CAOS INFORMATIVO

CORONAVIRUS. La disinformazione è nata in Paradiso quando un angelo ribelle raccontò a Eva la prima fake news della storia umana. Gesù definì questo angelo il padre della menzogna (Giovanni 8:44). Perciò, fino a quando ci sarà questo sistema la disinformazione continuerà a esistere.

A causa del Coronavirus si è scatenato sugli organi di informazione un vero caos. I più contagiati dal virus sembrano essere i giornali, le televisioni e i social.

In questo clima di paura e di incertezza stanno veicolando notizie false, video non verificati e non potevano mancare i sostenitori della teoria del complotto. Mischiare stracci di verità con notizie inventate non può che portare panico e ansietà.

Stiamo assistendo a una babele di disinformazione che corre velocemente in Rete più del Coronavirus in Cina o in Italia, una vera “infodemia”. Una circolazione eccessiva di informazioni, dove è difficoltoso individuare fonti attendibili, informazioni talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su questa epidemia.

Il nome coronavirus è stato dato per la sua forma sferica e le punte che la circondano. Ricorda la forma di una corona. I coronavirus prendono il nome dai picchi a forma di corona sul guscio proteico che racchiude il loro materiale genetico.

Di fronte a una vera epidemia informativa, gli scienziati (quelli veri) sono dovuti correre ai ripari. Hanno deciso di utilizzare i social media per diffondere notizie accurate in tempo reale in modo tale da contrastare la disinformazione dilagante e facilitare anche lo scambio di informazioni tra i ricercatori che si stanno interrogando sul Coronavirus.

Ogni media (inclusi i siti in Rete) dovrebbe educare la coscienza a una cultura dell’informazione. Ogni sito dovrebbe differenziarsi dagli spara balle.

Per restare sull’argomento e visto che l’emergenza Coronavirus ha rimesso prepotentemente alla ribalta la questione della disinformazione, un’agenzia ANSA di oggi, si chiede: “Che fine ha fatto la commissione d’inchiesta sulle fake news?”

Come è potuto succedere che i mass media abbiano distorto deliberatamente le notizie relative al Coronavirus? Semplice, perché l’obiettività della notizia non fa vendere i giornali, mentre un titolo allarmistico è deflagrante e remunerativo. Queste sono occasioni d’oro per i media, per ottenere audience e introiti pubblicitari.

Questo è un sistema imposto dall’alto, da produttori, direttori, politici, economisti, finanzieri, speculatori, ecc. che operano nell’opinione pubblica un indebolimento dell’intelletto, pilotandone le scelte.

Ogni sito deve educare. Un sito che non educa la coscienza non fa un buon servizio. Bisogna passare dalla cronaca, spesso piena di pregiudizi, alla riflessione, al corretto pensare. Si deve salvaguardare “la saggezza e la capacità di riflettere” se si vuole vivere la verità (Proverbi 3:21, 22).

Il fine di ogni informazione veritiera è quello di garantire l’apprendimento e lo sviluppo del senso critico, etico e morale. Se è un diritto fare cronaca è un dovere essere informati in maniera più vicina alla verità dei fatti. La vera informazione non appiattisce le coscienze in modo unidirezionale, ma fornisce prospettive, opinioni diverse e rispettose.

La sana opinione pubblica ha fame di voci fuori dal coro. Non fatevi friggere da un’informazione bollente. Una buona frittura ha bisogno prima di una buona infarinatura. Prima di accettare per buona una notizia sforzatevi di avere un’infarinatura, cioè una conoscenza generica di ciò che vi riguarda o vi incuriosisce.

In questo caos informativo, cercate in mezzo alle cattive notizie la buona notizia e ciò che è utile ed edificante. Una notizia che distrugge la coscienza del cristiano va assolutamente respinta. I cristiani non devono prendere a modello i media e i social, ma il modello “di sane parole” che è Gesù, e attenersi “con la fede e l’amore che derivano dall’essere uniti a lui”. (2 Timoteo 1:13)

“Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Regno di Dio è vicino” (Luca 21:31).

 

Video – Coronavirus: Roberto Burioni spiega le analogie e le differenze con l’influenza

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Commenti (1)

  • anonimo

    |

    “Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile”. (Joseph Pulitzer)

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