Il peccato è nel cervello?

Perché persistiamo in un comportamento peccaminoso anche quando ce ne pentiremo? Il peccato nasce nel cervello?

Le moderne neuroscienze affermano che nel cervello umano ci sono meccanismi e inclinazioni che inducono al peccato. Altri, invece, sostengono che non esiste nessuna relazione tra peccati e cervello. Tuttavia, con l’avvento delle moderne tecniche di imaging che sbirciano nel cervello, si possono ottenere alcune informazioni sulle nostre cattive abitudini. Le ultime ricerche cognitive sostengono che quando l’impulso di peccare è forte, le reti di controllo cerebrali, che coinvolgono la parte anteriore del cervello, si attivano per soffocare l’impulso mitigandone la seduzione. È come se due schieramenti si sfidassero per spingere l’essere umano a seguire determinati comportamenti: da una parte il diabolico seduttore che spinge al peccato e dall’altra l’angelo protettivo.

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Perché rimaniamo nelle nostre convinzioni nonostante l’evidenza sia contraria?

Far cambiare idea a una persona è impresa difficile, perché l’uomo, in genere, non ragiona in modo logico e razionale, anzi tende a mantenere le proprie idee anche di fronte a prove che dimostrano il contrario.

Gli esperti della persuasione suggeriscono che per far cambiare idea a una persona, oltre a usare argomenti razionali, bisogna appellarsi anche alle emozioni, perché l’uomo è restio a ragionare in modo logico. Inoltre, raccomandano di ascoltare l’interlocutore, dargli modo di esprimere le sue ragioni senza interromperlo. L’idea irrazionale è spesso sostenuta più dalle emozioni che dai ragionamenti.

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Opinioni o convinzioni? Psicologia e comportamento di un tdG

Fare un’analisi psicologica per comprendere meglio il comportamento di un tdG è estremamente complesso. In tanti si sono cimentati in questo campo e non sempre è venuta fuori un’immagine obiettiva. E forse nemmeno noi siamo capaci di farlo. Muovendoci però dall’interno, basiamo ogni riflessione sulla nostra esperienza e sulla conoscenza dei meccanismi organizzativi che ruotano intorno al movimento. Si tratta soltanto di una riflessione, giusta o sbagliata, che non ha valore scientifico, medico, spirituale e quant’altro.

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Aiutiamoli a riprendere l’attività


In 5 anni oltre 1400 fratelli hanno ripreso le loro attività di un tempo. In che modo i corpi degli anziani si sono organizzati per avere successo in quest’opera di ricerca dei fratelli “lontani”?

 Elenchiamo alcuni suggerimenti dati dal corpo direttivo alle congregazioni mondiali e tuttora attuali.

  • Questi fratelli fanno ancora parte della congregazione.
  • Ad alcuni di loro necessita l’aiuto di fratelli amorevoli e disponibili.
  • E’ responsabilità del segretario fornire un elenco di nominativi di questi fratelli da consegnare agli altri anziani. Ogni sorvegliante del gruppo dovrebbe avere in assegnazione i nomi di questi fratelli.
  • Senza uno sforzo speciale per cercarli e assisterli per mezzo di visite pastorali mirate sarà difficile riuscirci. Sono rari i fratelli che ritornano nelle congregazioni di loro iniziativa.
  • Per contattarli si possono scegliere fratelli con i quali avevano un ottimo rapporto. Evitare di incaricare anziani che non hanno uno spirito pastorale e che hanno difficoltà a sapersi relazione con il prossimo.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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