Attivo e inattivo, qual è la differenza?

vecchio e nuovo rapporto servizio

Ciò che più conta è se per Geova c’è differenza.

Nella Bibbia non c’è traccia della parola inattivo così come è intesa dai testimoni di Geova. E’ un’invenzione tecnica che inizialmente serviva a identificare chi un tempo partecipava in modo attivo all’opera di predicazione e consegnava un rapporto mensile del suo ministero di campo (vedi sopra). In origine, alcune etichette venivano date a scopo identificativo, senza nessuna malizia. Successivamente, forse a causa di pregiudizi, assumono un carattere negativo, a volte anche dispregiativo. Tale inattività non c’entra nulla con la fede, le credenze e la moralità, infatti si può essere attivi in predicazione e nel contempo mancare di fede, nutrire dubbi e vivere di nascosto una vita immorale. Mentre si può essere inattivi e vivere una vita onesta e morale.

Perché alcuni dotati perfino di talenti e abilità non riescono a comprendere questo punto? Perché mancano di discernimento: cum grano salis, nel senso che non riescono a valutare i caratteri di una situazione, così da poter operare scelte corrette e consapevoli. E’ molto più facile giudicare, più difficile discernere. Il discernimento necessita la capacità di saper analizzare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Quanti danni causano coloro che hanno autorità e sono privi di discernimento! E quanti si lasciano condizionare dalle stesse autorità diventando anch’esse vittime senza discernimento! La persona intelligente nota le molte sfumature di una situazione, intuisce se c’è diversità o similitudine.

Perciò si è proclamatori attivi quando si consegna regolarmente il rapporto personale ogni fine mese, mentre si diventa inattivi solo se non si consegna più tale rapporto, anche se paradossalmente “l’inattivo” potrebbe continuare a dare “testimonianza” in modo occasionale parlando della Bibbia a qualcuno che non è un testimone di Geova.

Quella dei testimoni di Geova è forse l’unica religione al mondo dove viene richiesto un rapporto nominale scritto delle proprie attività di predicazione. Nella Bibbia una tale prassi non solo non è menzionata, ma non risulta da nessuna parte che i primi cristiani consegnavano un rapporto scritto per quanto riguarda l’opera di “andare, insegnare e fare discepoli”. Se proprio vogliamo dirla tutta, il comando di Gesù riportato in Matteo 28: 19,20 non implica soltanto dare testimonianza, ma include anche il compito di “insegnare, fare discepoli e battezzare”. C’è da chiedersi se sia sufficiente dare un volantino, una rivista o far vedere da un tablet il sito Jw.org per considerarsi a posto. Quanti, effettivamente, svolgono il loro servizio in tutte e tre le fasi, con l’obiettivo di: andare, insegnare e battezzare? Con questo non vogliamo dire che solo perché la stragrande maggioranza dei testimoni di Geova dà solamente testimonianza sia in difetto. Certo che no! Sono le regole inventate dall’uomo che possono difettare, anche quelle fatte con le buone intenzioni. In tutta onestà, alcuni tra gli stessi Testimoni, si chiedono quanti fra di loro svolgono un servizio effettivo. E’ chiaro che ognuno non deve rendere conto a nessuno di ciò che fa, non fa e come lo fa, se non alla propria coscienza e a Geova, l’unico in grado, insieme a Gesù, di stabilire se abbiamo seguito l’esortazione di “fare tutto il possibile per presentarci approvati a Dio”. (2 Tim. 2:15)

Considerare le sorelle e i fratelli inattivi in modo dispregiativo perché non consegnano un rapporto scritto è completamente antiscritturale. C’è comunque da sottolineare che coloro che disprezzano gli inattivi sono soltanto una minoranza tra i testimoni di Geova, anche se purtroppo, il danno morale che costoro causano è gravissimo, in termini di considerazione e di sostegno.

Si è fratelli o non lo si è. Ricordiamo che non si è più considerati fratelli quando si commette un peccato grave in modo reiterato e senza alcun pentimento. Il giudizio, quindi, per non considerare più un associato approvato sono le norme spirituali che concernono i gravi peccati. E questo riguarda tutti: attivi e inattivi. Perciò non è l’inattività in sé un metro di giudizio sfavorevole per non considerare più un fratello come tale.

Gli inattivi, che piaccia o meno, sono tuttora considerati dall’Organizzazione fratelli a tutti gli effetti. Ma ciò che ha valenza spirituale è il modo come Geova considera le sue pecore. Rimandiamo a una lettura attenta e obiettiva dell’opuscolo Ritorna a Geova e al capitolo 34 di Ezechiele e poi darsi una risposta sincera su come Geova valuta le sue pecore.

fariseo e peccatore

Al tempo di Gesù alcuni pensavano di essere più bravi degli altri. Si vantavano, erano presuntuosi, e guardavano tutti dall’alto in basso. Gesù disse un’illustrazione rivolta a coloro che alzavano il sopracciglio sdegnato e “consideravano gli altri come nulla”. Luca 18:9-14.

 

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Commenti (2)

  • Anonimo

    |

    Stupendo e molto vero il tuo blog

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  • Anonimo

    |

    👍👍

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