Brillanti stelle su di noi, diamanti nel blu

e albe sempre uniche: che immensa poesia!

Siate come stelle che brillano nel buio

Questo articolo nasce dal testo iniziale della canzone La gioia più grande, ispirata alle parole del Salmo 16:11: “Proteggimi, o Dio, perché mi sono rifugiato in te”. Si tratta di un inno all’immensa gioia che si prova nell’osservare la creazione di Dio. In particolare, aver conosciuto Geova nelle sue qualità è il tesoro più prezioso che si possa avere.

C’è poesia nel guardare le stelle come diamanti preziosi nello sfondo blu della notte. Ammirare il sole nascente, dove l’alba non è mai la stessa del giorno prima. “Alzate gli occhi in alto e vedete” – ci dice il profeta, osservate lo spettacolo, il risveglio della luce, una immensa poesia! (Isaia 40:26).

Dio conosce ciascuna stella per nome. Per di più dà il nome a ciascuna stella (Salmo 147:4). Pieni di profonda ammirazione proviamo gli stessi sentimenti del salmista “Quando vedo i tuoi cieli, le opere delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai preparato, che cos’è l’uomo mortale che tu ti ricordi di lui, e il figlio dell’uomo terreno che tu ne abbia cura?” (Salmo 8:3, 4).

Le stelle raccontano quanto siamo insignificanti di fronte all’eternità, dovrebbero infonderci umiltà e farci riflettere su come impieghiamo la nostra vita.

Una filastrocca inglese recita: “Luccica, luccica, piccola stella; vorrei tanto sapere cosa sei”. Quelle stelle siamo noi, stelle che brillano nella notte. Mai come ora queste espressioni sono attuali. La nostra speranza nel nuovo mondo che verrà è una luce che illumina la nostra esistenza in un mondo buio. Questa speranza è dentro di noi, fa parte di noi, vive in noi.

La stella brilla di luce propria, perché Dio, la sorgente dell’energia, l’ha costituita di materia incandescente. Noi siamo a immagine di Dio e brilliamo la sua luce, viviamo della luce di Dio. La Bibbia menziona spesso le stelle, sia in senso letterale che in senso simbolico.

Giuseppe figlio di Giacobbe ha un sogno in cui i suoi fratelli vengono raffigurati come “stelle” (Genesi 37:9, 10). Il risuscitato Gesù parlò di se stesso come della “luminosa stella del mattino” (Rivelazione 22:16). L’offuscarsi di queste stelle è anche usato in Ecclesiaste 12:1, 2 per descrivere gli ultimi anni di vita delle persone anziane.

Stella che si spegne

“C’era una stella che ardeva, splendente si muoveva danzando nel cielo. Del buio non aveva paura, poi la stella piano piano si spense e il buio la divorò. La sua luce si oscurò e ora piange scintille. Eri figlia della luce e ora appartieni alla notte. Eri il mattino e ora la notte, dove nessuno può agire. La notte è inoltrata, il giorno è vicino. Stella inattiva sbarazzati delle opere che appartengono alle tenebre e indossa le armi della luce. Non ci sarà più la notte, e non avrai bisogno della tua luce perché Geova ti illuminerà se a lui tornerai”. (Inattivo.info)

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