Raccontarsi

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La narrazione di sé vista con gli occhi del presente.

Il blog è un enorme post dalle pagine bianche e serve a soddisfare la necessità di autodefinirsi, di scrivere per sapere chi si è. La storia di una vita, l’esperienza di molti anni vissuti in un posto, in un gruppo, in una organizzazione, in genere non corrispondono quasi mai alla trasparenza degli eventi vissuti. La storia, pur sincera, non sempre viene raccontata in modo cristallino o per quella che realmente è stata. Essa è sempre un’interpretazione, una lettura e una rilettura nel corso del tempo. Chi ha vissuto con noi queste esperienze o è stato testimone, può avere una veduta diversa da come la raccontiamo. La storia vissuta è verità, ma è solamente l’ultima versione che ognuno offre di se stesso o degli altri. Si tratta più che altro di una interpretazione raccontata alla luce degli ultimi sviluppi e mai con gli occhi e la voce degli eventi passati vissuti in quel particolare contesto. Raccontata anni fa, la storia di ognuno sarebbe molto diversa

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Non sono nessuno, nessuno

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Come alcuni Testimoni diventano nessuno.

Durante la vita cristiana può capitare di vivere un periodo di abbattimento che può indurre a pensare di essere trascurati dagli anziani e messi da parte. Nonostante gli sforzi non sempre si riesce a superare il problema. La delusione e l’amarezza possono far vivere nell’ombra al punto di smettere di predicare e frequentare le adunanze. In congregazione, alcuni non vedendo più il proclamatore attivo, iniziano a non interessarsi di lui, anzi molti si sentono imbarazzati e indignati della sua assenza. Il legame fraterno sembra non contare più e si mantengono le distanze. E così, col passare dei giorni e dei mesi, in maniera impercettibile, si diventa inattivi. Ora, l’inattivo è presente, ma altrove: è una presenza assenza.

Dopo aver preso coscienza di questa nuova condizione, l’inattivo comincia a diventare irriconoscibile, quasi a voler annullare la sua vecchia personalità. Desidera rinascere, cancellarsi con discrezione. Cerca il

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Diventare nessuno

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Fuggire da sé e dagli uomini

Essere un tdG talvolta ti pesa. Ci sono momenti in cui vorresti tirare il fiato, sottrarti agli obblighi che ti sei o ti hanno imposto. Forse non ti senti più al tuo posto e stai valutando l’idea di rallentare e ritrovare quell’autonomia che gli impegni e le responsabilità in congregazione ti hanno fatto perdere nel corso degli anni. Ti frena il pensiero che i proclamatori considerino lo scioglimento del legame fraterno come un segno di debolezza e di mancanza di amore. Sai bene quanto l’organizzazione è esigente al riguardo. Il rischio di assuefazione che stai correndo è alto e vivere la tua relazione con gli altri in maniera insoddisfatta alla lunga sta diventando un peso che schiaccia. Sei solo da un po’ di tempo. Gli unici a tenerti compagnia sono i tuoi problemi. Sei indeciso. Vorresti fuggire da te e dagli altri ma qualcosa ti frena. 

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Più forti di prima

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Le prove come opportunità per crescere

“Resilienza” ha molta affinità con il sostantivo “resistenza”. Resilienza è riferito ai materiali superduri e alla loro proprietà di riprendere la forma originaria dopo aver subito un colpo. In campo umano è come un’officina interiore in grado di autoripararsi dai traumi della vita, una specie di sistema immunitario che si attiva nei momenti di bisogno. Chi è resiliente è in grado di affrontare con coraggio situazioni che sembrano non avere altro che sbocchi negativi. E’ una persona che raramente si lamenta o si dispera. Nonostante le ferite, si considera non una vittima, ma una persona in grado di utilizzare ogni risorsa necessaria per affrontare il futuro con speranza progettuale.

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Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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