autosufficienti. (Atti 6:1-3) Anni dopo il discepolo Giacomo scrisse: “La forma di adorazione che è pura e contaminata dal punto di vista del nostro Dio è questa: aver cura degli orfani e delle vedove nella loro tribolazione”[afflizione, sofferenze delle circostanze]. (Giac. 1:27) Furono, quindi, prese disposizioni adatte ai bisognosi delle congregazioni del I secolo. Oggi il quadro sociale è diverso da allora. Il sistema pensionistico, l’assistenza sociale  e altre forme di previdenza contribuiscono a dare alla vita di queste persone una certa dignità. Questo significa che i cristiani che hanno bisogno non hanno bisogno della congregazione cristiana?

La Torre di Guardia dell’1-6-1987 p.9 dice: “Quello che Paolo disse a Timoteo [1 Tim.5] ci aiuta a capire che (1) i problemi delle persone anziane riguardano l’intera congregazione, e soprattutto i sorveglianti, (2) l’assistenza alle persone anziane va organizzata nel modo dovuto, (3) tale assistenza va limitata a chi ne ha veramente bisogno”.

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Proverbi 27:23 consiglia ai responsabili delle congregazioni: “Devi conoscere l’aspetto del tuo gregge”. Pertanto i sorveglianti visitano personalmente gli anziani d’età per determinare qual è il modo migliore per dare assistenza. Paolo indicò che la responsabilità di prendersi cura dei propri genitori anziani poteva essere ripartita fra “figli e nipoti”. E’ chiaro che Paolo si rivolgeva soprattutto a familiari Testimoni, anche se essere testimoni di Geova non è una garanzia che essi si prestino per dare assistenza. La stessa Torre di Guardia menziona l’esperienza di una figlia Testimone “che se ne lavò le mani” [come Pilato].  Geova approva questo modo di fare? Tutti noi conosciamo la furbata del corban, non è vero? Il giudeo si sottraeva ipocritamente alle sue responsabilità di aiutare materialmente i suoi genitori, dichiarando che il suo possedimento era un dono dedicato al Tempio, perciò non aveva le risorse per prestare l’aiuto necessario. In realtà la proprietà continuava a rimanere a lui. (Marco 7:10-13) Gesù smascherò e condannò questa ipocrisia “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me”. Un cristiano che accampa futili scuse per sottrarsi alle sue responsabilità non inganna Geova. (Ger.17:9,10). Nessuno dei “corbanisti” moderni può illudersi, pensando che predicare, svolgere altre attività teocratiche e trascurare nello stesso tempo i bisognosi abbia l’approvazione incondizionata di Geova.

La Torre di Guardia del 15-8-1993 dà altri consigli su come gestire al meglio l’assistenza ai bisognosi.  Ad esempio:“In certi casi gli anziani possono fare un elenco dei malati e delle persone anziane  che necessitano di particolare attenzione. Questa speciale responsabilità viene affidata a un anziano, in grado di valutare la situazione accertandosi che venga fatto il necessario. E’ risaputo che le persone anziane prive di assistenza e trascurate accelerano il loro processo di senilità, invecchiando prima del tempo.

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Le persone anziane sono apprezzate nelle congregazioni?

Anche la Torre di Guardia dell’1-9-1993 riprende quest’argomento.  “Non dimenticate mai che molti nostri fratelli e sorelle hanno alle spalle una vita di fedele attività cristiana”. Meritano onore e considerazione. “Alcune persone di età avanzata e senza figli hanno servito Geova per molti anni, come missionari, sorveglianti, ministri viaggianti o pionieri speciali. Hanno messo veramente il Regno al primo posto”. Non avendo figli, chi si occupa di loro?

Inoltre la stessa Torre di Guardia, nei paesi dove è possibile ricevere assistenza dagli enti statali, come in Italia, consiglia: “In questi casi è appropriato che i sorveglianti cristiani  dispongano che le persone anziane  ricevano l’aiuto necessario per richiedere, ottenere o anche aumentare l’entità di tali aiuti”. Sì, certo come no! Se non vanno neanche a visitarli come possono fare tali richieste. Da voltastomaco chi sa solo sentenziare sul comportamento degli altri e non sulla sua omissione di soccorso spirituale, che riguarda tutti i componenti della congregazione. Altro che codice penale, siete da prendere a calci nelle terga, tutti voi che non mostrate sentimenti di compassione e misericordia verso i bisognosi e scaraventati di peso fuori dalle Sale del Regno.

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Anche il libro di testo degli anziani è esplicito: “Tutto il gregge ha bisogno di sentire l’amorevole cura pastorale degli anziani”. “Le persone anziane e di salute cagionevole hanno spesso bisogno di particolare attenzione. Forse hanno bisogno che qualcuno cucini per loro, lavi e stiri i loro abiti, pulisca la loro casa”.  “Prendete disposizioni precise su come altri fratelli possono dare aiuto assicurandovi che le disposizioni per l’assistenza siano attuate”. Tutte queste citazioni delle pubblicazioni ci hanno fatto venire il mal di testa, non per il valore di quanto scritto, quanto per l’incongruenza tra ciò che si dice di fare all’interno dell’organizzazione e ciò che in realtà non viene fatto. Si prova una sorta d’indignazione spontanea che fa rivoltare le viscere nell’accorgersi quanta ipocrisia c’è in coloro che si credono di essere il popolo di Dio.

Gli inattivi sono figli di Geova o sono “figli di un dio minore”? I fratelli e le sorelle che sono diventati inattivi per gravi motivi di salute sono ancora considerati cristiani a tutti gli effetti e meritevoli di assistenza? Agli occhi di Geova sono ancora suoi fedeli servitori? Se qualcuno di questi ha i figli increduli, gli anziani e tutto il resto della congregazione sono giustificati se non prestano la dovuta assistenza? Ci si può “lavare le mani” come Pilato lasciando interamente la responsabilità di assistere un genitore Testimone a un figlio o a un parente incredulo? Non siamo quelli che dobbiamo “guadagnare l’incredulo con la nostra condotta”? Possiamo continuare a presentare ipocritamente il corban scaricando su Cesare e la sua assistenza sociale, il fratello o la sorella malati così da pensare di avere la coscienza a posto? Non telefoniamo, non andiamo a trovarli, non ci interessiamo del loro benessere spirituale, convinti che “ma sì, tanto ci pensa l’assistenza sociale”. E’ amorevole comportarsi così? Ma chi credete di prendere in giro? Geova, Gesù? Siete sicuri che chi si comporti in questo modo abbia l’approvazione di Dio? Ma questa religione è quella giusta? Geova, Gesù e la Bibbia lo sono sicuramente, ma la religione che dice e non fa, può essere definita quella giusta?

anziana-malataAver cura degli anziani malati è una responsabilità di tutti.  “A interessarsi delle persone anziane non dovrebbero essere solo i figli e i servitori nominati. Paragonando la congregazione cristiana al corpo umano, Paolo scrisse: “Dio compose il corpo, dando più abbondante onore alla parte che ne mancava, affinché nel corpo non vi fosse divisione, ma le sue membra avessero la stessa cura le une per le altre”. (1 Corinti 12:24, 25) Un’altra traduzione legge: “Tutte le parti [del corpo] si preoccupano le une delle altre”. (PS) Perché la congregazione cristiana funzioni in modo armonioso, ciascuno deve preoccuparsi del benessere dei compagni di fede, persone anziane incluse. — Galati 6:2”. (La Torre di Guardia 15-5-2004, pp.15-20), (sic!).

Geova promise: “Sarò lo stesso fino alla vostra vecchiaia, vi sosterrò fin quando avrete i capelli bianchi”. — Isaia 46:4, (PS). Geova garantisce il suo sostegno, e lo fa con tutti i suoi sentimenti e questo è di grande conforto per i suoi servitori. E noi? Quali sono i nostri sentimenti al riguardo? Riscaldi il cuore dei fratelli con i tuoi sentimenti? O hai il permafrost in testa e anche nel cuore? Non disse Gesù che i suoi discepoli si sarebbero riconosciuti dall’amore fra loro? A parole o con i fatti? Quando è stata l’ultima volta che hai visitato un inattivo malato?

Siamo stufi di una religione che parla, parla, parla e non agisce. Non liquidiamo la drammaticità di questa importante questione con il solito disco rotto: “Se non ti va bene, nessuno ti obbliga a rimanere. Cosa ci stai a fare, cambia religione”.  Piuttosto chiediti se non sia Dio a dover cambiare religione, la tua. L’ha fatto in passato, può farlo in futuro.

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