Commenti ostili

La deriva dell’insulto digitale

E’ molto difficile fronteggiare gli odiatori che sui social vomitano insulti e volgarità su persone o fatti. Le parole ostili hanno conseguenze penose quanto le aggressioni fisiche, se non di più. Una volta si associava l’insulto e l’aggressione all’ignoranza, agli ambienti subculturali o a contesti di degrado. L’insulto è sempre stato considerato una caratteristica degli incolti, un patrimonio dei barbari. Oggi è un segno distintivo delle comunità on line, uno sdoganamento identitario, un lessico autentico della moderna contemporaneità.

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Chi legge è felice

«Felice è l’uomo . . . il [cui] diletto è nella legge di Geova e lègge sottovoce nella sua legge giorno e notte». (Salmo 1:1,2)

Se non ti piace leggere, questo articolo è per te. Se invece ti piace la lettura, allora non c’è bisogno di esortarti a farlo: è nella tua natura leggere, perché sai che chi ama leggere, di solito, è una persona felice. È scientificamente provato che chi legge libri è più ottimista e meno aggressivo di chi non legge. Anche il Salmo riportato sopra esprime bene tale concetto.

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La ricerca di Dio nell’organizzazione dei Testimoni di Geova

Questo argomento è particolarmente delicato a motivo delle tensioni che suscita. La ricerca di Dio deve essere soltanto responsabilità del corpo direttivo? Qualsiasi membro religioso ha la facoltà per interpretare la volontà di Dio? Mi riferisco non al dissenso teologico, ma alla libertà che ciascuno ha di conoscere Dio in una prospettiva diversa dal comune credere.  

Non è lecito a nessuno presentare semplici ipotesi come certezze o esprimere opinioni personali come verità assolute. Questo vale per chiunque. In realtà sappiamo bene quanta risonanza ha una disposizione che proviene direttamente dal corpo direttivo e quanta ne ha quella di un semplice proclamatore. L’organizzazione non può fare a meno delle riflessioni bibliche di chi non fa parte del corpo direttivo o degli scrittori, se questi utilizzano correttamente le loro interpretazioni e l’intera congregazione li riconosce e li accoglie nel modo giusto.

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Fratelli che si sono autoingannati

L’autoinganno è visto come una sorta di “anestetico psicologico” per proteggere l’autostima e per non rendersi conto di una realtà che potrebbe provocare disagio o una sofferenza mentale insopportabile. Quando la realtà viene percepita in maniera diversa da come si immaginava, nella mente si sviluppa una realtà alternativa falsificata che ha lo scopo di ridurre il livello di indesiderabilità e quello di raggirare la censura offrendo false motivazioni in modo da minimizzare o giustificare certi comportamenti.

“Uomini malvagi e impostori progrediranno di male in peggio, sviando ed essendo sviati”. (2 Timoteo 3:1, 13)

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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