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Fratelli complicati

I fratelli difficili, in particolare i nominati, possono essere un vero tormento in congregazione. Possono ostacolare il vostro progresso spirituale, mettervi in situazioni imbarazzanti o crearvi problemi inutili e complicati. Quali atteggiamenti manifestano e in quale modo potete influenzarli a collaborare senza che essi se ne accorgano?

Dalla nostra esperienza e dai commenti che riceviamo possiamo identificare alcune caratteristiche che li contraddistinguono. Prima però ci teniamo a precisare che questo articolo – come tutti gli altri di inattivo.info – non hanno mai avuto la pretesa di avere la soluzione a ogni problema. Sono sufficienti i consigli della Bibbia a cui vi rimandiamo per una consultazione.

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Fin dove una persona può entrare nella tua vita?

Il pudore: cos’è mai questo?

È un atteggiamento discreto e riservato. Ha come sinonimi: decenza, compostezza, modestia, purezza, onestà, moralità, virtù, castità, ecc. Si riferisce anche al senso di intimità legato al nostro corpo; alla percezione di un confine morale che non va violato, situato a una certa distanza e difeso dall’intrusione altrui. In psicologia, il pudore viene considerato un meccanismo di difesa dallo sguardo altrui. I cristiani devono badare al pudore, evitando di far inciampare altri.

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Non aver paura di fallire

Il tdG che desidera vivere in un ambiente spiritualmente sano deve accettare l’idea che nel suo percorso di vita un fallimento ci può stare. L’importante è imparare a trasformare i fallimenti in una positiva esperienza.

“Infine si presentò quello che aveva ricevuto un solo talento e disse: ‘Signore, sapevo che sei un uomo esigente, che mieti dove non hai seminato e che raccogli dove non hai sparso. Perciò ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sottoterra. Ecco ciò che è tuo’”. (Matteo 25:24,25)

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«Piogge leggere sull’erba»

Le parole gentili di Mosè sono paragonate nella Bibbia alla rugiada. Mosè, uomo premuroso e benevolo, pronunciò parole vivificanti come «piogge leggere sull’erba», parole gentili che ristoravano gli ascoltatori senza fare danni. (Deuteronomio 32:2)

Chi è gentile non è debole, anzi ci vuole un carattere forte per non offendere i sentimenti altrui. La persona gentile si lascia avvicinare dagli altri perché i suoi modi non sono duri, aspri e volgari, ma attraenti e pacifici. Pronunciare contenuti aspri con un tono dolce è falsa gentilezza. Il fratello che sceglie l’inattività non ha motivo di lamentarsi con gli anziani se questi si sono dimostrati premurosi e gentili con lui.

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