Chi sa dubitare delle sue opinioni si rende una persona migliore

I testimoni di Geova non sono immuni dalle difficoltà. Alcuni problemi irrisolti possono minare la propria fede e suscitare dubbi in ciò in cui si crede. È normale, oltre che ragionevole, mettere di tanto in tanto in discussione le proprie opinioni personali. 

Una certa ignoranza – nel senso di «sapere di non sapere» –  può rivelarsi utile per accrescere la propria conoscenza. L’ignoranza come forma di saggezza? Nel mondo del web è evidente al navigatore accorto la presunzione di sapere di molti che scrivono e commentano sui valori come la verità, la Bibbia, Dio, il giusto, le virtù, l’etica.

Socrate ci insegnò una memorabile lezione: saper dubitare delle nostre opinioni ci rende persone migliori. Una caratteristica dei suoi personaggi sono: un opponente che pone la domanda: “che cosa è X?”. E un proponente, che risponde alla domanda e che difende la tesi X. In molti di questi dialoghi, Socrate fa finta di non sapere e si lascia coinvolgere nella tesi dell’altro. Il suo scopo è di farlo cadere in contraddizione in modo che si confuti da solo. Alla fine chi proponeva la sua tesi, credeva di sapere, ma in realtà non sapeva o non conosceva altri aspetti importanti o punti di vista differenti.

Nella dialettica socratica, “una bella ragazza” non risponde alla domanda “cosa è la bellezza?” In effetti questo modo di confrontarsi può spazientire gli interlocutori, che spesso accusavano Socrate di porre solo domande e mai risposte. In realtà, costoro non sapevano che colui che impara a dubitare non impone significati e verità assolute.

Non si tratta dunque di un elogio dell’ignoranza, ma nel manifestare un atteggiamento opposto. Per Socrate è sapiente non colui che è convinto delle proprie opinioni, ma colui che sa dubitare delle proprie opinioni. “Sapere di non sapere” è il primo strumento per ribattere le opinioni false e per cercare il meglio della verità. Ciò che conta non è l’astrattezza dei concetti, ma quanto è pratico e veritiero nella vita.

La certezza è la conoscenza sicura di un fatto, una convinzione in una promessa garantita. Di quali certezze ha bisogno dunque il cristiano? Fondamentalmente poche: Geova è l’Iddio che mantiene le promesse e nei momenti di bisogno ci viene incontro per aiutarci (Isaia 41:10). Questa non è un’opinione soggetta a cambiamenti o a dubbi, è una sicurezza attendibile.

L’opinione non è una certezza ma un concetto che si forma quando mancano certezze vere per giudicare in modo reale e veritiero. Oggi molti vivono un eccesso di amor proprio, sono troppo innamorati di sé stessi. Hanno un’opinione così alta di sé che non permettono a nessuno, nemmeno a Dio, di dire loro cosa è giusto o sbagliato. Il modo in cui vengono considerati i tdG è un chiaro esempio di quanto sia diffuso questo atteggiamento.

Inoltre, l’orgoglio sviluppa una smisurata opinione di sé stessi e delle proprie opinioni. Nella Rete molti si sentono superiori agli altri, al contrario i cristiani sono esortati a “non avere un’opinione di sé più alta del dovuto, ma di avere un’opinione di sé che dimostri buon senso, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato” (Romani 12:3).

Costoro che sanno solo criticare e vedere il male anche dove è bene sono felici? Hanno una famiglia unita o dei veri amici? Hanno una stretta amicizia con Dio? Che speranza hanno per il futuro?

Dio ricorda a Giobbe la creazione del mondo per ribadire la sua grandezza cui l’uomo non riuscirà mai a dare una spiegazione. Chi è l’uomo da volere capire i piani di Dio o da mettersi di fronte per sfidarlo e accusarlo di ingiustizie? Dillo se sei così intelligente e hai delle opinioni altrettanto intelligenti! (Giobbe 38:4)

Le cattive opinioni sono come le cattive compagnie: corrompono i pensieri, le parole e le azioni! (1 Corinti 15:33). Come sono vere le parole: “Chi va con i saggi diventa saggio; chi frequenta gli stolti diventa [non stolto, ma] malvagio”. (Proverbi 13:20, Ga) Gli amici edificanti non si trovano così facilmente in Rete, perché essa, principalmente, non ha valore educativo né amicale. Il cristiano tdG non trascorre del tempo con persone dall’inclinazione non spirituale, ostile e critica.

Se le opinioni degli altri ti hanno influenzato la mente al punto di corrompere le tue sane abitudini spirituali e ti sei allontanato dalla congregazione, sei sempre in tempo per cambiare opinione. Dicono che solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione. Tu sei vivo e stupido non lo sei!

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