Vite in chiaroscuro

Nell’arte il chiaroscuro serve a dare forza e rilievo al dipinto. Nella vita la modestia rende il cristiano consapevole delle sue luci e ombre.

Il modesto è così modesto che non sa di esserlo e per questo non lo dice. Il superbo, che è l’opposto del modesto, non solo sa di essere superbo, ma fa di tutto per dirlo e per far vedere la sua ostentata superiorità. La modestia è una qualità morale, opposta alla vanità e alla presunzione e consiste nel non vantarsi dei propri meriti. Il contrario della modestia è superbia, alterigia, boria, presunzione, vanagloria. Il modesto riconosce i suoi limiti. Il superbo ha un amore smisurato di se stesso, un eccesso che lo convince di non avere limiti al suo essere. Inoltre, il modesto ha rispetto per i sentimenti e l’opinione degli altri. Il modesto sa fare una giusta valutazione di sé, rispetta la sua coscienza, mostrando timore, vergogna, sobrietà e un senso di onore.

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Benvenuti nel Limbo di Geova, il luogo dei suoi Testimoni inattivi

Breve analisi di una terra di mezzo e delle sue implicazioni culturali, sociali e religiose.

Limbo: dal latino limbus «lembo», «orlo». Stare ai margini, ai limiti. Dante vi mette gente di un certo spessore: «Però che gente di molto valore/conobbi che ’n quel limbo eran sospesi», anime che vivendo «senza speme… in disio» «sembianza avean né trista né lieta». Non subiscono alcuna pena, sono sospesi e vivono nell’inappagabile desiderio di veder Dio, emettendo in continuazione dei profondi sospiri che fanno tremare l’aria tenebrosa in cui si trovano. Uomini magni e senza colpa, cui mancava il battesimo. Una vita vissuta in modo immacolato ma senza retribuzione eterna. Sospesi in un limbo senza provare tristezza né gioia.

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I tre enigmi di Giorgio da Castelfranco

Perché “I due amici”, “La tempesta” e “I tre filosofi” sono considerate grandi opere enigmatiche? Anche l’artista che le ha dipinte, nonostante sia famoso in tutto il mondo, è uno dei personaggi più enigmatici della storia dell’arte.

Di Giorgio da Castelfranco, detto “Giorgione” per la sua alta statura fisica, si sa ben poco. Fu sfuggente, inafferrabile e misterioso: un mito. Di fronte ai suoi quadri le domande sono molte e le risposte mai certe, solo ipotesi. Perché questi tre quadri dovrebbero interessarci?

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L’invidioso non ha occhi, lo stolto non ha cervello e l’incostante non ha gambe

La Cappella degli Scrovegni 

I tre vizi affrescati e spiegati da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova

Grazie ai capolavori che Giotto dipinse nella Cappella degli Scrovegni, Padova è la città che nel Medioevo ebbe una straordinaria importanza culturale alla pari di Firenze. Nella Cappella, Giotto rappresentò trentanove scene bibliche e quattordici allegorie dei Vizi e delle Virtù. Soffermiamoci su tre di essi: l’invidia, la stoltezza e l’incostanza.

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