A volte, certi successi è meglio non raggiungerli

Per il tuo benessere è più saggio che raggiungi traguardi che ti corrispondono e che siano in sintonia con il tuo essere.

Non sempre il successo per aver raggiunto gli obiettivi prefissati porta a uno stato di felicità. Anzi, in molti casi danneggia la salute psichica, spirituale e rovina le relazioni.

Dopo aver cercato il successo attraverso sacrifici e rinunce diventa destabilizzante scoprire di trovarsi con un pugno di mosche in mano. Il problema non è il desiderio di raggiungere obiettivi prestabiliti, ma il modo di concepire gli obiettivi e di viverli.

Ad esempio, la Bibbia incoraggia gli uomini ad “aspirare a essere sorvegliante” con il giusto spirito cristiano (1 Timoteo 3:1). Le sorelle invece vengono esortate a impegnarsi nell’opera di predicazione.

Purtroppo, alcuni che hanno cercato intensamente una realizzazione, una volta raggiunta si accorgono che intimamente la cosa non li riguarda molto né li coinvolge più di tanto. Forse, pensavano a qualcosa di eclatante o a uno status mentale da esibire.

Cercare di raggiungere delle mete solo perché gli altri ci dicono “bravo” o perché si aspettano molto da noi, spinge a un impegno che non è nelle nostre corde e che a lungo andare è distruttivo. Dì no a ciò che non coincide con la tua personalità e segui la strada che ti è più confacente.

L’errore in casi come questi, è di considerare l’obiettivo raggiunto come un riconoscimento che serve a dare conferme sul proprio valore. La gratificazione, invece, deve coincidere con ciò che si è realmente e non per ciò che si appare una volta raggiunto il successo.

A volte, in buona fede, si aderisce a mete “preconfezionate”, senza valutare in modo acritico se quella strada che si vuole intraprendere sia in armonia con la propria natura (talento, capacità, interesse, passione). Questa non valutazione, di cui la coscienza fa fatica a riconoscere, ma che il corpo invece ne avverte il pericolo, alla fine costringe a pagarne le conseguenze.

La psiche non sentendosi a suo agio, rischia di crollare, perché il successo viene visto come un ostacolo e non come un fine alla felicità. Il corpo cerca di far comprendere questo stato di malessere con mal di testa, depressione, tosse, colite.

La reazione è una profonda delusione e lo si capisce dalla voglia di fuggire dalla congregazione, dalla nostalgia per il passato, dalla fatica che si fa sempre più sentire e dalla confusione che si percepisce. Prendere atto di questa nuova e imbarazzante situazione fa venire il capogiro. Il senso di fallimento è forte.

Comunque il vero errore sarebbe quello di continuare a resistere strenuamente sul percorso intrapreso, a persistere in qualcosa che crea malessere, nonostante tutti i segnali che la psiche e il corpo mandano. La prima cosa da fare è comprendere quale sia l’autentico successo, quello genuino, che a prescindere se si raggiunge o no, ci fa star meglio, in pace con sé stessi, ci appaga e ci rafforza.

Ci sono mete che si tramandano da tempo in famiglia o in congregazione, che riceviamo durante l’adolescenza o nei primi anni di verità. Aspirare perché sono altri ad averci convinti a farlo e che ci spingono a un destino non nostro, prima di accettare guardiamo dentro di noi e se vediamo altre mete, altre aspirazioni, altri desideri, seguiamo queste.

Non fate come alcuni che cercano a ogni costo di raggiungere traguardi solo per rivalsa nei confronti del mondo intero, come se dovessero dimostrare chissà che cosa. Il vero successo non è arrivismo, esso rende felici e non arrabbiati.

Alcuni che hanno fatto strada nella loro vita sono rimasti delusi: “il successo è tutto qui?” Non dipendete dal successo, esso è soltanto un’espansione della vostra vita, non il fine ultimo. Perciò se arriva nel giusto modo e nel giusto spirito, bene. Se non arriva, basta solo essere sé stessi, sarà un gran successo lo stesso.

Impara a dire no a chi ti spinge in un percorso che non ti si addice e dì sì a te stesso. È meglio che ti accada ciò che desideri sinceramente che ciò che non senti tuo.

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