Ammettete gli errori o continuate ad accusarvi?

Spesso, anziani e inattivi sprecano tempo ed energie emotive nell’attribuirsi le colpe o nel giustificare quanto hanno detto o fatto. 

Sono diversi gli errori che portano la nostra firma. Gli errori commessi a volte creano problemi, altre volte meno. Fanno parte del gioco della vita e in linea di massima vengono accettati se non comportano particolari danni. Se ne commettono sempre e non bisogna vergognarsi di ammetterli. La parola “errore” ha diverse sfumature e quando la si applica in senso religioso bisogna prestare la dovuta accortezza. In genere si distinguono due tipi di errori: i veri e propri sbagli e le teorie che si rivelano a posteriori fallaci. A volte certe idee considerate al momento sbagliate in seguito si rivelano veritiere, mentre certe idee giuste si dimostrano sbagliate.

Quando è qualcun altro a fare un errore, diventa molto facile farglielo pesare. Quando facciamo uno sbaglio, pretendiamo comprensione, quando lo fanno gli altri invochiamo giustizia. Non serve a nulla nasconderlo o dare la colpa ad altri, né si impara a crescere, anzi in noi rimangono tracce di colpa e di frustrazione. Se offendiamo qualcuno con le nostre parole, la cosa migliore è semplicemente chiedere scusa e rimediare. Invece di prendercela troppo o accusare altri, perché non facciamo il possibile per correggere la situazione? Passare troppo tempo a discolparci di solito serve solo a prolungare la tensione e ad aggravare il problema. Invece, riconosciamo l’errore, facciamo il possibile per rimediare e guardiamo avanti.

I pastori cristiani che ammettono pubblicamente i loro errori assumono una personalità più umana, nel senso che gli inattivi li vedranno come persone umili e sincere, con le quali aprire il loro cuore. Inoltre, questa ammissione permette di conoscersi meglio e apprezzarsi di più. Sia gli inattivi che gli anziani, quando ammettono gli errori vivono una vita più sincera.

Sbagliare non è così negativo, significa che si ha avuto il coraggio di rischiare, di vivere nuove esperienze. Se siamo capaci di ammettere ciò che non ci viene bene, saremo più liberi, perché quello che pensa la gente sulla nostra vita non è rilevante. Se nascondiamo quel lato umano e imperfetto, alla fine danneggeremo noi stessi perché saremo ostaggio delle nostre bugie.

Belle parole… in quanto a fatti, poco e niente! Invece di continuare a darvi addosso le vostre colpe, perché non imparate a vedere gli errori come un’opportunità per sviluppare qualità positive?

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Sugli errori:

Privilegiamo non gli errori, ma il positivo che la vita ci dissemina

Noi siamo migliori o peggiori di quanto pensiamo e sembriamo. Conoscere questa verità vuol dire accettare la realtà e la natura di come siamo fatti. Gli errori una volta commessi appartengono al passato. Noi possiamo solo modificare il presente e il nostro futuro.

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