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L’errore. L’errare. L’errante

viandanteIl Cielo sembra prediligere certe storie proprio sul limitare, quando ormai di prossimo c’è solo il baratro della disperazione.

L’errore può essere arido come il deserto, ma può divenire luogo d’incontro, di redenzione. L’amore di Dio non si stanca mai nel dare la caccia a chi s’è andato smarrendo. Il Cielo sembra prediligere certe storie proprio sul limitare, quando ormai di prossimo c’è solo il baratro della disperazione. Storie di cui non sempre è facile comprendere e decifrare in esse l’agire di Dio. Non è Amorevole Benignità a basso costo venir preso per i capelli quando la campana della vita ha già suonato il requiem. Eppure di fronte a ciò che sembra perduto, lassù c’è Qualcuno che riserva sempre delle sorprese. Ogni uomo porta con sé grandezza e debolezza. Spesso è quest’ultima a caratterizzare la sua esistenza, a lambire l’assurdo. “Laddove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato l’immeritata benignità” (Romani 5:20). Dio non necessita del peccato per raccontarsi. Eppure nelle pagine della Bibbia il perdere e il perdersi, sovente inducono alla riflessione, alla rilettura delle proprie scelte, dei propri errori. Nelle rotaie delle Sacre Scritture ci sono treni che deragliano e poi riprendono la corsa. L’errore, che la Bibbia chiama peccato, forse, induce a meditare, magari dopo l’amarezza di essere stati preda delle sue fauci. L’errore può trasformare la sventura in avventura. Dall’errore all’errare.

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Quando l’inattivo perde l’anticipazione

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Smette di pensare in funzione del futuro.

Quando un proclamatore diventa inattivo, cambiano le amicizie, l’associazione cristiana con i fratelli si interrompe e l’ambiente spirituale cessa di esistere. In effetti, l’inattivo perde ogni legame spirituale e associativo con i fratelli della congregazione. Non si può stabilire con certezza se la mancanza di queste attività sia considerata dall’inattivo una perdita dolorosa. Per alcuni potrebbe trattarsi di una perdita sofferta, per altri un po’ meno. In realtà, c’è una perdita cui l’inattivo soffre in una certa misura. Si tratta della perdita dell’anticipazione, una caratteristica interiore necessaria per valutare e programmare il futuro. L’anticipazione è la capacità di proiettarsi nel futuro e di rendere presente alla propria coscienza l’avvenire. Con le sue scelte, l’inattivo rinuncia al suo precedente stile di vita, che per un determinato periodo ha caratterizzato il suo modo di pensare e di agire. Comunque, non ci si sbarazza facilmente di queste abitudini.

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Un giorno a Milano in compagnia di Moishe Segal Ben Zacharias

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Non esiste nessuna inattività spirituale.

L’aereo è atterrato in orario a Milano Linate. Il cielo è plumbeo. Fuori c’è la fermata del pullman, direzione S. Babila a due passi da Palazzo Reale, in Piazza del Duomo. La mostra è al primo piano. Un grande tappeto rosso ricopre lo Scalone d’Onore. Alzando lo sguardo si può ammirare il luminoso affresco che abbellisce la volta. E’ rappresentata la luce che mette in fuga il buio e gli spiriti delle tenebre. E’ l’auspicio di Milano a tutti quelli che cercano la luce spirituale. Salire nella luce del cielo è il tema ricorrente della giornata. Gli ampi saloni ospitano più di 200 opere di tradizioni russe, cultura ebraica e avanguardia francese.

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“Obbligati a cercare”

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Se vogliamo aiutare l’inattivo dobbiamo essere (come persona) qualcosa di diverso dal solito rapporto formale: “Io sono l’anziano e tu l’inattivo”. Conosciamo la Bibbia, ma non l’inattivo.

La congregazione non rimane semplicemente seduta in attesa di dare loro il benvenuto, se e quando decideranno di ‘tornare a casa’. Nell’illustrazione di Gesù, il padre corse incontro al figlio “mentre era lontano”. In modo simile, i testimoni di Geova si considerano personalmente obbligati a cercare quelli che un tempo erano associati con loro, per aiutarli a tornare nell’organizzazione di Geova. (La Torre di Guardia 15/1/1988 p.23)

“Si considerano personalmente obbligati a cercare”, affermazione impegnativa questa. Tale obbligo è un vincolo morale imposto dall’Organizzazione a ogni membro della comunità. Non ci sono scappatoie: chi non cerca gli inattivi viene meno ai suoi obblighi cristiani. Inutile ciurlare nel manico. Non ci sono giustificazioni. Che cosa pensa al riguardo, la sede nazionale dei testimoni di Geova comunemente chiamata Betel?

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Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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