Sentirsi addosso la puzza dell’odore delle pecore di Cristo

La frase più famosa ed emblematica detta da papa Francesco sui pastori della sua chiesa e ripresa dai media di tutto il mondo è questa: «Voglio pastori con ‘l’odore delle pecore’ e con il sorriso di papà». E’ un monito per tutti i sacerdoti, i cardinali e lo stesso papa: i pastori non solo non devono pretendere di vestirsi con la lana delle pecore, ma devono mostrare passione nel servirle. Una frase che si legge, papale papale. Cioè, come è stata detta, che va soltanto «annusata» e che rimanda alla vera immagine dei pastori che hanno a cuore le pecore.

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Quando si parla ai fratelli «lontani»

Nel novembre del 1957, la città di Milano ascoltò con entusiasmo l’invito del suo arcivescovo di coinvolgere tutti i fedeli “lontani” a prendere a cuore l’invito “Venite e ascoltate”. Dopo 58 anni dall’iniziativa del futuro papa Paolo VI, il Corpo Direttivo, durante i congressi estivi del 2015, dopo aver ascoltato diversi fratelli che si erano allontanati, presenta l’opuscolo Ritorna a Geova, che ha come obiettivo quello di coinvolgere gli anziani e i proclamatori delle congregazioni mondiali, ad avvicinare i tdG “lontani” affinché leggano con tutto il cuore l’opuscolo, in modo da prendere in considerazione un loro ritorno nella casa di Geova.

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Fratelli che non vogliono crescere

Tipi strani in congregazione

Nell’universo variegato dei testimoni di Geova sono presenti personalità di ogni genere. Fra questi ci sono fratelli adulti che si riconoscono per l’atteggiamento tipico degli adolescenti, cioè quello di non assumersi troppe responsabilità. Agli occhi della congregazione appaiono come cristiani immaturi, superficiali, dei ragazzini, anche se alcuni di loro hanno superato l’età adulta da lustri. Sembrano paralizzati emotivamente. Non sono insensibili, il problema è che hanno la porta delle emozioni sbarrata. Nei rapporti sociali con altri della congregazione si presentano sempre sorridenti, anche se a volte si tratta di un sorriso forzato. Quando sono tristi fanno fatica a esprimersi, preferiscono stare da soli. Non sono egoisti, anzi in più occasioni si mostrano generosi, servizievoli. Sono testardi nelle loro idee e difficilmente le cambiano. A guardarli sembrano tanti Peter Pan, simili a lui nel comportamento e negli atteggiamenti: bambini che non crescono, adulti nel corpo e adolescenti nella mente.

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Il fanatico e il diplomatico

Solo Cristo può affermare di essere la verità. Per questo motivo, i suoi discepoli devono mostrare umiltà verso la verità. Invece, il credente fanatico e intollerante crede di essere il possessore della verità, cioè di Cristo e pensa che tutti gli altri sono in errore.

TIPI STRANI IN CONGREGAZIONE. Siamo nella verità solo nella misura in cui la riceviamo da Dio e a Dio ci affidiamo. L’umile si rende conto dei propri errori, della sua parziale ignoranza ed è continuamente alla ricerca di una luce maggiore che non induca gli altri in errore. L’integralista intollerante identifica la sua conoscenza imperfetta con la verità. E’ un avversario irriducibile della verità. Il fanatico mette mano alla spada, condanna al rogo, escogita mezzi di pressione per piegare quanti non la pensano come lui. Per il fanatico, chi ha un’opinione diversa dalla sua è in errore. E l’errore è contro la verità, perché la verità non può sbagliarsi. Confonde quindi l’errore con l’errante, cioè con colui che ricerca la verità con sincerità di cuore. Il fanatico non è soltanto un presuntuoso ma anche un miscredente nella misura in cui non crede nella potenza di Cristo. Denigra coloro che hanno progetti di riforma.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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