C’è qualcuno a cui sto veramente a cuore?

Sì, ed è una mano amorevole

È una mano che si prende il tempo per capirti, che riconosce il tuo dolore e comprende la sofferenza. Trova il tempo per starti vicino e condivide le tue emozioni, ti sostiene, ti tratta con dolcezza, ti offre aiuto e dimostra con le sue azioni che non sei sola. QUESTA SEI TU!

Ci sono situazioni in cui pensiamo che siano sempre gli altri a doverci dare una mano. Forse è successo anche a te. Un anziano si lancia con consigli, scritture, piani d’azione, senza prima mostrarti la dovuta comprensione. È naturale che ti senta delusa, infastidita, irritata. Se poi, questo fratello minimizza i tuoi problemi o ti dice che dovresti essere più forte, è naturale che ti senta ancora peggio.

Nelle fasi del dolore abbiamo bisogno di sentirci compresi, accettati e aiutati prima di essere pronti a cercare soluzioni, strategie o nuovi modi di pensare a una situazione. In realtà chi è in grado di capirti, di immedesimarsi nel tuo dolore e di sapere quanto stai soffrendo, se non tu stessa?

Abbiamo la tendenza a criticarci, a rimproverarci e a sentirci sconfitti già in partenza. Impara a essere gentile con te stessa, a volerti bene. Non lasciarti trascinare nella palude dei ricordi dolorosi. Chiudi il becco a quella voce che si trova dentro la tua testa e che non sta mai zitta.

Ritorna al presente, non rimanere ancorata nel passato, pensa al futuro.

Ricorda che non tutti i pensieri negativi si possono eliminare. Inutile intraprendere battaglie perse in partenza. Ad esempio, quando si impara una lingua straniera non si dimentica l’italiano. Perciò puoi mettere nella tua mente ogni sorta di pensiero positivo, ma ci sono certi pensieri che non si possono dimenticare.

Tuttavia c’è un approccio alternativo per distaccarti dai pensieri nocivi. Se gli altri non ci sono, tu ci sei sempre. Rispetto agli altri sei in una posizione speciale. Tu conosci meglio degli altri i tuoi problemi. Perciò, se per primo non risolvi da te i problemi non aspettarti che lo facciano gli altri.

A meno che tu non sia una disabile spirituale, ci sono momenti nella vita in cui è necessario correre nel tuo percorso cristiano

Ti devi abituare ad agire subito. Devi saper camminare con le tue gambe. A volte è necessario correre. Nessuno è padrone della tua fede. Quando sei distrutta, la ricostruzione deve partire dal tuo interno.

Se non ricostruisci il tuo aspetto interiore non ci penserà nessuno a farlo. Questo non è egoismo o disinteresse degli altri, ma è un principio cristiano di maturità. Solo i bimbi hanno bisogno di un adulto per camminare.

Non farti influenzare dagli scontenti i quali dicono che in congregazione non c’è amore, interesse, e tante altre sciocchezze. Forse esisteranno casi isolati, ma in generale non è così.

E anche se fosse così come ti dicono, ricorda che Cristo ci insegnò a mostrare un amore altruistico disinteressato, dove OGNI cristiano è partecipe nel dare. Anche tu! Quanti di questi scontenti agiscono per primi in modo da far crescere l’amore nelle congregazioni?

La frase “Dio aiuta coloro che si aiutano da soli” è un motto che enfatizza l’importanza dell’iniziativa e dell’agire. Fino a un certo punto un fondo di verità in questo detto c’è. Ma è ancor più vero che dopo aver fatto tutto il possibile per trovare una soluzione ai nostri problemi e non ci siamo riusciti, Dio ci incoraggia a gettare i pesi su di lui ed egli stesso ci sosterrà. (Salmo 55:22)

Anche Gesù invita chi si sente oppresso ad andare da lui per ricevere ristoro (Matteo 11:28). Sono azioni da fare come estrema ratio, cioè dopo aver fatto ogni sforzo per risolvere personalmente il proprio problema. Non l’anziano Godot, ma Geova e Gesù sono le prime persone a cui rivolgersi per affrontare un problema soffocante.

La Bibbia indica che è necessario avere una giusta dose di amor proprio. Amare sé stessi porta ad avere cura e rispetto di sé, e una certa autostima (Matteo 10:31). Piuttosto che incoraggiare l’egoismo, la Bibbia dà all’amor proprio la giusta importanza.

La compassione per noi stessi è essenziale per ricostruirsi interiormente. Quando la realtà ci prende a schiaffi, abbiamo bisogno di tutta la dolcezza possibile. Quando non ce la facciamo o veniamo rifiutati; quando sbagliamo; quando ci scopriamo ad agire in modi che non approviamo: in tutti questi casi la tendenza naturale della nostra mente è quella di malmenarci.

Siamo strani e spesso contradditori: ci facciamo male da soli e pretendiamo l’aiuto dagli altri. Se non sei tu presente nel tuo dolore non puoi pretendere che lo siano gli altri.

Allora, c’è qualcuno a cui stai veramente a cuore? Sì, questa sei proprio TU!    

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