Anziani “TOSSICI”

Come comportarsi di fronte alla loro autorità?

E’ una illusione pensare di poter cambiare la personalità di un nominato che è tossico “dentro”. Ci dicono di stare sottomessi e di ubbidire all’autorità in congregazione in attesa che qualcuno sistemi le cose. Invece, siamo certi che persino l’amore, l’abnegazione e i tanti sacrifici per sopportarli, sono misure del tutto inefficaci. Quando il dolore psicologico diventa troppo intenso, quando tutto sembra cambiare senza che nulla cambi, quando gli abusi si accumulano, la cosa più efficace è di iniziare a valutare se è il caso di prendere le distanze, di chiudere semplicemente ogni rapporto con questi “tossici”.

Questa chiusura non è un fallimento, ma un’occasione per valutare attentamente cosa può insegnare una esperienza di questo genere. Le antipatie, le piccole ostilità e le incomprensioni si posso sventare senza tanti giri di parole e senza nemmeno ricorrere a un’aggressività che può nuocere per prima a noi. Imparate a dire NO! se qualcosa non vi è chiara. Questi tossici iniziano con una prima richiesta e se rispondete positivamente, inizieranno a farne altre più onerose. Non siete obbligati a farlo. Sentitevi liberi di rifiutare. Il problema di molti fratelli che ci cascano è che non valutano le conseguenze quando accettano una richiesta. Si fidano della nomina.

Sono in tanti a credere che in congregazione si agisca in piena libertà. State sopravvalutando troppo la vostra libertà. La libertà in congregazione è puramente teorica. Spesso i nostri pensieri e le nostre azioni dipendono dalle direttive e dalle norme già prestabilite cui ogni proclamatore deve adeguarsi, nonché da elementi inconsci che sfuggono alla nostra volontà. Conformarsi agli altri non sempre è giusto. Seguire gli altri, in particolare i nominati, non sempre è ragionevole. Il loro comportamento può essere dettato non dalla Bibbia ma da circostanze e provenienze diverse dalle nostre.

Attenzione ai finti premurosi, a quelli che sembrano fare troppo per noi. Diffidate di chi all’improvviso si prodiga per voi in maniera inaspettata e senza che voi lo abbiate richiesto. E’ vero, le sue intenzioni possono essere sincere, ma è anche possibile che persegua i suoi interessi e non i vostri. Procedete con distacco ma senza eccessiva diffidenza.

Alcuni fratelli non capiscono come comportarsi di fronte a un’autorità in congregazione. Che significato ha per voi l’autorità? Tendete a ubbidire senza pensare? Vi chiedete, prima di acconsentire alle loro richieste, se tale autorità è meritevole di fiducia?

L’autorità è un potere che una persona esercita (per forza propria, per consenso comune, per tradizione, ecc.) sulla volontà o sullo spirito di altre persone. Per la Bibbia Il principio fondamentale dell’autorità è esposto in 1 Corinti 11:3: “Il capo di ogni uomo è il Cristo; a sua volta il capo della donna è l’uomo; a sua volta il capo del Cristo è Dio”. Ognuno ha un capo a cui rispondere della sua autorità, tranne Dio.

Quando chi detiene il potere non rispetta Geova, le cose vanno anche peggio. Sappiamo che gli anziani sono costituiti dallo spirito santo, nel senso che questi uomini devono prima di tutto soddisfare i requisiti esposti nella Parola di Dio. Se non soddisfano più i requisiti vanno cacciati e non lasciati al loro posto a fare danni. E’ impensabile e irragionevole che un anziano tossico sia sotto l’effetto dello spirito di Dio. Per quale motivo dovrei mostrare sottomissione e ubbidienza a chi mi sta portando alla rovina mentale e spirituale? Siete voi del CD che dovete prendere provvedimenti urgenti per sistemare le cose. Se non lo fate, non date la colpa a chi esasperato si allontana dalla congregazione. Se le cose vanno male, un po’ di responsabilità è anche la vostra.

L’errore di pensare troppo ai privilegi desiderati anche da altri fratelli. In casi come questi è facile entrare in competizione. Spesso si perdono le capacità analitiche. Abbiamo davvero bisogno di una parte dal podio, di una dimostrazione, di un incarico per vivere bene la verità? Siete così convinti che l’amore o il proprio spessore spirituale si misuri dai privilegi in congregazione o nella circoscrizione? Chi ambisce ai privilegi come la cosa più importante della sua vita non ha capito niente della verità.

Ci sono anziani nocivi che inizialmente non lo erano. Qualcosa covavano dentro ma ancora non era ben definita. Forse avevano già problemi di comunicativa, forse trovavano difficoltà a relazionarsi bene con i fratelli, ma ciò non era così evidente da bloccare la sua nomina. Forse non sapevano come agire, il loro obiettivo non era quello di farci del male. Tutto questo non ha importanza. Se oggi in congregazione provocano emozioni negative e danni psicologici, vanno fermati, perché costoro non si rendono conto delle conseguenze delle loro azioni, né si preoccupano di questo.

Quando un testimone di Geova si sente controllato, influenzato, isolato, negato dagli anziani, e poi rifiutato, la sua reazione è incontrollata. Spesso porta all’inattività. Ricordate che gli anziani tossici hanno una percezione sbagliata della vostra realtà. Mancano di informazioni, si lasciano guidare dalle emozioni, dai pregiudizi e dai loro giudizi. Ricorrono ai ricatti, ai sensi di colpa e giocano sugli aspetti affettivi. Parlate apertamente dei loro atteggiamenti manipolativi e dite con fermezza che quello che vorrebbero ottenere da voi, non lo otterranno e per delle buone ragioni. Fate presente che avete intuito il loro gioco e le loro intenzioni. Nulla vieta poi di indicare le possibili conseguenze della loro condotta rivolgendovi ad altri anziani o al sorvegliante. Destabilizzateli, facendo capire che siete al corrente delle loro tecniche e che avete preso le debite misure.

Chi vi vuole bene è dolce e premuroso. Non vi considera come un oggetto ma come un soggetto. Se agisce a vostro favore è per migliorare i suoi doni spirituali, le sue capacità e la sua relazione fraterna. Di questi anziani ce ne sono ancora in congregazione. Non tutti sono tossici, molti di loro sono amorevoli pastori.

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