Colombe che gemono

Lo spirito di Dio viene in aiuto durante le nostre afflizioni anche quando preghiamo con gemiti inesprimibili. (Rom 8:26)

Durante le afflizioni, i servitori di Dio sono paragonati alle colombe che gemono. Quando si geme, le parole e i suoni non sono chiaramente espressi, anzi sono del tutto disarticolati. Il dolersi sommessamente è riferito anche alla colomba perché quando fa il suo verso, tuba in modo lamentoso. ( Is 59:11; Ez 7:16) Come la colomba, chi è afflitto vorrebbe avere “le ali per fuggire via in volo” dai dolori e dalle pene. (Sal 55:6-7) Per il suo aspetto e la sua natura dolce e mite la colomba è diventata simbolo di dolcezza, purezza e innocenza. (Mt 10:16) Questi uccelli sono noti per l’affetto e la devozione che mostrano al proprio compagno. E’ un uccello timido, che trema quand’è spaventato (Os 11:11)

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Nel deserto della vita impari a fidarti di Dio

A volte è nel deserto che l’uomo perso ritrova la sua anima

Nella Bibbia si trovano due scenari simili e contrapposti: il giardino di Eden e il deserto di Gesù. In entrambi è presente il tentatore. La prima coppia è perfetta come lo è Gesù. In Eden c’è abbondanza di cibo tra gli alberi, tranne uno l’albero della conoscenza. Nel deserto Gesù viene tentato col cibo. In entrambi i casi, la tentazione implica gli organi di senso. Il tentatore cerca di manipolare la facoltà di ricevere informazioni dal mondo esterno. Eva “vide che l’albero era buono come cibo e che era qualcosa che metteva voglia agli occhi, sì, l’albero era desiderabile da guardare”. (Gen 3:6) A Gesù, che ebbe fame, poiché non toccava cibo da quaranta giorni, il tentatore lo prova dicendogli di trasformare le pietre in pani. (Mat 4:3) Con Eva ci riesce, con Gesù no, perché lui stesso è “il pane della vita”, infatti, in un’occasione moltiplicò i pani per sfamare la folla. Visto il contesto dove furono provati, era più facile a Eva resistere che a Gesù. Invece avvenne il contrario.

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Come gestire i sentimenti feriti

Tra i tdG argomenti come dolore, sofferenza, persecuzione, morte e altre problematiche non sono mai stati un tabù. Certo, una cosa è trattarli alle adunanze o leggerli nelle pubblicazioni, un’altra è saperli applicare alle circostanze. Nonostante la mole di conoscenza, quando ci sentiamo feriti facciamo fatica a dimenticare. Perché?

Ognuno, nella vita, sperimenta in prima persona le ferite dell’anima – sia quelle inferte da noi, sia quelle inferte da altri. Alcuni abbandonano la congregazione, altri preferiscono mettersi tutto alle spalle, altri rimangono perplessi.

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Stai pensando di allontanarti da Geova?

Qualcosa ti ha amareggiato, deluso, tramortito?

Ci vuole tempo per guarire le ferite dell’anima. Soltanto quando saranno ben cicatrizzate si potrà ripartire di nuovo. “La vita continua e si va avanti indipendentemente da tutto quello che incontriamo per la nostra strada”. “Ciò che è stato è stato e non si può più cambiare”. Sono frasi che sentiamo ripeterci dai nostri cari o dai nostri amici dopo che siamo stati vittime di gravi ingiustizie da coloro che meno ce l’aspettavamo. Tutti si aspettano una reazione decisa e immediata. Si pensa che tutti i tdG devono essere alti, belli, con gli occhi azzurri, felici, allegri, attivi e produttivi. Un Testimone depresso o abbattuto non è bello da vedere in Sala, anzi scoraggia pure chi gli sta intorno. Qualche caso clinico, invece di prestare conforto, quando si avvicina a un Testimone scoraggiato, lo paragona pure a uno dei dieci esploratori che Mosè mandò nel paese di Canaan.

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Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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