AUTONOMO O AUTOMA?

Questo titolo prende spunto da una risposta ricevuta alcuni mesi fa via e-mail da un fratello, che dopo aver letto l’articolo UNA SOCIETA’ BASATA SULL’IDIOCRAZIA esprimeva il suo stato d’animo riguardo all’insegnamento negativo di un anziano durante lo studio biblico di congregazione che, “con molta tranquillità”, ha ferito alcuni con applicazioni non proprio intelligenti. Secondo il nostro lettore ci sono aspetti teocratici che “ci rendono più automi che autonomi ministri cristiani”.

Come testimoni di Geova andiamo alle riunioni per essere edificati e incoraggiati, non per uscirne abbattuti (Ebrei 10:24, 25). Le Scritture indicano che i servitori di Dio lo avrebbero adorato insieme come fratelli e sorelle, uniti quali membra di un corpo simbolico, tenuto insieme da un vincolo di amore e pace (Efesini 4:2, 3). Non sarebbe possibile seguire questa esortazione se si adorasse Dio in modo autonomo, senza riunirsi con altri fedeli.

Il problema sorge quando qualcuno dei responsabili trasforma il podio, non come strumento per insegnare il Cristo nell’amore e nello spirito unificante della fede, ma in un poligono per il tiro a segno, dove puntare qualcuno tra l’uditorio e “sparare” il colpo centrando il bersaglio e abbattendo il fratello.

Quando le persone mancano di autocontrollo tendono a controllare gli altri. Da un punto di vista emotivo sono insicure. Gli anziani dominanti e autoritari sono i meno capaci a svolgere l’incarico che hanno in congregazione.

L’intelligenza spirituale di chi subisce per anni questa situazione sta nel fatto di non permettere, in maniera rispettosa, che la nostra felicità dipenda dall’umore altrui e a non subordinare i nostri desideri leciti a quelli dell’anziano autoritario. Altrimenti si diventa dipendenti o automi dell’altro.

AUTONOMO: Che ha la capacità e facoltà di governarsi o reggersi da sé, libero, indipendente.

AUTOMA: persona che si muove macchinalmente senza coscienza dei propri atti, priva di volontà.

Il cristiano autonomo riesce a individuare i suoi obiettivi e a raggiungerli perché sa regolarsi liberamente e sa agire in modo tale da sostenersi da solo. Il cristiano automa, è convinto di operare in piena autonomia, in realtà è inconsapevole che gli obiettivi che si prefigge sono perlopiù imposti dall’esterno sia nei tempi che nelle modalità.

L’automa dipende dagli altri e tale dipendenza diventa “patologica” quando l’individuo. non è in grado di prendere decisioni da solo, è insolitamente sottomesso, ha sempre bisogno di rassicurazioni e non è in grado di “funzionare bene” senza che qualcuno si prenda cura di lui.

Autonomia non è sinonimo di libertà assoluta, sono due cose differenti. L’autonomia cristiana opera entro certi limiti. Adamo ed Eva rivendicarono una autonomia morale rinnegando il loro stato di creature (Genesi 2:17). L’uomo non fu progettato per “dirigere”, o governare, sé stesso avendo totale autonomia o indipendenza. Oggi paghiamo le conseguenze di quella sciagurata autonomia dei nostri primogenitori dal Creatore.

Dio, comunque, ha dotato l’uomo di vita autonoma che è propria dell’essere adulto. L’uomo autonomo spirituale si distingue per la sua capacità di muoversi e di organizzarsi entro i confini che Dio ha stabilito per il suo bene. Quando si dipende da altri nella gestione della propria vita cristiana risulta difficile gestire la propria esistenza.

Quando Dio creò l’uomo e la donna non voleva che si comportassero come automi, fece loro un dono meraviglioso, il libero arbitrio, la facoltà di scegliere liberamente. “Dov’è lo spirito di Geova, lì c’è libertà”, disse l’apostolo Paolo. (2 Corinti 3:17) A nessuno piacerebbe essere un automa, lasciando decidere ad altri cosa dovrà dire e fare in ogni istante della giornata. Tuttavia Geova voleva che gli uomini usassero il dono del libero arbitrio in maniera responsabile e regolata entro i confini delle sue benevole leggi.

La prima immagine che molti si fanno del Testimone di Geova è quella di un automa che recita il suo elenco di scritture. Spesso sono presi in giro per mezzo di vignette dove vengono rappresentati come tanti piccoli robot. Tale immagine viene infranta quando si inizia a conoscerli personalmente.

Purtroppo, dobbiamo ammettere che alcuni sorveglianti delle congregazioni, con evidenti problemi psicologici, adottano un sistema comunicativo robotizzato con i fratelli. Pensano che ogni membro della congregazione sia un robottino da muovere a loro piacimento.

Comunque, non si può fare di una erba un fascio, concludendo che tutti i tdG sono automatizzati. Svolgere attività simili per adorare Dio è segno di unità e non di uniformità. Dio ci vede come singoli individui e non come massa.

La parola robot fu coniata nel secolo scorso per indicare il lavoro pesante o servitù.

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