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Che fine hanno fatto alcuni che servivano a tempo pieno?

Non è la prima volta che tocchiamo questo argomento abbastanza delicato, viste le implicazioni che ci sono e le conseguenze non certo felici per alcuni che servivano a tempo pieno (sorveglianti di circoscrizione, pionieri speciali, beteliti). Ci giungono sempre più voci di un forte malessere da parte di questi fratelli per la nuova situazione che stanno vivendo, impensabile fino a qualche tempo fa. Ci risulta che alcuni si sono scoraggiati a tal punto da diventare “inattivi”.

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Il peccato è nel cervello?

Perché persistiamo in un comportamento peccaminoso anche quando ce ne pentiremo? Il peccato nasce nel cervello?

Le moderne neuroscienze affermano che nel cervello umano ci sono meccanismi e inclinazioni che inducono al peccato. Altri, invece, sostengono che non esiste nessuna relazione tra peccati e cervello. Tuttavia, con l’avvento delle moderne tecniche di imaging che sbirciano nel cervello, si possono ottenere alcune informazioni sulle nostre cattive abitudini. Le ultime ricerche cognitive sostengono che quando l’impulso di peccare è forte, le reti di controllo cerebrali, che coinvolgono la parte anteriore del cervello, si attivano per soffocare l’impulso mitigandone la seduzione. È come se due schieramenti si sfidassero per spingere l’essere umano a seguire determinati comportamenti: da una parte il diabolico seduttore che spinge al peccato e dall’altra l’angelo protettivo.

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Gli smemorati di Collegno

Fu un caso di cronaca giudiziaria che divise l’Italia del primo dopoguerra. Un vero caso mediatico dopo un annuncio sulla Domenica del Corriere del 6 febbraio 1927: “Ricoverato il giorno 10 marzo 1926 nel manicomio di Torino (casa Collegno). Nulla egli è in condizione di dire sul proprio nome, sul paese d’origine, sulla professione. Parla correntemente l’italiano. Si rileva persona colta e distinta dell’apparente età di anni 45”.

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La forza della rigenerazione

In biologia, la rigenerazione consiste nel sostituire parti danneggiate del corpo. Il tritone ha capacità straordinarie di rigenerare i suoi tessuti. Se perde la coda, una zampa oppure anche un occhio, questi si rigenerano. Non c’è organo che questi animali non siano in grado di ricostruire.

Ma questi “pezzi di ricambio” sono validi quanto gli originali? In base a uno studio sulla rigenerazione del cristallino i ricercatori rispondono affermativamente. Studiando la capacità del tritone di rigenerare parti del corpo danneggiate, i ricercatori sperano di mettere a punto una tecnica per la rigenerazione dei tessuti umani, in particolare per combattere il processo di invecchiamento.

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