Chi sono i veri discepoli di Cristo?

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I requisiti sono tre e li troviamo nel Vangelo di Giovanni:

(1) “Se rimanete nella mia parola, siete realmente miei discepoli”. (Giov.8:31)

(2) “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”. (Giov.13:35)

(3) “Continuate a portare molto frutto e dimostratevi miei discepoli”. (Giov.15:8)

‘Rimanere nella parola’ di Gesù significa perseverare nell’insegnamento della Bibbia, meditando su di essa.

‘Portare molto frutto’ si riferisce al frutto dello Spirito e al frutto del Regno.

‘Abbiate amore’, la Torre di Guardia dell’1-2-1993, in uno dei tre articoli di studio, applica uno dei tre requisiti (l’amore) alla ricerca delle pecore smarrite. Di tale requisito vogliamo parlare in questo articolo.

Gesù disse a Pietro di “rafforzare i suoi fratelli”, perché anche loro, come lui, avrebbero abbandonato Gesù. Capito? Pietro e gli altri apostoli abbandonarono Gesù proprio nel momento di maggior bisogno. A chiunque può capitare di abbandonare Geova e Gesù. Conosciamo fratelli di grande spessore spirituale e che mai avremmo immaginato che diventassero inattivi. Pensiamoci “settanta volte sette” prima di giudicare chi ha perso i contatti con la congregazione, perché potrebbe capitare a ognuno di noi. Il nostro compito non è quello di giudicare, ma di ‘parlare in maniera consolante alle anime depresse’ e ‘sostenere i deboli’. ( 1 Ts.5:14) Gesù fece due illustrazioni per aiutare i suoi discepoli a comprendere cosa implica l’amore verso i propri compagni di fede, indicando: (1) quali sentimenti dovremmo provare e (2) cosa fare per aiutarli. Egli evidenzia questi due punti con le illustrazioni della pecora smarrita e della moneta smarrita. (Luca 15:4-10)

La moneta di Dio

Le due pecore di Gesù

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Smarrita ma preziosa

Ciò che si era smarrito nelle illustrazioni di Gesù, continuava a essere prezioso per il proprietario. Allo stesso modo, Geova considera preziose queste persone che si sono allontanate, soprattutto quelle che se aiutate nel giusto modo desiderano nel loro cuore ritornare. Se non le ricerchiamo, non possiamo sapere se vogliono ritornare a Geova. Le due illustrazioni indicano che possiamo farlo (1) prendendo l’iniziativa, (2) mostrando gentilezza e (3) compiendo un premuroso sforzo.

Iniziativa

Nella sua ricerca il pastore persiste ‘finché non la trova’. Nulla lo può fermare. Senza iniziativa non c‘è ricerca. Le parole di Paolo in Tessalonicesi, di ‘parlare con consolazione’ erano rivolte all’intera congregazione di Tessalonica. Prendere l’iniziativa è compito di tutti i cristiani. Per tanti è dura comprendere questo punto che li riguarda. Non dobbiamo aspettare che venga qualcuno a dircelo, Geova ce lo ha detto molto tempo fa. L’iniziativa di mostrare amore è nella natura dell’amore. Il nome Geova, implica il “divenire”, “mostrare ciò che mostra di essere”, perché “Dio è amore”. (Es.3:14; 1 Gv.4:8) E’ l’amore che lo spinge a prendere l’iniziativa.

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Mostrare gentilezza

Chi ha perso i contatti con la congregazione può essere esausto in senso spirituale, troppo fragile per superare gli ostacoli per ritornare. Nell’illustrazione di Gesù, il pastore si mette la pecora sulle spalle. Così, anche noi dobbiamo chinarci, figurativamente parlando, sollevarla con delicatezza e riportarla indietro. Come il pastore, siamo noi che dobbiamo riportarla indietro. A questa persona manca la forza per farlo, non riesce a tornare da sola, ha bisogno del nostro sostegno. Qualcuno con problemi mentali, ha definito l’inattività di questi fratelli “eutanasia spirituale”. In nessuna parte della Bibbia, nemmeno nelle pubblicazioni dell’organizzazione c’è questa definizione demenziale. La Bibbia la pensa in maniera completamente diversa. In 2 Corinti 11:29, Paolo dice che dobbiamo ‘essere deboli come lui’, nel senso di provare empatia. Dobbiamo essere per lui “un fratello nato per quando c’è angustia”. (Prov.17:17) Come Geova dobbiamo manifestare sentimenti di vicinanza a chi ha “il cuore rotto e lo spirito affranto”. (Salmo 34:18) Se non li andiamo a trovare e non gli parliamo, non potremo mai sapere cosa provano ancora per Geova. Il giudizio negativo anticipato è sempre condannato.

inattiva-in-salaLa ricerca costa fatica

L’obbligo di aiutare i cristiani inattivi non è al di là delle nostre possibilità, anche se farlo richiede sforzo.  Perché non organizzarsi con gli anziani per consegnargli l’opuscolo Ritorna a Geova? Se non si prova a dare, non si prova gioia nel dare. (At.20:35b) Se vogliamo crescere nell’affetto, ognuno di noi deve sforzarsi di interessarsi di questi cari fratelli che Geova, non dimentichiamolo, considera ancora preziosi. Quando Geova assicura che ‘cercherà la smarrita, fascerà la malata’ e proverà compassione per queste pecore smarrite, con chi pensate che lo faccia? Lo fa per mezzo nostro.  Se non lo facciamo noi, ci priviamo e priviamo altri del suo amore. Se mostriamo disinteresse siamo persi anche noi. A parole tutti siamo capaci di amare. Amare costa fatica e senza sforzi non si riesce ad amare.

(Articolo tratto dalla Torre di Guardia dell’1-2-2003, pp.13-18)

 

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