CERTEZZE E OPERE

Molti cristiani sono certi che la salvezza dipende dalle loro opere. Alcuni sono anche certi che un cristiano “inattivo” se non predica e non frequenta le adunanze non sarà salvato ad Armaghedon. E’ così?

E’ imperativo (!) osservare i frutti dello spirito esposti nelle Sacre Scritture per poter avere l’approvazione di Dio. Ma, si deve sottolineare che è lo Spirito Santo a dare al cristiano la capacità di operare bene. Non possiamo pensare che le nostre buone opere siano la base della salvezza. La salvezza non si guadagna, essa è un dono dell’immeritata benignità che riceviamo solo grazie al sacrificio di Gesù. Ogni cristiano deve acquisire certezze stabili ed essere attivo nell’esercizio dei frutti dello spirito (predicazione e adunanze sono subordinate ad esse, ma non sono prima di loro per importanza). Le cose che accompagnano la salvezza sono la conoscenza, la fede, il pentimento, l’obbedienza, l’amore, la preghiera, la perseveranza e la speranza. Sono queste le certezze che inducono il cristiano a operare.

E’ possibile perdere sicurezza e soffrire interiormente. Ricordiamoci che la felicità non dipende dalla certezza. Tanti sono certi di quello che fanno ma non per forza sono felici. Quando si perdono le certezze non si perdono le benedizioni che Dio ha elargito in passato. Le certezze non sono gli altri a farcele perdere, anche se si deve riconoscere che alcuni ci mettono grandemente alla prova. E non ce li toglie nemmeno Dio. Giobbe sperimentò il più profondo senso di abbandono, eppure conservò una forte certezza (Giobbe 19:25). Non confondiamo la perdita con l’abbandono. Dio non potrà mai abbandonarci fin quando vede anche una piccola cosa positiva di lui nel nostro cuore.

Un cristianesimo superficiale è una falsa sicurezza per la salvezza. Molto controversa è la questione “sull’autorità” nelle congregazioni. Sono in tanti ad avere la certezza che la sola autorità nella congregazione è quella di Cristo. E in tanti sono quelli che invece sostengono che l’ubbidienza e la sottomissione va mostrata anche a coloro che guidano le congregazioni. Non è questo il punto per essere salvati o no. Leggetevi attentamente il contenuto della Prima lettera di Giovanni, di cui riportiamo solo alcune frasi:

“Se dichiariamo di partecipare con lui, ma camminiamo nelle tenebre, mentiamo”; “Se diciamo di non aver nessun peccato siamo bugiardi”; “Se qualcuno commette peccato, abbiamo un soccorritore Gesù CristoEgli è un sacrificio propiziatorio per i nostri peccati” [non le nostre opere]; “Chi ama il suo fratello rimane nella luce, chi lo odia è nelle tenebre”; “Non avete bisogno che qualcuno vi insegni se avete l’unzione in voi”; “Chi pratica il peccato ha origine dal Diavolo. Per questo scopo il Figlio di Dio fu reso manifesto, per distruggere le opere del Diavolo”; “Dobbiamo avere amore gli uni con gli altri”; “Chi chiude la porta delle sue tenere compassioni in che modo l’amore di Dio rimane in lui?”; “Qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo le cose che sono piacevoli ai suoi occhi. In realtà, questo è il suo comandamento, che abbiamo fede nel nome del suo Figlio Gesù Cristo e che ci amiamo gli uni gli altri”. Se le certezze e le opere non sono basate sull’amore di Dio (da non confondere con il nostro amore) non servono a nulla per la salvezza.

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Commenti (1)

  • Anonimo

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    condivido appieno!

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