Troppo legati al passato, troppo slegati al futuro

I cristiani tdG che sono partecipi dell’attaccamento al passato, sono anche quelli che tentano di determinare le future scelte spirituali di altri. Lo fanno sulla base di quello che è stato loro inculcato a credere.

Chi è troppo legato al passato e alle sue regole riesce in un modo o nell’altro a condizionare il tipo di istruzione da seguire, quali mete raggiungere, quali amici frequentare, in che modo vestirsi, parlare e persino pensare. Tutto viene determinato da ciò che si crede, dalle usanze, e dalle regole che ogni famiglia e congregazione si è imposta. Ignorarle significa dover affrontare un forte ostracismo dai familiari e dai conservi in fede. Molte scelte sono determinate più dalla famiglia dove si nasce e dalla religione che si professa che da una libera consapevolezza. Com’è possibile crescere se si fanno sempre le stesse cose, nello stesso modo di come ci è stato insegnato?

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TRASFORMAZIONE RELIGIOSA E FORMALISMO

La Bibbia evidenzia la necessità di presentare sacrifici graditi a Dio con piena facoltà mentale, “di essere trasformati e rinnovati nella mente” (Romani 12:1, 2). In pratica, raccomanda di essere anticonformisti riguardo a questo mondo e di farlo con discernimento in modo da conseguire la pienezza del processo di trasformazione della personalità cristiana.

Il cristiano accetta dunque di non conformarsi alla logica del tempo in cui vive e accetta di agire concretamente. Il suo agire lo fa uscire fuori dagli “schemi” correnti. Tale trasformazione avviene in maniera graduale e passa attraverso una mente rinnovata che conduce alla scelta di un comportamento equilibrato. Senza discernimento non si può comprendere pienamente la volontà di Dio, perché esso è un dono dello Spirito di Dio che si unisce al nostro spirito, e come tale va desiderato e cercato da ogni cristiano.

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Smettete di lasciarvi trattare male dagli altri

La trappola dell’assertività

Il cristiano assertivo è deciso, determinato, imperioso, risoluto. Di per sé queste qualità sono appropriate quando c’è da difendere i valori in cui si crede. Diverso è quando l’assertività diventa una trappola per chi si lascia sottomettere subendo critiche offensive ed esagerate da chi esercita un certo potere teocratico nelle congregazioni e abusa della sua autorità. Cosa fare in questi casi?

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Ma la «verità» ci emoziona ancora?

Oppure abbiamo permesso che alcune emozioni, invece di farci progredire, abbiano bloccato la nostra crescita spirituale e in certi casi spinto alcuni all’inattività?

 La maggioranza degli studi sostiene che solo dopo i sei mesi di vita i bambini cominciano a provare delle vere emozioni. La prima è la gioia, poi la collera, infine paura e tristezza, mentre le emozioni sociali, come vergogna, imbarazzo, gelosia, invidia, colpa, si manifestano più tardi. Che dire di noi cristiani adulti: dopo che ci siamo nutriti con il latte delle cose elementari, abbiamo ancora bisogno che qualcuno ci insegni da capo le basi delle sacre dichiarazioni di Dio per provare le emozioni della verità? (Ebrei 5:12)

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Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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