CAMBIARE PENSIERO

«Il vostro modo di pensare è in armonia con quello di Dio?» è il titolo di un vecchio schema di un discorso pubblico degli anni ’90. Spiega perché dovremmo pensare come la pensa Dio e indica l’atteggiamento da mostrare verso le persone, i genitori e il lavoro.

L’oratore doveva sottolineare quanto fosse necessario modificare i pensieri a causa delle imperfezioni e dell’ambiente in cui si vive. Il punto chiave del discorso era quello di incoraggiare l’uditorio a fare i cambiamenti necessari a partire dal modo di pensare, permettendo a Geova di educarci per il nostro bene secondo i suoi pensieri.

Le ragioni di questa trasformazione mentale sono più che attuali, perché ognuno di noi è continuamente soggetto a sentimenti, difficoltà sociali e spirituali, condizionamenti on line e modi di pensare volubili. Chi meglio di Colui che ha progettato il cervello umano può conoscere i nostri bisogni e il nostro potenziale? Mi piaceva iniziare questo discorso con una semplice domanda all’uditorio: “Vi siete mai chiesti come si formano i pensieri nella mente?”

Molti grandi uomini del passato hanno messo per iscritto i loro pensieri: Leonardo da Vinci, Galileo, Copernico, Newton, Einstein, solo per citarne alcuni. Tutti trassero ispirazione da una mente superiore e i loro pensieri risuonano oltre i confini del tempo e dello spazio. Menti piene di stupore di fronte all’incomparabile intelligenza di Colui che ha creato il pensiero. Tutt’oggi non è chiaro come si formano i pensieri nella mente.

 

Vedi il bellissimo articolo su Focus on  line: Come funziona il cervello

 

La Bibbia fa riferimento ai processi che formulano il pensiero. Una volta elaborato il pensiero, la Bibbia parla di una “forza che fa operare la mente” descritta in Efesini 4:22-24. Si tratta di una forza che si è formata nell’uomo, in parte per eredità e in parte per ciò che gli è stato insegnato e di cui ha avuto esperienza. Essa inclina la mente in senso carnale. L’azione dello Spirito Santo, forza onnipotente di Dio, di fronte a una scelta, anima i pensieri del cristiano e li dirige nella giusta direzione, trasformando la sua naturale inclinazione che tende all’imperfezione in una spirituale. Secondo la Bibbia, solo l’uomo spirituale è in grado di comprendere questo processo. (1 Corinti 2:13-15).

 

Per una spiegazione più dettagliata, vedi it 2 pag.255

 

 

 

Alla base di ogni nostro stato d’animo c’è il pensiero. Infatti il pensiero è un’attività psichica mediante la quale l’uomo acquista coscienza di sé e della realtà intorno a sé. Comprende: come ragionare, riflettere, immaginare, prestare attenzione, ricordare. Può deteriorarsi o disorganizzarsi. Sono molti i disturbi del pensiero, che vanno dall’inibizione alla prolissità, dall’incoerenza al delirio, dalla deconcentrazione alle idee dominanti.

La conversione è il “cambiamento del modo di pensare”, ovvero “trasformazione nello Spirito”, un rinnovamento dell’intimo della persona donato da Dio. La conversione è la sostanza delle parole di Gesù: “Chi si esalta sarà umiliato, ma chi si umilia sarà esaltato” (Luca 18:14). Più ci umiliamo, più ci innalziamo e ci trasformiamo. La conversione è quindi un’operazione di trasformazione continua.

Più gli stati d’animo sono intensi, più è probabile che i nostri pensieri siano estremi.

Secondo le Scritture, la facoltà di pensare deve essere addestrata (2 Pietro 3:1) e ha lo scopo di aiutarci a mantenere una certa vigilanza e a guardarsi dall’intrusione di falsi insegnamenti. Il cristiano di tanto in tanto deve riesaminare le ragioni della sua fede. Via via che si osservano i risultati negativi del comportamento dei “falsi maestri”, la fiducia nella verità cristiana si rafforza ulteriormente. (2 Pietro 3:3-7). Contrariamente a quanto pensano alcuni oppositori, parlare continuamente male dei tdG, contestarli, confliggerli, non fa altro che rafforzare la loro fede. Ecco perché il cristiano è incoraggiato ad allargare il suo pensiero, ad avere un quadro completo della situazione, riguardo all’opinione diseducativa che hanno gli altri di loro e a non cascarci in dibattitti controproducenti.

La facoltà di percezione di cui parla la Bibbia non va addestrata in ambienti on line dove la caratteristica principale è quella di abbattere, ma in ambienti solidi dove la fede va rafforzata e la conoscenza allargata.

Il cristiano non può avere la tendenza a esprimere giudizi categorici: giusto o sbagliato, bianco o nero. Se qualcuno scrive un articolo on line o fa un commento, non dev’essere per forza un complimento o un insulto, nel giusto o nell’errore. Alcuni hanno la tendenza a concentrarsi sulle caratteristiche negative di quanto leggono. Sono simili a quel viaggiatore che non riesce a godersi uno splendido paesaggio perché si sofferma su qualche rifiuto abbandonato da un turista sconsiderato (Ecclesiaste 7:16). Questo vale per tutti. Impariamo da Geova! (Salmo 130:3). Gesù non si concentrò sulle mancanze dei suoi discepoli, ma sulle loro buone qualità. Come Geova e Gesù dobbiamo ampliare i nostri orizzonti, cercando di tener conto di tutti i fattori.

Come responsabili del sito, vi incoraggiamo ad allargare le vostre vedute quando leggete un articolo, anche se forse non avete intenzionalmente o consapevolmente dei pregiudizi, dovete fare ugualmente uno sforzo cosciente. Se ci sono riferimenti scritturali nel formulare frasi e pensieri, vi chiediamo di meditarci sopra per afferrare e apprezzare, non i nostri ragionamenti e le nostre opinioni, ma il modo di pensare di Geova o perlomeno, quello che riteniamo sia il suo pensiero (Salmo 139:17Salmo 25:4, 5).

Noi non siamo i vostri insegnanti né i vostri anziani di congregazione. Non facciamo visite o incontri pastorali. Non cerchiamo di risolvere i vostri problemi, perché non è il nostro scopo. Non ci sostituiamo né all’organizzazione né ai vostri pastori. Per ogni vostro problema o per chiarimenti dottrinali vi incoraggiamo a rivolgervi ai responsabili delle vostre congregazioni, sia che siate proclamatori attivi che inattivi. Non ci piacciono le polemiche e non diamo spazio a esse.

I vostri pensieri sono i vostri e non i nostri, così come le vostre opinioni non sono le nostre. Se avete voglia di leggerci con l’obiettivo di allargare i vostri pensieri bene, altrimenti non condividiamo più commenti dal contenuto troppo personalistico della vostra storia con esplicitazioni di chiusura. Siamo interessati a proposte e a soluzioni che mirano a risolvere i problemi, non ad accrescerli. Il nostro intento è costruire non abbattere. Ancora una volta ribadiamo che i nostri pensieri non sono ispirati dallo Spirito a differenza di quelli di alcuni che riceviamo che si credono tali. Non essere d’accordo con quanto scriviamo non vuol dire che state contestando il corpo direttivo dei testimoni di Geova.

Se non siete d’accordo con il credo e le opere dei tdG è alle loro fonti ufficiali che dovete rivolgervi per esprimere i vostri pensieri. Alcuni hanno la tendenza a percepire il senso dei nostri articoli come se provenissero dai canali ufficiali dei tdG. Non è così, non facciamo apologia di niente e di nessuno. Esprimiamo soltanto dei pareri e facciamo conoscere questo mondo sconosciuto dei proclamatori inattivi. A volte lo facciamo con parole forti e altre volte con parole dolci. Continueremo a denunciare gli abusi spirituali perpetrati da parte di una minoranza di nominati come abbiamo fatto in passato. Rimaniamo sempre dell’idea che costoro vanno rimossi, prima che facciano ulteriori danni. Ma una cosa è denunciare proponendo alternative e soluzioni, un’altra è denunciare per denigrare. Con più di 800 articoli scritti, capita che a volte c’azzecchiamo e altre volte sbagliamo. Ma non è questo il punto fondamentale per noi che scriviamo.

Vi ricordiamo che questo sito nasce dall’amicizia fraterna proprio con il fratello implicato nell’articolo Che fine hai fatto? Un caro fratello con il quale siamo vicini nello stesso spirito e con il quale condividiamo molte cose. Senza di lui e senza il rapporto di stima e di amicizia che ci lega, questo sito non esisterebbe e tanti aspetti sugli inattivi sarebbero rimasti sconosciuti. Il giorno che questo fratello ritornerà di nuovo in congregazione da noi, com’è suo desiderio da qualche tempo, noi cesseremo di pubblicare altri articoli. Il nostro scopo finisce qui. Se il fratello con il quale siamo legati da decenni torna a Geova, sarà per tutti noi la più grande soddisfazione e il coronamento di tanti sforzi e tanto tempo a lui dedicati.

Comunque, se nel frattempo, ci pervengono commenti negativi, critici, lamentosi e che vogliono screditare i tdG, li cestineremo. I pensieri che nutriamo per i nostri fratelli, a prescindere dai pregi e dalle manchevolezze, sono e rimarranno comunque nostri fratelli spirituali, che necessitano dei nostri PENSIERI POSITIVI.

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