Capacità, scelta e sconforto

Si dice di cristiano capace quando è abile di intendere in senso spirituale o di agire a beneficio di se stesso e della comunità. La scelta è un di atto di libertà che il cristiano decide di fare tra le varie opzioni che gli vengono offerte. Lo sconforto è uno stato di profondo abbattimento dovuto a delle avversità.

Quando il cristiano percepisce una certa distanza tra ciò che richiede Cristo e le proprie capacità limitate subentra in lui un senso di sconforto. Nonostante sia libero di scegliere, molte cose gli vengono difficili da fare. Si crede che gli manchino le capacità per fare dovutamente le cose che Cristo ha insegnato.

Spesso lo sconforto nasce dall’idea che quello che Dio richiede, dobbiamo farlo tutto noi e da soli. In realtà Dio non ci domanda di eseguire delle cose, ma di viverle insieme a lui. Esattamente come chi non è capace di nuotare si dimena nell’acqua. Eppure, c’è una forza nell’acqua che da fermo lo sospinge in superfice facendolo stare a galla, se solo mantenesse la calma. Allo stesso modo, Dio ci insegna nuotare donandoci questa forza e la capacità di saperla usare per non affogare in un mare di guai.

Dio non richiede altro se non ciò che lui stesso dona, dona ciò che richiede ed accetta ciò che dona. E’ questa la capacità che Dio vuole. Inoltre, è un bene capire la differenza tra la legge e l’immeritata benignità, ossia fra Mosè e Cristo.

La legge di Mosè non è un lontano ricordo del passato, essa continua a spegnere tutti i lucignoli fumanti e rompere ogni canna piegata. La legge richiede una continua, personale e perfetta ubbidienza e stabilisce una pena terribile per il trasgressore. Cristo non porta maledizioni, ma guarisce, conforta, ristora le ferite aperte dalla legge di Mosè. Cristo mitiga l’infallibilità e l’intransigenza della legge.

L’ubbidienza ai comandi di Gesù è l’espressione sincera di uno sforzo proporzionale alla grazia ricevuta. La morte nella pentola della religione è la confusione tra le opere e l’amorevole benignità di Dio. I farisei moderni che battono i loro correligionari con opere e tante altre attività che si sono inventate, privano i bisognosi del conforto di cui hanno bisogno. Amanti delle regole, della carta stampata e digitale continuano a rimanere schiavi della moderna legge mosaica.

A volte, lo Spirito ci conforta senza che noi ce ne accorgiamo. Anche se un cuore travagliato di un fratello lontano non riesce a discernere lo Spirito nelle sue prove, ricordiamoci che anche quando il cielo è ricoperto di nubi, c’è abbastanza luce per capire che è giorno. Allo stesso modo, quando la vita di un fratello lontano è ottenebrata dalle nuvole, c’è sempre qualcosa che dimostra ancora una piccola parte di amore verso Geova.

Finché si continua a rimanere fratelli, pur lontani, e trovarsi completamente avvolti nelle tenebre, c’è sempre qualche spiraglio di luce che impedisce alle tenebre di prevalere definitivamente.

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