Affetti da entropia

In senso scientifico l’entropia è una graduale degenerazione di un sistema verso il disordine. Nella teoria dell’informazione indica la scarsità di informazione, ciò che impedisce la chiarezza e l’unicità.

Il termine è utilizzato in varie scienze per indicare concetti elaborati in contesti diversi tra loro. Esiste anche l’entropia artificiale che ha a che fare con l’uomo e la natura, il cui risultato è quello di aggiungere disordine al disordine. Metaforicamente si può paragonarla al Diavolo. Ci sono casi in cui il termine serve a evidenziare un messaggio che si presta a diverse interpretazioni, come ad esempio quella di alcuni passi della Bibbia. In alcuni casi non saper comunicare con trasparenza ha fatto allontanare alcuni proclamatori dalle congregazioni.

La comunicazione non è mai monolitica. Essa abbraccia una enorme varietà di situazioni. Ci sono anziani che quando salgono sul podio si credono di somigliare a Mosè, a Salomone, al re Davide, a Paolo o addirittura a Gesù Cristo. Certi anziani comunicano a senso unico. Non sono interessati all’ascolto, provano piacere soltanto a parlare, parlare, parlare. Non capiscono che i fratelli quando parlano non li capiscono. Ma a loro questo non interessa, l’importante che abbiano visibilità dal palcoscenico. Non si rendono conto che sono prolissi e a volte confusionari. Dopo certe adunanze, vediamo fratelli e sorelle andare via con la faccia di chi non ha capito niente. Anche lo stato d’animo con cui vengono espletate certe parti dal podio fanno venire il latte alle ginocchia. Quando si è nervosi è meglio evitare di salire sul podio.

Quando comunichi con i fratelli riesci a sentire che aria tira? Riesci ad adattarti a nuove situazioni e in base al contesto? Sai essere analitico, ottimista, incoraggiante, autorevole quando serve? Lo sai che esiste un tempo per parlare di quantità e un tempo di qualità? In entrambi i casi riesci a trasmettere le tue emozioni con calore e passione evangelica? I tuoi ragionamenti sono basati sulle Scritture? Riesci a cambiare la mappa mentale di un fratello prima che diventi inattivo? O dopo esserlo diventato? Lo sai che Geova ci ha creati con cinque sensi? Quanti di questi ne usi per comunicare con i fratelli? Hai occhi che vedono e orecchie che ascoltano? E che dire della lingua e del tatto? Hai l’odore delle pecore addosso?

I fratelli non ci diranno mai che siamo oratori sgradevoli o pastori che non pensano ai bisogni delle pecore. Questo non vuol dire che non possiamo essere affetti da entropia. L’entropia si manifesta anche quando leggiamo la Bibbia e cerchiamo di spiegarla in modo disordinato. Certe letture di circolari o di disposizioni lette alla congregazione sembrano fatti apposta per non essere capiti. Tu che le leggi dal podio, ti sforzi di renderle chiare e comprensibili? Quando vi è entropia nella relazione, i rapporti si deteriorano e si crea uno stress relazionale tremendo che sfocia poi in litigio. Con la conseguente via di fuga da parte di alcuni proclamatori.

Il tuo modo di relazionarti con i fratelli unisce o divide? Incoraggia o scoraggia? Edifica o abbatte? L’entropia è una forma degradata di energia. Che tipo di energia trasmetti in congregazione? Il tuo parlare crea ordine o disordine, come fa il Diavolo? Sorta nell’ambito della telegrafia per calcolare la perdita di informazioni che hanno luogo nel corso di una trasmissione tra il segnale in entrata e quello in uscita decodificato, l’entropia è stata applicata in psicologia alla percezione, all’apprendimento e alla comunicazione. Chiediti: tra quello che dici e quello che i fratelli recepiscono, quante informazioni si perdono per strada per colpa dei tuoi difetti comunicativi? Non attribuire le colpe ai fratelli dei tuoi limiti. Se non ci riesci a fare l’anziano o lo fai male, fai il semplice proclamatore. Essere proclamatori non è mica una vergogna. Anzi è un privilegio con meno dispendio di energia e con tanta voglia di fare.

L’ENTROPIA GENERA MALCONTENTO

In congregazione, chi non è propriamente scontento, è ben lungi dall’essere contento. In italiano “malcontento” si capisce subito a cosa si riferisce, in inglese il termine è reso più fantasioso. Si riferisce ai grugniti dei maiali quando sbuffano per mandare via le mosche dal muso. Tali grugniti possiamo paragonarli alle lamentele di chi abitualmente critica tutto e tutti. In italiano esiste una parola simile: “ingrugnito” cioè immusonito, scontento, rabbuiato. Ingrugnire viene da “grugno”, nel senso di espressione insofferente. Il fatto che un fratello è ingrugnito o afflitto deve far riflettere.

Questo sentimento può influire, tra le altre cose, anche sulla riservatezza delle informazioni teocratiche. Alcuni sono così ingrugniti con le direttive e con i modi come sono stati trattati quando prestavano servizio come sorveglianti, pionieri speciali o impiegati presso le varie Betel, che dopo l’esonero dal servizio, “sbuffano” senza manifestare apertamente il loro disaccordo con queste direttive. Combattono di nascosto perché altrimenti non possono farlo, pena azioni disciplinari. Lo fanno divulgando in anteprima notizie ancora non ufficiali. E spesso si servono di siti oppositori per divulgarle, con l’obiettivo di smascherare certi comportamenti, che secondo loro, non sono scritturali e sono poco conosciuti alla maggioranza dei tdG. Costoro sono soldati nel ventre del cavallo.

Da una parte, la privazione di un certo senso di sicurezza e i tagli imprevisti dovuti a una politica al risparmio del personale e dei costi di produzione e stampa, e dall’altra all’aumento spropositato di acquisti immobiliari, ha creato un forte malcontento tra questi fratelli che prestavano servizio a tempo pieno. Con l’apertura al digitale da parte del CD, i sistemi on line si scoprono più aperti alla diffusione di dati sensibili e di informazioni riservate. Questa crea un certo nervosismo alla classe dirigente, che non riesce a porre un freno o a scoprire i cosiddetti malicious insiders, cioè fratelli che di proposito diffondono segretamente notizie riservate.

Costoro sentono spesso di “avere dei diritti” sui dati e manifestano le loro aspettative non soddisfatte con la decisione di danneggiare l’organizzazione prestando i file ad altri. Nel mondo del lavoro americano, le agenzie di sicurezza consigliano alle aziende di monitorare un’eventuale “affidabilità calante”. Cosa fare, allora? Impegnarsi per respingere la marea montante dell’entropia e creare rifugi di ordine nel disordine? Grazie alla Rete siamo entrati nel millennio del disordine dell’informazione. Cosa ci riserverà ancora il futuro?

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