Anticristo e Depressione

«Ecco chi è l’Anticristo che ci controlla» e Una messa (in latino) contro la depressione, sono i titoli di due articoli pubblicati il 10 dicembre 2018 dal quotidiano La Verità.

Si tratta di un’intervista al cantante Enrico Ruggeri riguardo all’ultimo album intitolato l’Anticristo, pubblicato nel febbraio di quest’anno e che in occasione del Festival di Sanremo ha partecipato coi Decibel con uno dei brani dell’album: Lettera dal Duca. Invece, l’altro articolo sulla relazione che c’è tra la depressione e la mancanza di religione è di Silvana De Mari, scrittrice e medico.

Perchè dovrebbero interessarci questi due articoli?

Secondo Ruggeri, sono un gruppo di persone, dieci, quindici al massimo, a formare l’Anticristo, “i veri potenti che indirizzano le sorti del mondo e che vivono in maniera monacale”. Parole che infiammano coloro che sostengono la teoria del complotto mondiale. I loro obiettivi sono la diminuzione della consapevolezza delle masse con la creazione di un “un magma nel quale tutti consumino le stesse cose”; rendere innocua quella “forza dirompente dell’arte” e l’annullamento delle identità.

Siccome la qualità dei polli dipende dal mangime, oggi i “cantanti e gli artisti non hanno più peso sull’opinione pubblica”. A questo decadimento, oltre a “esaltare la mediocrità” stanno contribuendo influencer, tweet, like e internet. Sul senso religioso, inteso come ricerca introspettiva per affrontare i problemi, secondo il cantante, “più sei infelice più consumi” e i grandi marchi della tecnologia spingono verso questa direzione. Naturalmente non mancano su questa intervista i commenti ironici e a volte demenziali dei lettori dei siti on line.

L’articolo di Silvana De Mari è una riflessione sulla perdita di appartenenza. Abbiamo “sostituito (caso unico nella storia) la religione con il nulla e non abbiamo più riti condivisi”. Sono tre le cause principali dell’aumento dei casi depressivi: mancanza di serotonina, un eccesso di vita sedentaria e il bombardamento delle notizie negative dei media che ci danno l’impressione di vivere costantemente in un mondo orrendo. “Abbiamo perso il rito… il mezzo attraverso cui le emozioni si propagano”. Secondo la scrittrice: “Qualsiasi rito è ridicolo per coloro che non lo condividono”.

Non è assolutamente frustrante che i genitori portino i loro figli alle funzioni religiose e impongono loro di stare attenti ad ascoltare. E’ grazie a questa educazione che i figli imparano a stare zitti e ad apprezzare le cose sacre. Molti studi dimostrano l’importanza della “spiritualità non solo nella costruzione della felicità, ma anche nella costruzione dell’equilibrio neurologico”.

 Perché abbiamo voluto parlare di questi due articoli? Perché hanno attinenza con il nostro punto di vista e con le riflessioni che da tempo facciamo sulla perdita di identità come tdG, e sulla qualità delle nostre regolari adunanze. Forzano la mano a Dio per un Nuovo Ordine Mondiale è stato uno dei primi articoli che abbiamo pubblicato, dove abbiamo descritto le aspettative di pochi uomini, che nel corso della storia si sono considerati, e continuano ancora a considerarsi gli eletti del Signore. Costoro hanno aspirato e continuano a mirare a un governo mondiale che condizioni l’intero genere umano.

Altrettanto abbiamo fatto con diversi articoli sulla crisi di identità (vedi Sull’orlo di una crisi di identità) e sulla depressione, come ad esempio Depressi perché slegati da Dio;  Epafrodito di Filippi e tanti altri. Parecchi che si sono allontanati dalla loro religione, l’hanno sostituita col nulla, ma anche chi rimane nella sua religione, spesso non trova più quelle motivazioni di un tempo che gli hanno fatto apprezzare la sacralità delle funzioni religiose. Cause, quelle della depressione, purtroppo sconosciute alla maggior parte dei pastori guida, che non hanno la competenza spirituale per aiutare i loro confratelli da questi disturbi, di cui loro, ne sono spesso la causa diretta, e che hanno indotto molti proclamatori all’inattività.

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