Attivismo o attività?

Anziano di congregazione: sei un attivista o servi in un’attività?

“Che cosa dobbiamo fare fratelli?” (Atti 2:37)

 La risposta è nelle ultime parole che Gesù disse ai suoi discepoli prima di tornare in cielo definitivamente: “Insegnate a osservare tutte le cose che vi ho comandato” (Matteo 28:20). In sostanza ‘fate’, ‘agite’, ‘praticate’.

La prima cosa da fare è ricordarsi chi siamo e chi serviamo. Se siamo pastori, la seconda cosa da fare, è di esaminarci se stiamo osservando ciò che Gesù disse di fare. I pastori possono elevare il gregge o possono abbassarlo trascinandolo nel loro fallimento. ‘Fare’, in base alle parole di Gesù, è per molti pastori delle congregazioni un verbo semisconosciuto.

Gli anziani devono essere attivisti o fare attività? Attivista è colui che è impegnato a far convergere consensi intorno a lui o alle sue idee. Attività è l’esplicazione delle proprie capacità attorno a un lavoro, una professione, un interesse, una vocazione. Attivismo e attività sono sinonimi di operosità. La differenza è che l’attivista vuole il consenso e la popolarità; l’attività è la dedizione a un’opera. Perciò, anziano di congregazione ti senti più attivista o pratichi un’attività spirituale?

In molti anziani c’è un attivismo esagerato e frenetico, un fare collaudato che impedisce di confrontarsi e di valutare con obiettività se il loro modo di fare è in armonia con l’insegnamento di Cristo. Non lo fanno nemmeno quando sono stanchi interiormente e rassegnati di fronte agli insuccessi teocratici.

Possono essere attivi, come potenza, nell’opera di predicazione o nell’organizzare la congregazione, la circoscrizione, le varie assemblee e quant’altro, ma risultare scarsi nel diffondere lo stile di vita che Gesù ha vissuto e insegnato. E’ questa la Buona Notizia del Regno che deve essere predicata: insegnare a osservare l’insegnamento di Gesù.

Immaginarsi di essere cristiani testimoni di Geova approvati, solo perché si predica la buona notizia è un’illusione. La preoccupazione principale oggi è quella di aiutare le pecore a rimanere dentro l’ovile di Geova. Quando lo capirete che il problema principale nelle odierne congregazioni sono i pastori che non sono capaci di pascere. Invece di preoccuparvi esclusivamente della predicazione alle persone del mondo, cercate di far rimanere dentro quelli che già ci sono.

Se c’è poco incremento nelle file dei tdG è perché sono più quelli che escono che quelli che entrano. Quando vi renderete conto che c’è urgente bisogno di addestrare gli anziani a saper svolgere la loro attività? Non vogliamo attivisti ma pastori seri e affidabili. Altro che immobili, contribuzioni, sorveglianti, filiali e tante altre cose inutili. La priorità è il proclamatore con i suoi bisogni… prima che diventi inattivo o si dissoci.

Dobbiamo testimoniare noi per primi lo spirito della verità mediante i nostri atteggiamenti, il nostro stile di vita e il nostro essere; in caso contrario serve a poco la predicazione. La testimonianza più coinvolgente è il nostro esempio. Il resto sono tutte chiacchiere.

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Commenti (1)

  • Anonimo

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    Condivido questa disamina ma secondo il mio modesto punto di vista , ciò che è fatto curvo proprio non si può raddrizzare.

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