CAPIRE PER CAPIRSI

«Quelli che cercano Geova possono capire ogni cosa» (Proverbi 28:5)

Non stiamo dicendo che tutti coloro che non cercano Geova o che si allontanano da lui non capiscono niente. La scrittura sopracitata indica che quelli che cercano Geova possono farlo pregandolo e studiando la sua Parola, in questo modo ‘capiscono ogni cosa’ necessaria per servirlo come lui vuole.

Capire vuol dire comprendere con l’intelletto, intendere, accogliere in sé. Quante volte rimaniamo increduli quando veniamo a conoscenza che tal fratello è diventato “inattivo”. “Non capisco come mai ha fatto questa scelta”. Questa frase viene sempre pronunciata con una sorta di doloroso stupore. Improvvisamente, un fratello che sentivamo vicino, con il quale eravamo legati, ora ci risulta lontano, a volte quasi un estraneo.

Non riusciamo più a ‘capire’ e forse nemmeno il fratello che si è allontanato ‘capisce più noi’. Evidentemente c’è un problema di comprensione. Capire ha un’origine latina che vuole anche dire ‘afferrare’ e rimanda all’intuizione, all’arrivare immediatamente al cuore. Quando ci si capisce al volo non si fa nessuno sforzo e ci si trova subito in sintonia. Questo crea un senso di reciproca appartenenza potente e gratificante.

È logico aspettarsi che col tempo emergano differenze e punti di vista diversi. Tutto fa parte di un processo di trasformazione: si cresce e si cambia. Molte di quelle caratteristiche comuni, ora cominciano a diventare differenti e man mano che si allontanano iniziano a divergere sempre di più. In questa fase delicata si sperimenta la sensazione di non ‘capire’ quello che sta succedendo. Si fa fatica ad arrivare al cuore dell’altro.

L’interesse comune viene accantonato e le strade prendono direzioni diverse. Chi vuole capire deve avere pazienza e sapersi mettersi in discussione, se non vuole che la relazione cominci a guastarsi in maniera definitiva. Per capire meglio serve “comprensione”. Comprendere è una parola che suggerisce di fare spazio nella nostra vita al fratello e di accettare le nuove differenze. Sono richiesti volontà, tempo e sforzi per superare divergenze ed opinioni differenti.

A volte capirsi non è possibile, ma comprendersi lo è quasi sempre. Comprendere, dunque, che l’altro è diventato diverso e che il rapporto può continuare comunque comprendendosi e rispettandosi a vicenda. Questa situazione, pur diversa rispetto a prima, apre a nuove prospettive, non sempre negative come possiamo immaginare. Dobbiamo permettere al fratello o alla sorella di legittimare il suo punto di vista e le differenze. Farsi la guerra non porta a niente. Rinnovare la nostra fiducia può servire a tenere aperta la porta del cuore. Non è detto che con il tempo le diversità allontanino per forza l’uno dall’altro.

FELICI MALGRADO LA DIVERSITA’

L’intendimento è la capacità d’intendere con l’intelletto, di capire, d’interpretare e valutare un fatto, un discorso, uno scritto e simili. È una presa di coscienza piena e profonda dell’intima natura, delle ragioni fondamentali e del significato di questioni complesse. Si inizia col capirsi e si passa al comprendersi. Se poi all’intendimento ci mettiamo anche il discernimento, allora possiamo esaminare una questione, individuarne le componenti separando i singoli elementi costitutivi che la formano, percependo la relazione che c’è fra loro e così afferrare l’importanza o il significato della cosa. Per capirsi bisogna andare oltre.

Conoscere Geova e discernere la sua volontà, insieme a fede e fiducia, costituiscono dunque la base di ogni vero intendimento da parte delle sue creature intelligenti. L’intendimento include capire “l’intero sentiero del bene”. (Proverbi 2:6-9) Niente di veramente importante può essere compreso appieno se non si esaminano tutti gli aspetti dal punto di vista di Geova e in relazione alle sue norme, alle sue qualità e al suo eterno proposito.

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Commenti (1)

  • Bereano Laterale

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    Quanto è vero!!!
    Purtroppo alcuni (o molti) degli anziani presumono di aver già capito tutto prima di parlarti.
    Molte inattiverie nascono da questo… una vera fabbrica.

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