AMICIZIA VS INATTIVITA’

La vera amicizia cristiana può aiutare molto un nostro conservo in fede che vacilla o sta valutando l’idea di allontanarsi dalla congregazione.

L’amicizia è un sentimento reciproco e aperto a più persone. L’amicizia aiuta a vivere bene e di più perché i suoi effetti benefici sono dimostrati scientificamente. Non avere una spalla sincera su cui affidarsi nei momenti più tristi non aiuta a reagire, mentre l’amicizia esercita un potere protettivo e antistress. Un amico incentiva a prendersi cura di se stessi e a seguire uno stile di vita più sano. L’amicizia è un carburante per il cervello, un antidoto contro i grandi mali della mente.

Quando si sta insieme fisicamente si rafforzano sia i legami di amicizia che le relazioni interpersonali. L’amicizia si consolida in maniera graduale. Più le persone interagiscono più si accresce la conoscenza personale. Le esperienze di vita condivise avvicinano ed affezionano. Inoltre, ci sono maggiori possibilità che si acquisisca la stessa visione della vita.

Tra amici si invecchia meglio, perché si soddisfano bisogni umani  e si rafforzano i valori in cui si crede, nonché si ha un forte senso di appartenenza. Quando si è in compagnia di amici fidati  le tensioni si allentano e si è più portati all’ironia e al buon umore. Il confronto su temi caldi con un amico sollecita i ragionamenti e ne favorisce l’accettazione e il rispetto.

LA VERA AMICIZIA FRATERNA SPINGE A CERCARE L’AMICO CHE SI E’ ALLONTANATO

Chi frequenta regolarmente gli amici diventa un genitore modello e un lavoratore più affidabile. I legami fraterni amicali proteggono la memoria e contribuiscono a difendersi dal rischio di declino cognitivo e spirituale. Abituati a parlare con altri, la mente viene rafforzata perché viene mantenuta in movimento. Molti, con una storia depressiva alle spalle, potendo contare sul supporto di amici veri, hanno aumentato le probabilità di recupero rispetto a chi vive una condizione di solitudine e di allontanamento dal gruppo.

Un’amicizia che dura nel tempo non nasce per caso. Il profeta Natan fu un buon amico del re Davide. Quando Davide fece un passo falso, Natan non tacque, mise a rischio la sua amicizia affrontando la questione in maniera leale e coraggiosa (2 Samuele 12:1-14). Un vero amico fa notare gli sbagli, anche quelli gravi. Alcuni che si professavano amici, se fossero intervenuti con coraggio avrebbero evitato che un loro fratello diventasse inattivo.

DIO NON SMETTE MAI DI CERCARE I SUOI AMICI DI UN TEMPO

I veri amici, quando si accorgono che un loro amico fraterno, non è più così aperto come prima, anche se relazionarsi con lui può essere estremamente difficile, sono decisi ad affrontare qualsiasi argomento. Quando un amico parla chiaro e in maniera gentile si accetta la disciplina, anche mal volentieri, ma si accetta comunque e col tempo aumentano anche le probabilità di riprendersi spiritualmente.

E’ dura accettare l’idea che un nostro caro amico in congregazione ci tradisca e ci volti le spalle nel momento del bisogno. Alcuni dimenticano che gli “amici” di Gesù, ai quali era particolarmente legato, nel momento più cruciale della sua vita lo abbandonarono a se stesso (Matteo 26:31-33, 56, 69-75). In seguito, non traspare la minima traccia di delusione, amarezza o risentimento. Gesù non sentì il bisogno di elencare gli sbagli dei suoi discepoli, nemmeno quelli che avevano fatto la notte del suo arresto. Al contrario, li rassicurò e confermò la fiducia che nutriva nei loro confronti.

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Foto in alto:

Come si racconta nel video Il ritorno del figlio prodigo, le amicizie sbagliate possono allontanare dalla congregazione e da Geova. Invece, le amicizie vere, possono contribuire molto ad avvicinare un nostro compagno di fede che attualmente è lontano ad avvicinarsi alla congregazione e a Dio.

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