Arriva il babau, ma il pugno di ferro non serve

Goya babauFrancisco Goya, Arriva il babau

E’ difficile mandare in soffitta il profilo dell’anziano autoritario

Mi ricordo bene lo spirito che si generava in congregazione quando si annunciava la visita del sorvegliante di circoscrizione: una febbrile attesa. I giorni della visita potevano rivelarsi entusiastici e coinvolgenti oppure indifferenti e in alcuni casi deprimenti.

Gli anziani facevano fatica ad accontentare i fratelli che desideravano fissare un appuntamento. Non sempre era così. Con alcuni sorveglianti era difficile far questo. Questa mancanza era dovuta al modo di approcciarsi del sorvegliante; al suo atteggiamento e disponibilità; al suo amore per i fratelli e allo zelo per il servizio di campo. Oggi, purtroppo, sono cambiate molte cose. Si ha l’impressione che le visite alle congregazioni non siano più fatte da sorveglianti autorevoli ma da corrieri di posta d’oltreoceano.

Non che i tirannosauri si siano estinti o i babau addomesticati. Tutt’altro! Comunque, il tipico anziano dal pugno di  ferro, che pensa di poter guidare gli altri in maniera efficace potrebbe diventare un ricordo del passato. Un anziano moderno deve avere autorevolezza e determinazione, ma deve esercitarle con il guanto di velluto. Un comportamento aggressivo alimenta un clima di sfiducia che potrebbe compromettere la spiritualità del proclamatore e in alcuni casi spingerlo all’inattività.

Il compito dell’anziano non è facile. I requisiti spirituali da soddisfare sono elevati e una volta nominati devono prendere decisioni impopolari. Devono saper rinunciare per il bene della congregazione. Molti si sacrificano e aiutano amorevolmente i bisognosi. Servono il prossimo con delicatezza e sensibilità. I tempi sono cambiati. Sono sorte nuove esigenze, nuovi bisogni. Bisogna collaborare con i proclamatori, coinvolgerli, guidarli. L’approccio non può più essere come quello tra “padre e figlio”, ma tra pari, dimostrando coraggio, condivisione e consenso.

Uno stile autoritario non è più adeguato al contesto della congregazione. L’autorevolezza deve essere coniugata con la concretezza, la correttezza e la capacità di ascolto. Insomma niente più anziani che entrano in Sala del Regno senza salutare, indaffarati in questioni secondarie, che danno ordini e non chiedono mai per favore. Niente più babau che spaventano dal podio con i loro discorsi e commenti. Gli anziani e i sorveglianti devono essere consapevoli che le loro azioni sono ormai sempre più pubbliche. I social network, in particolare i blog e l’essere sempre più connessi, rende molto più esposti verso l’esterno fatti e circostanze che un tempo restavano tra le mura della Sala del Regno.

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