Esprimere forza e intensità spirituale pur non essendo attivi o approvati

Alcuni sono convinti che chi non è un membro attivo nella propria religione o è stato allontanato o che vive in maniera contraria all’etica morale, non possa esprimere un maggiore sentimento spirituale di chi è invece un attivo cristiano.

L’arte ci insegna molto al riguardo. Artisti famosi hanno lasciato opere di grande impatto religioso, nonostante non fossero persone rette o approvate dalla Chiesa. Uno di questi è Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, una vita costruita sugli eccessi e sulla sregolatezza. Dotato di una forte personalità e di una “vocazione” quasi naturale per i guai, animo inquieto, morto giovane. I suoi capolavori vanno di pari passo con le risse di ogni giorno. Personaggio eccentrico che incuteva paura per le sue passeggiate notturne presso luoghi malfamati della città di Roma, armato di spada e pugnale. La sua casa abituale era la prigione da cui entrava e usciva, a volte per motivi futili. A causa di un omicidio, divenne un fuggiasco, condannato alla pena capitale, omicidio che gli provocò un profondo stato di malessere psichico. Una vita turbolenta, quella del Merisi, sotto tutti i punti di vista.

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Al servizio dell’Accusatore

Il solo monumento pubblico ufficialmente dedicato al Diavolo è La fontana dell’angelo caduto, che si trova a Madrid, nel Parco del Retiro. Realizzata tra mille polemiche dall’artista Ricardo Bellver (1845-1924) su iniziativa del duca di Fernan Nuñez, rappresenta Lucifero caduto dal Cielo.

“E’ stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusa giorno e notte dinanzi al nostro Dio”.Rivelazione 12:10

Dio ci ha dato due occhi: uno per vedere le imperfezioni e l’altro per vedere cosa c’è di buono. I cristiani che si lamentano sempre delle loro circostanze, non provano mai conforto. Alimentano questo stato d’animo contribuendo a far crescere il male che li affligge.

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Non è “quanto facciamo” ma “quanto amiamo” a fare la differenza

Senza l’amore la nostra adorazione è vana. Il vero cristianesimo non è solo “fare il proprio dovere”, ma “amare di fare il proprio dovere”.

“Tuttavia, ho questo contro di te, che hai lasciato l’amore che avevi in principio. “‘Perciò ricordati da che cosa sei caduto, e pentiti e compi le opere precedenti. Se no, verrò da te, e rimuoverò il tuo candelabro dal suo luogo, se non ti penti”. – Rivelazione 2:4,5

Gli efesini avevano perso l’amore iniziale per Geova. Forse erano caduti vittima del materialismo, perdendo di vista il proprio dovere cristiano. Quando in congregazione non si adempiono volontariamente le proprie responsabilità, senza gioia e senza amore, tutto ciò che si fa è inutile ed è insopportabile a Dio quanto lo è per noi.

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Maschere che si smascherano da sole

“Non mi sono seduto con uomini di falsità; e non entro con quelli che nascondono ciò che sono”. (Salmo 26:4)

In tutta la storia l’uomo ha sempre sentito il bisogno di mascherare il suo volto. Sin dagli albori della storia umana, le maschere servivano a combattere l’oblio della morte. Gli egiziani ricoprivano le mummie di defunti con maschere di gesso. Le feste furono sempre occasione per grandi mascherate, famose tutt’ora sono le maschere veneziane. E’ per colpa dei Padri della Chiesa, che detestavano il teatro greco e il suo corollario di maschere, che esse assunsero un simbolo negativo. Dal Cinquecento in poi, le maschere diventano simboli della frode e dell’inganno. Famose le maschere della commedia italiana. Nell’era moderna troviamo i bizzarri autoritratti di Picasso e le tele di Ensor, che per mezzo delle sue maschera rivela la doppiezza dell’animo umano.

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