«Lo sapevi che il fratello Xxxxx è diventato inattivo? Sapessi cosa dice in giro di lui …»

pettegolezzo

Ogni opinione, buona o cattiva, è sempre un’opinione degli altri. E’ anche un’opinione sull’opinione altrui, veicolata in modo formale o informale.

Se osservate attentamente l’illustrazione in alto, si vede una donna che trasmette una confidenza a una sua amica. Dopo un lungo giro di voci e di pettegolezzi, dove ognuno ci aggiunge qualcosa di suo, alla fine, se guardate attentamente, la voce giunge senza volerlo al diretto interessato che se la prende con la donna a cui le aveva fatto la confidenza, forse sua moglie. Comunque sia, il pettegolezzo fa giri immensi e alla fine ritorna all’interessato in modo spregiativo. Quando la reputazione circola in maniera informale, di bocca in bocca, è quasi sempre negativa. I tdG ne sanno qualcosa. In genere, in pubblico, si esprime un’opinione e si fa finta di credere. C’è differenza tra ammettere pubblicamente di preferire una cosa e ciò che si vuole realmente. Ad esempio, nelle congregazioni, i tdG stanno molto attenti alle conseguenze che potrebbero esserci ad un eventuale dissenso espresso apertamente. Preferiscono, a volte per ragioni di opportunità, adeguarsi al pensiero condizionante della maggioranza. Sono in molti a fingere che vada tutto bene. Non ne parlano né si pongono domande, perché sono convinti che oltre a loro, molti Testimoni abbiano capito l’andazzo e non vogliono perdere la faccia esponendosi in prima persona. Si sa ma non si dice. Come reazione adottano un atteggiamento di incredulità, anche se in realtà conoscono i fatti, eccome.

In quanto membri della stessa fratellanza, i tdG pensano che avere un’opinione negativa dell’autorità in congregazione equivalga ad avere un’opinione negativa di se stessi. Per questo motivo le critiche le respingono al mittente, poiché la reputazione di tutti è la reputazione di se stessi. Le scienze sociali definiscono questo fenomeno ignoranza pluralistica. E’ un modo fragile di pensare collettivamente. Se qualcuno rivela il proprio pensiero apertamente, come per effetto domino, altri si lasciano cadere la maschera per manifestare anch’essi la loro opinione, custodita segretamente in attesa di essere rivelata al momento opportuno. Questa dimensione collettiva del fenomeno (vedi Internet e i casi di pedofilia) crea irrazionalità collettiva tra i tdG ma non ne scalfisce la psicologia del singolo.

Il problema del Web è che molti accettano una determinata notizia, a volte veicolata artatamente, senza verificarne la fonte o senza approfondirla. Si fidano di più della “reputazione” di chi diffonde la notizia che della notizia stessa. La adottano senza sapere se è falsa o vera. Fin quando rimane nella cerchia del blog che si frequenta o della comunità virtuale con la quale si identificano, a questi, non interessa sapere la veracità della notizia. Si può far parte di un blog ed esprimere la propria opinione in forma di anonimato. Difficilmente costoro esprimeranno tale idea in congregazione. Essi sperano che comunque chi naviga e legge una tale informazione ne rimanga “toccato”.  In questo modo si comincia a dare “credito” a una notizia come se fosse vera. La palla di neve si trasforma così in una valanga che a cascata travolge tutto ciò che si trova nella sua discesa.

Questo problema riguarda anche i tdG che nelle congregazioni “comprano a scatola chiusa” ogni genere di informazioni che vengono propagandate. Quando una disposizione è accettata dalla maggioranza, chi ha delle perplessità o dei dubbi, piano piano si adegua, considerandola giusta, anche se a volte ignorano i motivi di quella decisione. Se va bene agli altri, allora va bene anche a me. E’ così che ragiona la maggior parte dei tdG. Per rispondere quindi alla domanda di questo articolo “Lo sapevi che il fratello Xxxxx è diventato inattivo?”, è forse meglio chiedersi come mai è diventato inattivo e quali sono state le cause che lo hanno spinto a prendere questa decisione. In molti casi che riguardano gli inattivi, non credete a tutto quello che la maggioranza vi dice su di essi. Fate le opportune verifiche, se possibile. Molti non sono affatto malati come vogliono farvi credere. Se non potete fare nessuna verifica, è meglio che non esprimiate giudizi su questi fratelli, perché un giorno ne verranno a conoscenza e di fronte a un chiarimento con loro potreste trovarvi in imbarazzo e scusarvi per le tante stupidaggini dette nei loro riguardi. Soprattutto avete messo in cattiva luce la reputazione di un fratello. Il principio “fate agli altri ciò che volete che altri facciano a voi” vale per tutti, attivi e inattivi. Come vi sentite se qualcuno diffonde dicerie sul vostro conto rovinandovi la reputazione? Il pettegolezzo va bloccato all’istante. Si potrebbe essere portatori e divulgatori non della Buona Notizia, ma della falsa notizia. Lasciate ogni giudizio a Geova. Non sbaglierete mai. Se non desideri che nessuno infanghi la tua reputazione, bene, comincia per primo tu con gli inattivi e tu inattivo comincia a fare lo stesso con gli attivi.

(Reputazione – terza ed ultima  parte)

 Prima di esprimere un giudizio sugli inattivi, guarda il video

   pettegolezzo-video   Come posso fermare il pettegolezzo?

 

Approfondimenti: ________________________________________________________

reputation   Chi decide per la tua reputazione (prima parte)

crucifixion   Reputazione e altruismo (seconda parte)

oratore   I parolai di Dio

 

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Commenti (1)

  • Alan

    |

    Grazie, cari, per le opportune precisazioni.
    Certo, il tanto pubblicizzato amore per chi non frequenta la congregazione scricchiola paurosamente, e i pettegolezzi (in qualche caso calunnie) si diffondono rapidamente.
    La consapevolezza dei problemi creati dalla Watchtower e il voler servire Dio in maniera privata e “con spirito e verità” spingono molti, me compreso, a prendere le distanze dalle attività dell’organizzazione.
    Purtroppo la cosa più semplice è mettere in dubbio la reputazione e i motivi del singolo, anziché domandarsi come mai chi è stato un Testimone allineato da 10, 20, 30 anni o più decida di dare una svolta alla propria vita. Tutto questo provoca un allontanamento anche da parte di amici di circostanza, per i quali tu sei semplicemente svanito o debole spiritualmente. Debole, ovviamente, secondo i loro canoni e non secondo le Scritture.
    Grazie per queste preziose informazioni, che controbilanciano una realtà fortemente condizionata da un pensiero sbagliato, da un giudizio prematuro, in contumacia, perdipiù da persone senza alcuna autorità.

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