Le parole hanno un peso, i 10 passi della comunicazione non ostile

Virtuale è reale, associazione no profit diventa comunità best practice in rete.

UN’AGENZIA ANSA DI OGGI CHE CONDIVIDIAMO APPIENO:

Le parole hanno un peso e un valore. Nelle relazioni interpersonali non ce lo ricordiamo mai abbastanza. Sia in quelle della vita reale che in quella social. L’associazione no profit Parole O Stili, nata a Trieste nel luglio 2017, con l’idea di sensibilizzare, responsabilizzare ed educare gli utenti della Rete a praticare forme di comunicazione non ostile, rivolgendosi a tutti i cittadini consapevoli del fatto che “virtuale è reale” e che l’ostilità espressa in Rete può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone, ha ideato un manifesto.

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Pecore pesanti e fratelli fluttuanti

Spulciando tra i vari testi biblici posizionati in bella mostra sugli scaffali della libreria di…, un titolo attira la mia attenzione: PECORE PESANTI E FRATELLI FLUTTUANTI di Mauro Giuseppe Lepori, un monaco cistercense.

L’illustrazione della copertina la conoscevo già. Si tratta di un quadro di Giovanni Segantini dal titolo Ave Maria a trasbordo. La scena è ambientata nel lago di Pusiano, situato tra Como e Lecco. In una placida atmosfera serale, una famiglia di pastori, il padre che rema, la madre abbracciata alla figlioletta, e il loro piccolo gregge di pecore, attraversano sopra una barca il lago da una riva all’altra.

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Imparare a leggere i significati nascosti

Quando guardiamo un’opera d’arte ci addentriamo in un labirinto di simboli e di significati. Non tutti sono in grado di decifrare i significati che nasconde. Spesso succede la stessa cosa con i fratelli “lontani”. Quanti anziani sono in grado di svelare storie nascoste, tratti della personalità, a volte impenetrabili, di questi fratelli?

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Chi sei?

¤ ¤ ¤ A FAVORE DELLA MASCHERA

Alcuni si mascherano così bene che la recita è diventata parte della loro vita al punto da ingannare se stessi. Altri invece fanno un elogio della maschera. La considerano uno strumento utile per quelle situazioni in cui è richiesta una certa dose di adattabilità.

Alcuni trovano dispregiativo che la maschera sia diventata sinonimo di falsità. Secondo loro l’uomo è un continuo divenire, costretto a commerciare con tre padroni: chi siamo, cosa si aspettano altri da noi e i valori familiari ricevuti. Mettere, quindi, una maschera in base alle nuove situazioni non è sbagliato. Per costoro, se vogliamo essere accettati dagli altri dobbiamo compiacerli. Recitare non vuol dire fingere ma sfruttare quello che siamo nel modo più opportuno.

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