ANZIANI ESAURITI

Quali fattori influiscono negativamente sulle attività pastorali, fino a far esaurire un anziano di congregazione?

L’esaurimento pastorale è quella condizione in cui le forze sembrano scomparse, dove anche un altro compito in più manda in crisi per paura di non farcela. In tutta onestà, bisogna ammettere che la vita teocratica degli anziani è stressante. Non è facile adempiere coscienziosamente le troppe responsabilità teocratiche. Molti di questi cari fratelli meritano la nostra stima per l’amore che hanno nella cura pastorale della congregazione. Si “spendono” per Geova e i fratelli. Inoltre, sono i più esposti alla stanchezza, a volte fino allo sfinimento. Che differenza tra loro e gli anziani “nulla facenti”!

Quali situazioni possono mandare in tilt un anziano? Ne elenchiamo alcune:

  • Alcuni proclamatori sono affamati consumatori di energia. La loro principale fonte di nutrimento sono gli anziani. In psicologia sono definiti “vampiri energetici”, perché succhiano energia come un vampiro succhia sangue per nutrirsi e mantenersi vivo. Un errore di valutazione degli anziani è quello di dedicare troppo tempo a cristiani che per sentirsi vivi in congregazione hanno bisogno di molto nutrimento energetico. E l’energia degli anziani è di prima qualità. Per nutrirsi dagli anziani devono convincerli a trascorrere molto tempo con loro. Per riuscirci, a volte, s’inventano di avere dei problemi seri. Se l’anziano-pasto non li segue più, impazziscono dalla fame. Invece di nutrirsi della Parola di Dio e del suo Spirito Santo, scelgono l’energia umana che non è paragonabile all’energia spirituale. L’anziano, purtroppo si accorge tardi di essere svuotato e sfinito, dopo essere stato per lungo tempo un buon pasto nutriente e sostanzioso. Valutate con attenzione le vostre forze e quanto tempo sia necessario trascorrere con fratelli che vi succhiano le vostre sostanze vitali. Se qualche proclamatore necessita di rigenerazione, indirizzatelo a Geova, che lui di energia ne ha una quantità illimitata.
  • Un altro aspetto che porta all’esaurimento riguarda lo scambio di persona. Alcuni proclamatori “orfani” da bambini di educazione, guida, protezione e sicurezza paterna, concentrano la loro attenzione su un anziano che rispecchia le qualità di un padre amorevole. Ci sono anziani che riflettono la figura paterna, sono veramente affettuosi come un vero papà lo è nei confronti dei loro bambini. Si tratta di anziani che infondono fiducia, sicurezza e protezione. La loro presenza, il loro aspetto, l’esperienza, il modo affettuoso di relazionarsi con gli altri e il rispetto che la congregazione nutre nei loro confronti, li rende avvicinabili e attraenti. Con loro si sta bene. Alcuni di questi “orfani” lo vedono come un loro padre adottivo e si attaccano a lui come un bambino fa con il suo papà naturale. Il problema nasce quando i bambini proclamatori rimangono tali. Quando in loro c’è un difetto di crescita spirituale. Sono fratelli e sorelle che non muovono un dito senza prima consultarsi con l’anziano-papà. A volte anche per cose insignificanti. Conosciamo alcuni di questi cari fratelli perché siamo stati insieme come anziani nelle stesse congregazioni. E ci dispiace che hanno fatto tanto per i loro figli naturali senza che questi ne apprezzassero le qualità, facendo scelte completamente diverse da quelle spirituali. Questi cari fratelli, si sono esauriti, distrutti dal dolore. E’ come se avessero perso letteralmente i propri figli. Grazie al sostegno e alla vicinanza di altri anziani amorevoli e comprensivi sono stati aiutati a riprendersi dall’esaurimento in cui erano caduti.
  • C’è un brano nei Vangeli che a prima vista lascia “perplessi”. Riguarda una decisione presa da Gesù. Il racconto è riportato nel capitolo 1 di Marco, dove una folla di persone cercava Gesù per ricevere la guarigione dalle loro infermità. La sera prima aveva guarito molti malati ed espulso demoni. La mattina di buon’ora, Gesù si era recato in un luogo solitario, Pietro e gli altri discepoli dopo averlo trovato, gli dissero: “Tutti ti cercano”. Sorprendentemente Gesù decide di andare altrove, di impiegare il suo tempo e le sue energie per predicare nelle borgate vicine. Forse, Gesù non voleva che fossero altri, pur con i loro bisogni e le loro malattie, a determinare come impiegare il suo tempo e le sue energie. Non gli uomini e i loro bisogni, ma il Padre è colui che determina le sue scelte. Gesù era stato mandato sulla terra per compiere una missione. Nessuno uomo e nessuna circostanza potevano dettare i tempi della sua predicazione del Regno. A volte è necessario prendere le distanze da coloro che hanno necessità che possono sembrare impellenti e che potrebbero “sfasare” i tempi della nostra missione di anziani. Non sarebbe amorevole dedicare più tempo ad alcuni proclamatori e trascurare altri che hanno gli stessi bisogni. Gesù ha saputo “calibrare” bene il suo prezioso tempo, indirizzandolo principalmente a quelle che erano le sue primarie responsabilità. Nel suo Regno, l’intera umanità potrà godere della sua presenza per mille anni, il tempo necessario per tornare perfetti. L’esempio di Gesù ci incoraggia a capire quali sono le nostre priorità e ad equilibrare bene le nostre forze.
  • Il quarto punto ha relazione con le apparenze. Ci riferiamo a quegli anziani che possono apparire “duri” e “freddi” riguardo a certe impellenti necessità. Non sempre è il caso di intervenire subito a fronte di quelle che sembrano reali “emergenze”. Forse è ragionevole aspettare il corso degli eventi. Oppure serve tempo per valutare meglio una determinata situazione. Forse ci sono dubbi su cosa sia meglio fare. Questa attesa può essere interpretata dagli altri come una mancanza di sensibilità o di un ritardo inaccettabile. Un tale atteggiamento di prudenza può suscitare le ire degli “interventisti” e a lungo andare può far perdere la pazienza. Si tratta di una situazione snervante. Da una parte c’è pressione e dall’altra cautela. Se le cose si complicano e i tempi si allungano, una situazione del genere potrebbe creare tensione, ansia e stress. Questo modo prudente e accorto è tipico anche della personalità di Geova. Molti considerano il suo non intervento su questioni importanti come un’assenza ingiustificabile. In realtà, Geova fa cooperare ogni cosa per il bene dei suoi fedeli. (Rom 1:28) E per far questo ci vuole il suo tempo. “Ogni cosa a suo tempo” (Eccl 3:1).

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