Big Eyes

In un film, che Rai 3 ha mandato in onda ieri sera, la storia di Margaret Keane, una famosa artista degli anni cinquanta e sessanta diventata testimone di Geova e di suo marito che per anni si è spacciato come il vero autore delle opere. Si può vedere il film accedendo al sito di Rai Tre.

La sua esperienza di testimone di Geova è riportata nella rivista Svegliatevi! del 22 dicembre 1975. Il suo stile è famoso nel mondo dell’arte per i dipinti di bambini con gli occhi grandi (vedi il suo sito Keen Look).

Noi di inattivo.info, da sempre sensibili all’arte, abbiamo nella home page la sezione Sguardi dedicata interamente alle opere d’arte e al loro significato. Particolari che rileggiamo in chiave biblica per le analogie che troviamo con i punti degli articoli che pubblichiamo.

Leggendo l’esperienza della sorella Keane in Svegliatevi! abbiamo colto alcuni brevi spunti della sua vita che ci interessano in particolare dal punto di vista artistico.

«Altri cambiamenti furono le profonde trasformazioni psicologiche che avvennero nella mia personalità. Timidissima, insicura, introversa ed egocentrica per natura, trascorrevo lunghe ore in solitudine, di cui avevo bisogno per dipingere e allentare le tensioni: ma sono divenuta molto più socievole ed espansiva…»

«Un altro cambiamento è stato che dedico alla pittura solo un quarto del tempo che vi dedicavo prima, eppure, sorprendentemente, faccio quasi la stessa quantità di lavoro. Pure le vendite e i commenti indicano che i miei quadri sono anche migliori. La pittura era quasi un’ossessione per me. Ero spinta a dipingere perché era la mia terapia, la mia evasione e il mio svago, essendo la mia vita completamente imperniata su di essa. Mi piace ancora immensamente, ma non provo più la sensazione di non poterne fare a meno. Avendo accresciuto la mia conoscenza di Geova, Fonte di ogni abilità creativa, non è una meraviglia che la qualità dei miei quadri sia migliorata mentre è diminuito il tempo necessario per dipingerli».

«In principio non fu facile rinunciare alla solitudine che tanto amavo, al mio modo di vivere e a gran parte del tempo che dedicavo alla pittura, e mettere la volontà di Geova al primo posto, prima di qualsiasi altra cosa. Ma ero disposta a provare e, pregando e confidando nell’aiuto di Geova, ogni passo avanti fu più facile e venne ricompensato. Fui quasi sopraffatta non solo dalle benedizioni spirituali ma anche da molte benedizioni materiali, che mi confermarono la sua approvazione e il suo aiuto».

«Quando ripenso alla mia vita, il mio primo acquerello, che feci a circa undici anni, appare ora piuttosto significativo. Consisteva di due versioni della stessa bambina: quella in secondo piano era triste, con le lagrime agli occhi; quella in primo piano aveva occhi luminosi e ridenti. In passato, i simbolici occhioni tristi che dipingevo rispecchiavano le imbarazzanti contraddizioni manifeste nel mondo intorno a me, causa di tante domande. Ora ho trovato nella Bibbia le ragioni delle contraddizioni esistenti nella vita che un tempo mi tormentavano, oltre che le risposte alle mie domande».

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