Il mondo cambia in modo esponenziale: muoversi o morire?

La ruota è una invenzione semplice che fa girare il mondo. Quasi tutti gli oggetti meccanici che utilizziamo, hanno gli ingranaggi fatti di ruote dentate che trasmettono il movimento rotatorio. Dalla prima immagine di una ruota datata oltre 5000 anni prima di Cristo alla ruota aerodinamica di oggi. Un progresso inarrestabile di migliaia di anni e non sentirli.

Che il mondo sia in continuo cambiamento è fuori discussione. E’ pur vero che negli ultimi decenni, qualcosa è cambiato nei tempi e nelle modalità. La crescita delle organizzazioni è divenuta più veloce e con salti netti. Chi è testimone di Geova da lungo tempo si è trovato di fronte a una rivoluzione epocale. Oggi l’evoluzione tecnologica permette a menti brillanti, abili a muoversi in questo ambiente completamente nuovo, di creare mezzi stampa e di comunicazione in poco tempo, con capacità di sviluppo esponenziali e soprattutto con costi economici completamente inferiori al passato.

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L’anziano tdG nell’era 4.0

La quarta era industriale in atto è una rivoluzione culturale

È importante che il Corpo Direttivo e gli anziani delle congregazioni si mettano in discussione, modificando e migliorando i loro incarichi, le capacità e le loro aspettative per adattarli ai rapidi mutamenti in corso. In parte già sta avvenendo. L’era 4.0 non si tratta di una rivoluzione tecnologica, ma di un cambiamento di consapevolezza. La congregazione oggi deve essere coinvolta attivamente in tutte le sue componenti (anziani, servitori di ministero, pionieri e proclamatori) se vuole adattarsi a questo nuovo processo in atto. L’era 4.0 richiede un forte cambiamento culturale basato sulla ricerca di un benessere spirituale attraverso la tecnologia e sul saper fare tecnologia. L’uomo spirituale al centro, la tecnologia che gli ruota attorno e uomini capaci che sappiano farla funzionare dovutamente.

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Quando Dio ci chiede di scendere dalla barca in tempesta

E quasi l’alba e un forte vento contrario agita le acque del mare tanto che gli apostoli remano con fatica. Gesù scende dalla montagna e cammina verso di loro sul mare in burrasca. Gesù sembra passare oltre e, quando lo vedono, i discepoli gridano sconvolti: “E’ un’apparizione!”. Gesù li rassicura dicendo di essere lui e di non aver paura. Pietro riceve il consenso di Gesù per andare da lui. A questo punto Pietro scende dalla barca e va verso Gesù camminando davvero sull’acqua. Ma guardando il turbine, ebbe timore e, avendo cominciato ad affondare, gridò: “Signore, salvami!” Tendendo immediatamente la mano, Gesù lo afferrò, dicendogli: “Uomo di poca fede, perché hai ceduto al dubbio?” (Matteo 14:24-34)

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Quando puntare troppo in alto o troppo in basso porta ad andarsene dalla congregazione

Conoscenza e consapevolezza dei propri limiti consentono di essere equilibrati di fronte alle delusioni dei fratelli.

Capita di sopravvalutare le nostre forze, le nostre capacità, le nostre risorse. Non si tratta di una lacuna del nostro carattere, spesso è il contesto a determinare l’attivazione o meno delle nostre abilità. Comunque, in ogni caso, è utile conoscere i nostri limiti. Se abbiamo puntato troppo in alto non vuol dire che abbiamo fallito. Il punto è raddrizzare la traiettoria prima che sia troppo tardi. La vita cristiana è attraente perché è fatta di svolte e di bivi. Cambiare non è arrendersi, soprattutto quando ci mettiamo in discussione perché ci accorgiamo di aver preso una strada sbagliata.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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