Maschere che si smascherano da sole

“Non mi sono seduto con uomini di falsità; e non entro con quelli che nascondono ciò che sono”. (Salmo 26:4)

In tutta la storia l’uomo ha sempre sentito il bisogno di mascherare il suo volto. Sin dagli albori della storia umana, le maschere servivano a combattere l’oblio della morte. Gli egiziani ricoprivano le mummie di defunti con maschere di gesso. Le feste furono sempre occasione per grandi mascherate, famose tutt’ora sono le maschere veneziane. E’ per colpa dei Padri della Chiesa, che detestavano il teatro greco e il suo corollario di maschere, che esse assunsero un simbolo negativo. Dal Cinquecento in poi, le maschere diventano simboli della frode e dell’inganno. Famose le maschere della commedia italiana. Nell’era moderna troviamo i bizzarri autoritratti di Picasso e le tele di Ensor, che per mezzo delle sue maschera rivela la doppiezza dell’animo umano.

Leggi Tutto Nessun Commento

Farsi solo del male

Quando il rancore, per un’amicizia fraterna tradita, si protrae per lungo tempo.

“Il buon senso fa frenare la collera, gran virtù è perdonare un’offesa” (Proverbi 19:11PS)

Può capitare che un fratello ci deluda dimostrandosi un falso amico, specialmente se abbiamo vissuto insieme anni di intensa verità. Nulla faceva presagire che in cuor suo covava invidia per la nostra posizione teocratica, per i privilegi in congregazione, per le nostre virtù e capacità. Aveva anche pensato di ucciderci in senso spirituale. Ci ha fatto del male, è andato via dalla congregazione ed è sparito dalla circolazione. In realtà non è mai andato via, è rimasto come una spada conficcata nella nostra mente, come una brace la cui velatura di cenere continua a bruciare.

Leggi Tutto Nessun Commento

Andare oltre, guardare avanti

“Cari fratelli e sorelle, sono convinto che ciascuno di voi, presente in questa Sala del Regno è più saggio di Salomone, più bello di Absalom, più forte di Sansone, più preparato di Paolo, più ospitale di Lidia, più genuino di Pietro. Purtroppo voi ignorate questo. Non vi rendete conto che ognuno di voi se volesse, potrebbe rendere felice l’intera congregazione e trascinare tutti con voi nella felicità eterna”. 

“L’uomo che adula il suo prossimo gli sta tendendo un tranello per i suoi passi. – (Pr 29:5)

Quanto scritto sopra è una rielaborazione personalizzata tratta dal Diario di uno scrittore, di F. Dostoevskij. Quando in gioco c’è lo stravolgimento della verità e subiamo una tale situazione e la viviamo come un fattore esterno dove “possiamo fare poco al riguardo”, ci sentiamo vere vittime di un intero sistema che non funziona più. Si respira “una sensazione di impotenza”. Se ci permettiamo di divergere, il nostro pensiero viene subito tacciato in maniera brusca, rendendo la ferita più dolorosa e sconcertante.

Leggi Tutto Nessun Commento

Una bevanda che non disseta

La rassegnazione può essere vissuta più per impotenza che per scelta

‘Ubbidiamo a Dio anziché agli uomini’. –  (Atti 5:29)

Rassegniamoci a ubbidire agli uomini anziché a Dio. E’ quello che succede in alcune congregazioni, dove la scrittura di Atti è interpretata all’incontrario. Il termine rassegnazione è ambiguo perché ha in sé sfumature positive e negative. Un po’ come l’ubbidienza: si ubbidisce perché obbligati o per scelta volontaria, così c’è chi si rassegna per accettazione e chi lo fa per un senso di impotenza.

Leggi Tutto 1 Commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA