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Secondo l’Istat, il 70 per cento degli italiani è analfabeta

Sanno discutere, leggere, guardare la TV, ascoltare, MA NON CAPISCONO. Sono incapaci di ricostruire ciò che hanno ascoltato, letto, o guardato in tv e sul computer. Colgono barlumi, lampi di parole privi di significati e di logica e molto spesso neanche se ne accorgono.

È sconcertante, e si fa fatica ad accettare questi dati. Siamo capaci di fare a malapena un’analisi elementare degli eventi e abbiamo una capacità di afferrare e valutare appena basilare. I dati Istat si riferiscono agli “analfabeti funzionali”, gli italiani che si trovano sotto il livello minimo di comprensione nella lettura e nell’ascolto di un testo di media difficoltà. Molti attribuiscono la colpa alle tecnologie elettroniche che stanno modificando un po’ dovunque il livello di comprensione. Altri, invece, l’attribuiscono alle élite culturali, decenni fa avevano gli strumenti per capire e per prevedere gli scenari futuri e non lo hanno fatto o lo hanno fatto male. Nel frattempo si è tolta linfa vitale alle scuole, agli istituti culturali, agli enti teatrali e lirici, alle orchestre.

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TASTI CHE ODIANO

Hate speech è un termine digitale molto diffuso che indica una o più persone che per mezzo di una tastiera e di uno schermo incitano on line all’odio

Molti utilizzano i social come alibi per mascherare le proprie debolezze e per attaccare in maniera odiosa singoli, gruppi di persone, un’idea, un credo. Altri invece usano i social per migliorarsi. È facile imbattersi in espressioni ostili e spesso violente. Tale odio on line non si limita alla dimensione virtuale, ma ha anche effetti deleteri nella realtà. Alcune comunità digitali sono veri campi di battaglia ideologica, dove dominano l’astio e i conflitti personali. L’odio da tastiera nasce dalla realtà, cresce on line e poi ritorna operoso nella realtà. Spesso, l’odio, non si riversa su singoli individui ma su intere categorie, dove un gran numero di utenti si coalizzano e condividono espressioni di odio.

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Applicati alla lettura e all’insegnamento

 

Una nuova pubblicazione dei Testimoni di Geova che ha lo scopo di aiutare i proclamatori a diventare lettori e insegnanti migliori.

Avevamo in programma l’ennesima pubblicazione di un articolo sull’insegnamento, argomento a noi caro di inattivopuntoinfo. Dopo aver pubblicato diversi articoli su questo punto, non possiamo che essere contenti per questo nuovo opuscolo dal titolo: Applicati alla lettura e all’insegnamento. (Vedi l’opuscolo sul sito JW.org)

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Capire la diversità dei fratelli per amarli

Le informazioni sui testimoni di Geova ci travolgono per la loro ambiguità e la poca chiarezza. Un nostro articolista, profondo conoscitore e studioso del comportamento dei Testimoni ci ha inviato una serie di riflessioni sulla loro personalità, frutto di un lavoro estivo durato molto tempo. Questo primo articolo esamina il tipo di personalità più comune: il testimone di Geova tranquillo.

Sereni, calmi, imperturbabili, leali, fedeli e diligenti, mai eccessivi, sono solo alcune delle caratteristiche che li identificano nelle congregazioni. Ne trovate pochi di loro tra gli anziani di congregazione. Se si trovano lì è perché qualcuno li ha nominati. Non amano essere guide, non perché non ne hanno le capacità spirituali, semplicemente perché non sono “podiomani” per natura. Si lasciano guidare da ciò che pare loro giusto. Sono le classiche “pecore” in senso biblico. Gli amici fraterni che vorremmo sempre avere.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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