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In Italia, nel 1995, sono stati riattivati oltre 1.100 proclamatori. Si tratta di un numero considerevole.

In Italia, nel 1995, sono stati riattivati oltre 1.100 proclamatori. Si tratta di un numero considerevole se si pensa che nel nostro paese la media era di oltre 200 mila proclamatori. Siamo certi che molti sono rimasti piacevolmente sorpresi quando hanno letto questa notizia nel Ministero del Regno del mese di giugno 1996. Gli sforzi congiunti compiuti dagli anziani, dai pionieri e dai proclamatori furono riccamente benedetti da Geova. Nel mese di aprile di quest’anno, è stato raggiunto in Italia un massimo di 249.767 proclamatori. (Km 9-14) Pur trattandosi di un massimo, in senso numerico, questa cifra è comunque preoccupante, perché rimane sconosciuto il numero di proclamatori divenuti inattivi in tutti questi anni. Non si conoscono al momento cifre ufficiali che riguardano il numero degli inattivi in Italia e nel mondo. Sarebbe interessante conoscere il numero esatto, non per curiosità, ma per far capire alle congregazioni e ai loro responsabili una realtà misconosciuta nel collettivo teocratico di Geova.

Se si confronta il numero dei proclamatori del 1996 con quello del 2014 si riscontra che in diciotto anni, nonostante decine e decine di milioni di ore di predicazione, i risultati non sono certo esaltanti. Nel mese di febbraio del 1996 i proclamatori erano 215.348 (Km6-96); nel mese di aprile 2014 è stato raggiunto, in Italia, un numero massimo di 249.767 proclamatori (Km 9-14).  In diciotto anni l’aumento è stato di 34.419 proclamatori. In realtà, l’aumento è maggiore, ma non sappiamo di quanto, perché in questi anni molti sono divenuti inattivi o sono stati disassociati.

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Se si confrontano queste cifre con gli aumenti dei proclamatori durante gli anni Ottanta, c’è veramente da preoccuparsi. In quel decennio, secondo stime di fonte cattolica, ogni anno diecimila italiani diventavano Testimoni di Geova (più di cinquemila secondo i Testimoni di Geova). Numeri, che agitarono non poco le gerarchie cattoliche, che scatenarono una campagna intollerante, preoccupati per le dimensioni che il proselitismo dei Testimoni di Geova aveva raggiunto.

Se in quegli anni, la Chiesa Cattolica fece di tutto (e in modo sbagliato) per fermare l’emorragia dei fedeli che perdeva per strada, oggi, il Corpo Direttivo invece di preoccuparsi sinceramente degli inattivi, è beatamente impegnato nella teotecnologia: la propaganda di un sito web, l’utilizzo del tablet tra i fratelli e in un nuovo culto totemico. Queste cose, pur se importanti per la loro funzione, sono comunque strumenti figli della tecnologia umana, mentre gli inattivi sono persone a immagine di Geova. Forse, è giunto il momento di iniziare a raccogliere i “cocci” persi per strada, piuttosto che “attraversare mare e terra per fare un proselito e quando lo è diventato renderlo soggetto alla Geenna”. (Matteo 23:15)

La tecnologia è il prodotto del progresso umano, mentre gli inattivi sono pecore di Geova. Vorremmo sapere quanti sono gli inattivi sperduti nel mondo e che cosa state facendo al riguardo. Usate la tecnologia pensando agli altri e al portafoglio era il titolo di un articolo della Svegliatevi! del mese di novembre 2009. Tra gli altri cui pensare ci sono anche gli inattivi, le pecore smarrite di Geova?

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