Bada che anche tu non sia tentato

Siamo figli del peccato che è un frutto della tentazione. (Giacomo 1:14,15)

Talvolta gli uomini non se ne accorgono di essere tentati, con loro grave danno. Quando se ne accorgono si pentono ma non si preparano per la successiva prova. Ben presto cadono nella stessa trappola. Succede perché non prendono in considerazione la tentazione che è la radice del peccato, riconoscono le loro colpe ma non le proprie tentazioni. Vi sono diversi gradi di tentazione, di cui alcune potenti. Ad esempio, una di queste è quando il cuore comincia a dilettarsi segretamente della tentazione e la “coccola” pur senza peccare apertamente. In casi come questi si può pensare – erroneamente – che la dedizione alle attività di congregazione e al ministero sia sufficiente a proteggerli. Ci si dimentica che si è già caduti in tentazione pur non peccando ancora. Come disse Gesù: “Se un uomo continua a guardare una donna in modo da provare passione ha già commesso adulterio nel suo cuore”. (Matteo 5:28)

Alcuni non immaginavano che i troppi privilegi avrebbero dato alla testa (e al cuore). L’eccezionale diligenza nella loro pratica di fede, le loro abilità e capacità naturali, il loro impegno nell’organizzazione, paradossalmente possono diventare combustibile per l’ambizione e la vanagloria che sono figlie della tentazione. Quando Giuda fu scelto da Gesù, con ogni probabilità, aveva delle capacità attraenti e adatte al suo ruolo, altrimenti Gesù non lo avrebbe chiamato per diventare un suo apostolo. E nemmeno lui pensava che l’avidità – una debolezza ancora inespressa – lo avrebbe spinto a vendere Gesù per trenta denari. Inizialmente, nemmeno gli passò per la testa di progettare un piano per soddisfare la sua avidità, finché il Demonio non entrò in lui per dargli la forza ad agire e per creargli la circostanza adatta a peccare. Infatti, non appena i sacerdoti vengono con i loro pezzi d’argento, l’avidità di Giuda si mette all’opera.

Alcuni pensano di giocare nella tana del serpente senza essere morsi; di gettarsi nel fango senza sporcarsi; di avvicinarsi al fuoco senza scottarsi. Ci sono cristiani, un tempo zelanti, che sono diventati negligenti e formali nelle loro attività, manifestando una condotta fredda, insensibile, senza gioia. Costoro, pur non commettendo ancora un grave peccato, sono già caduti in tentazione, poiché essa ha preso possesso del loro spirito. Tali individui possono mettere a tacere la loro coscienza, frequentare le adunanze, predicare e adempiere i loro incarichi in congregazione, come se nulla fosse. La congregazione di Sardi mantenne l’esercizio dei doveri cristiani e aveva fama di essere viva. In realtà era morta. (Riv 3:1) L’errore che si commette in questi casi, quando si è già entrati in tentazione, è quello di pensare di essere così forti da non cadervi, invece di intraprendere la via per uscirne.

Vigilanti di giorno e di notte

Sia alla congregazione di Sardi che in precedenza ai suoi tre discepoli che dormivano la notte del suo arresto, Gesù disse, oltre all’importanza di pregare, anche di svegliarsi e di “vigilare”. Il verbo vigilare ha come significato quello di prestare sollecita e assidua attenzione rimanendo svegli. Quando un cristiano vive un periodo di insolita prosperità esteriore, c’è sempre una tentazione che l’accompagna. Davide pensava che in questo periodo di tranquillità, eventuali avversità fossero lontane e che nulla lo avrebbe fatto vacillare (Sal 30:6). In realtà, sia nei momenti di svogliatezza e di formalità, sia nei momenti di tranquilla prosperità, la tentazione è sempre presente, essa come Satana non dorme mai. Anzi, Satana vede che posseduti dalla gioia, vegliamo di meno e trascuriamo l’armatura spirituale. Se Davide e Pietro avessero vegliato sulla loro tentazione non avrebbero commesso peccati gravi come quelli di cui si macchiarono in seguito.

Caro fratello, per gli altri brilli anche se interiormente la tua luce si è affievolita e il tuo cuore non arde più come prima? Ti stai trascinando nelle tue responsabilità spirituali? La tua gioia e il tuo zelo si sono raffreddati? Stai cominciando a vedere le cose in maniera negativa e in qualche occasione ti sei scontrato in congregazione per divergenze di opinioni? Stai iniziando a pensare male dei fratelli? Forse con qualcuno ti sei lamentato del modo di gestire la congregazione o l’intera organizzazione? Stai cominciando a prestare attenzione sul web a pensieri ostili? Se stai sonnecchiando, fai attenzione: stai cadendo in qualche sciagurata tentazione che ti spezzerà le ossa e ti procurerà tali danni che ti faranno soffrire per tutta la vita.

Se invece ti sveglierai dal tuo torpore e pregherai Geova di aiutarti a liberarti dalla tentazione in cui sei già caduto senza accorgertene e sarai di nuovo vigilante, senza insuperbirti, allora lo Spirito Santo ti darà la forza necessaria per ritornare a vivere la verità con sincerità e gioia. Non illuderti che avere tanti privilegi nell’organizzazione ti esentino dalle tentazioni. Ma anche tu che di privilegi non ne hai per nulla e rodi dentro, devi prestare più che la solita attenzione. Le tentazioni fanno parte del nostro essere. Convivono con noi e in noi.

Tentazione – fine seconda parte

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