L’isola che non c’è

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L’isola che non c’è, è il posto preferito della nostra mente.

Ogni anno che se ne va porta via con sé le gioie e i dolori che abbiamo vissuto. Per ogni anno che arriva, riponiamo in esso la stessa speranza di sempre, che sia migliore di quello passato. Con l’ultimo articolo di quest’anno che sta finendo, Inattivopuntoinfo spera che in un futuro prossimo possiamo riuscire a vedere l’isola felice, l’isola della vera vita umana, quella creata, la stessa vita di Geova cui noi ci aggrappiamo, quella a cui noi apparteniamo.

L’isola felice, è il posto preferito della mente. Questo strano comportamento della mente ci porta a mettere al centro della nostra vita cose che non esistono nella realtà. La fantasia è un istinto naturale. Sin da bambini, i nostri giochi sono stati anche le nostre prime storie; a occhi aperti abbiamo esplorato mondi fantastici, dato vita a personaggi immaginari, eroi di imprese impossibili. Abbiamo imparato storie che ci hanno cambiato.

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“La distruzione che spoglia a mezzogiorno”. – Salmo 91:6

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Una riflessione sulla “devastazione che imperversa in pieno giorno”

Tra la vasta letteratura che si occupa della depressione mentale, ci sono alcuni testi religiosi che applicano “il demone del meridiano” del Salmo 91:6 (Vg)  a quello che i greci chiamano akedìa, tradotto “tedio” o “ansietà del cuore”. Affine alla tristezza, esso mette alla prova chi vive in solitudine. Il termine italiano accidia si riferisce all’inerzia, all’indifferenza verso ogni forma di azione e iniziativa. E’ una condizione che caratterizza chi è afflitto da disinteresse, monotonia, immobilità e vuoto interiore.

E’ uno dei peggiori mali del nostro tempo perché ha un potere paralizzante. Spesso rasenta la disperazione e porta a non scorgere più la possibilità di un senso di salvezza. Alcuni hanno definito chi soffre di questo malessere “un esiliato sulla terra”, uno che desidera fortemente essere altrove. Secondo i padri della chiesa, quando il demone di mezzogiorno si è impadronito della mente, genera avversione o disgusto per il luogo, dove si vive la propria spiritualità o addirittura sdegno e disprezzo per i fratelli in fede. Uno di questi “padri” consigliava di non turbarsi troppo quando si piomba nell’oscurità, specialmente se non è colpa nostra. Sarebbe meglio considerarla un’operazione della provvidenza di Dio per motivi che solo lui conosce. Dio non abbandona l’anima in tale stato e offre una via d’uscita. Tale malattia ucciderebbe l’anima e la mente se Dio le permettesse di usare tutta la sua forza e nessuno che lotta sarebbe salvato. I più colpiti sono quelli che hanno fatto progresso nella conoscenza e nel servizio a Dio. (Acedia, il rapporto deformato con lo spazio, di Enzo Bianchi, ed. S.Paolo).

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«Spesso il mal di vivere ho incontrato»

mal di vivere

di Eugenio Montale.

Spesso il male di vivere ho incontrato

era il rivo strozzato che gorgoglia

era l’incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

                                                        L’opera è di Rossella  Granata (www.rossellagranata.it)

Spesso ho visto la sofferenza del vivere: era il faticoso fluire del ruscello che gorgoglia come in un lamento impedito nel suo scorrere, era l’accartocciarsi della foglia rinsecchita dalla calura, era il cavallo stroncato dalla fatica.

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Noi inattivi

article1559L’inattività? Un neologismo del vasto vocabolario dei testimoni di Geova.

Noi inattivi siamo un’invenzione moderna della terminologia dei Testimoni di Geova, inseriti a pieno titolo dall’Accademia della Crusca americana nel loro vocabolario ricco di parole colorate e spesso bizzarre. Ai Testimoni di Geova piace coniare parole nuove e darne poi un significato biblico.

Noi inattivi siamo i figli disabili di un’aggiunta alle parole di Gesù, riportate nel vangelo di Matteo: “E questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata… e ogni mese farete rapporto di quante ore predicate”. (Mt.24:14). Perciò chi non consegna il rapporto mensile della propria predicazione, è considerato un proclamatore disabilitato, un cristiano a mezzo servizio.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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