Gli smemorati di Collegno

Fu un caso di cronaca giudiziaria che divise l’Italia del primo dopoguerra. Un vero caso mediatico dopo un annuncio sulla Domenica del Corriere del 6 febbraio 1927: “Ricoverato il giorno 10 marzo 1926 nel manicomio di Torino (casa Collegno). Nulla egli è in condizione di dire sul proprio nome, sul paese d’origine, sulla professione. Parla correntemente l’italiano. Si rileva persona colta e distinta dell’apparente età di anni 45”.

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La forza della rigenerazione

In biologia, la rigenerazione consiste nel sostituire parti danneggiate del corpo. Il tritone ha capacità straordinarie di rigenerare i suoi tessuti. Se perde la coda, una zampa oppure anche un occhio, questi si rigenerano. Non c’è organo che questi animali non siano in grado di ricostruire.

Ma questi “pezzi di ricambio” sono validi quanto gli originali? In base a uno studio sulla rigenerazione del cristallino i ricercatori rispondono affermativamente. Studiando la capacità del tritone di rigenerare parti del corpo danneggiate, i ricercatori sperano di mettere a punto una tecnica per la rigenerazione dei tessuti umani, in particolare per combattere il processo di invecchiamento.

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Fratello Otello

Otello è una tragedia di William Shakespeare che ruota attorno alla gelosia di Otello, un moro, condottiero militare della Repubblica di Venezia, per l’amata Desdemona, che, a causa delle insinuazioni di Iago, viene sospettata di avere una relazione con Cassio. La vicenda si concentra sui tormenti interiori e sui processi psicologici di Otello, che sfociano in fraintendimenti e incomprensioni con Desdemona e che preludono all’omicidio-suicidio finale. Otello è così diventato il prototipo della passione amorosa che, sviata dalla gelosia, conduce all’autodistruzione.

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Il complesso d’Egitto

«La sfida dell’uomo attuale è quella di ricercare di risolvere il ‘complesso d’Egitto’ […] quell’atteggiamento esistenziale che ci fa vivere rivolti al passato e non verso il futuro. […] quando rimaniamo in maniera paranoica aggrappati agli eventi che si sono già susseguiti dietro di noi […] cercando di trovare lì la chiave di volta della nostra vita, significa che non siamo mai emersi da ciò che stavamo scappando. Rimanere aggrappati al passato significa rimanere nel passato». (L.M. Epicoco, Telemaco non si sbagliava)

Chi odia ciò che è stato o cerca di prenderne le distanze, ma è ancora invischiato in quel rapporto che lo ha ferito e che continua ancora a perseguitarlo, evidentemente soffre di un conflitto interiore irrisolto. Non è con il passato che si deve rompere, ma con la rabbia che il ricordo di esso scaturisce. L’unica maniera per farlo è il perdono basato sull’amore.

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