Le foglie d’autunno, una metafora per i fratelli “lontani”

Se dovessimo scegliere una stagione simbolica per i fratelli che si sono allontanati dalla congregazione, la scelta ricadrebbe sicuramente sull’autunno

Nella letteratura le foglie rappresentano parti di noi e del nostro modo di vivere. Per alcuni sono frammenti della nostra anima. In psicologia, il sentimento umano viene definito “autunno”. Ed è l’autunno la stagione dove le foglie cadono dal ramo lentamente, con grazia, cullate dal vento e prima di decomporsi, si depositano delicatamente sul terreno. Le foglie sono le lacrime degli alberi. In effetti, a guardarle, le foglie hanno le forme delle lacrime.

Leggi Tutto Nessun Commento

«Il buon pastore tocca la carne ferita» e non fa sfoggio con superbia della sua autorità

Riprendendo l’episodio di Luca 13:10-17 della donna curvata in due, Bergoglio nella sua omelia recitata a Santa Marta, ripresa e pubblicata il giorno dopo dal quotidiano Avvenire del 31 ottobre, fa presente che, il vero pastore si avvicina alle persone considerate degli scarti e prova compassione per la loro condizione, senza vergognarsi di toccarne la carne malata. Un monito rivolto ai quei clericali che sono più vicini al potere e meno alla gente che soffre.  

Leggi Tutto Nessun Commento

La banalità sta uccidendo la competenza

Nel mondo moderno sta lentamente scomparendo l’abitudine all’argomentazione e alla dimostrazione. [Anche tra i tdG]

Il titolo e il sommario, tranne le parentesi quadre che abbiamo aggiunto noi, sono di un articolo del sociologo Francesco Alberoni, pubblicato domenica scorsa sul Giornale. I dibattiti televisivi sono in mano a chi ha la battuta pronta e non a chi sa argomentare con ragionamenti sensati e completi. Anche nei social network si cinguetta senza argomentare. Un articolo lungo non si legge. Sembra che il cervello moderno non sia più in grado di incamerare informazioni che vanno oltre le tre righe. Questo non vuol dire che nel Web non esistano siti dove si trovano informazioni importanti. Il problema è che “queste gemme preziose – scrive Alberoni – vengono coperte da ondate di mediocrità e di banalità. Mancano gli strumenti di comunicazione che consentono di esprimere culturalmente il meglio di sé”. In sintesi: argomentiamo poco, ragioniamo peggio e scriviamo banalità. Date un’occhiata, se non vi annoiate, ai commenti su Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e alle molte comunità digitali.

Leggi Tutto Nessun Commento

Resisti figlio mio se vuoi diventare un vero uomo

Se. Lettera a un figlio è il titolo di una famosa poesia dello scrittore britannico Joseph Rudyard Kipling (1865-1936). Contiene alcuni consigli appassionati sulla dignità e sul comportamento da tenere per diventare un vero uomo. Originariamente scritta per suo figlio, riesce, con i suoi versi, a toccare il cuore degli adulti di ogni tempo.

E’ una poesia molto amata, che esorta a non arrendersi mai, nemmeno di fronte alle circostanze più avverse. I versi iniziano con un “sé”, che vuole essere soprattutto un invito a decidere se condividere o meno quanto viene espresso. Per Kipling, a fare un uomo sono i sogni, i valori, la libertà e la volontà di considerare ogni passo della nostra esistenza come un cammino verso qualcosa di nuovo e di vero, soprattutto quando quelli che ci circondano “perdono la testa”, dubitano di noi e ci incolpano di cose non commesse.

Leggi Tutto Nessun Commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA