Il Testimone Auricolare e il Trombone di Dio

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IL TESTIMONE AURICOLARE

Il Testimone Auricolare si ficca in un angolo senza farsi notare. Ascolta quello che c’è da ascoltare e si allontana, assente e indifferente. Si direbbe che lì non è mai stato, tanto è bravo a scomparire. Conosce tutti i luoghi, dove c’è qualcosa da ascoltare, immagazzina tutto per bene e non dimentica niente. Quando viene il momento di buttare fuori quello che ha dentro, allora è un altro, due volte più grasso e dieci centimetri più alto.

Il Testimone Auricolare non si fa corrompere da nessuno. Non ha riguardi per nessuno, non ne avrebbe per la moglie, il figlio o il fratello. Quello che ha udito ha udito, non c’è Padreterno che possa farci niente. Ma ha anche i suoi lati umani, e come gli altri hanno i loro giorni di ferie in cui si riposano dal lavoro, così lui ogni tanto – sia pure di rado – si mette i paraorecchi e si attiene dall’immagazzinare parole. Quello che dice la gente in questa circostanza è privo di qualunque interesse. Quando ha disinserito i suoi orecchi segreti, è un brav’uomo, ognuno si fida di lui, si può avere un’innocua conversazione. Allora nessuno immagina di avere a che fare col boia in persona. E’ incredibile come sono innocenti gli uomini quando nessuno è lì con gli orecchi aperti.

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SE TU MIO FRATELLO

ungaretti

Dedicato a un caro fratello inattivo che non c’è più.

La poesia è stata scritta  da Giuseppe Ungaretti  in memoria di suo fratello

SE TU MIO FRATELLO

Se tu mi rinvenissi vivo, / con la mano tesa / ancora potrei, / di nuovo in uno slancio d’oblio¹, stringere, / fratello, una mano.

Ma di te, di te non più mi circondano / che sogni, barlumi, / i fuochi senza fuoco del passato².

La memoria non svolge che le immagini³ / E a me stesso io stesso / non sono già più / che l’annientante nulla del / pensiero.

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Una metafora per la giustizia: il Buon pastore

imparaapensarePrendersi cura delle pecore: per altruismo o per interesse?

Il filosofo greco Trasimaco argomenta che i pastori e i bovari, si prendono cura delle pecore e delle mucche facendole ingrassare di proposito, solo per mandarle al macello in condizioni tali da poter trarre il maggior profitto. Per i pastori che allevano pecore da macello e che vivono di questo commercio, svolgere questo tipo di attività è una cosa normale e redditizia.

D’altronde, la politica e la religione traggono anch’esse, profitto dagli uomini come il pastore dal suo gregge. Invece, il concetto biblico riguardo ai compiti del buon pastore è molto chiaro: pascolare il gregge e non decimarlo.

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UNO SGUARDO SUI MEDIA

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L’incapacità di pochi è la causa della sofferenza di molti ed è pericoloso imprigionare la Bibbia per modificarla in regole umane.

I titoli riportati sopra non sono altro che l’essenza di due articoli pubblicati dal Giornale domenica 4 e dal Corriere della Sera lunedì 5 ottobre.

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