Ci vuole arte per capire l’inattivo

campo di grano con mietitore, van gogh

 Un critico d’arte sa cogliere le varie sfumature ed è in grado di valutare  l’opera dopo un serio approfondimento. Non esprime un parere senza sapere, altrimenti pregiudica la sua reputazione di critico d’arte.

Immaginiamo un quadro di Van Gogh, per esempio Campo di grano con mietitore. Se analizziamo i colori usati, le sue pennellate e il contesto in cui  Van Gogh dipinge il quadro, riusciamo ad avere un insieme particolareggiato che ci aiuta a comprendere meglio il senso  della sua opera. Dalla finestra della sua camera dove era ricoverato, Van Gogh dipinge un campo di grano circondato da mura con i monti sullo sfondo. Il grano è riprodotto per mezzo di pennellate lunghe e ondulate, formando delle spirali, mentre il mietitore è ritratto come un ossesso che lotta sotto il sole cocente. Deve finire il suo lavoro al più presto.

Il mietitore è una metafora biblica che Van Gogh cerca di trasmettere all’osservatore mediante la vibrazione dei colori. Nelle sue opere l’artista olandese esprime in maniera maniacale una realtà parallela della sua vita. Una visione schizofrenica della natura, che soltanto un genio di grande sensibilità come lui riesce a trasmettere nelle sue opere. Van Gogh ha la capacità di trasfondere attraverso i colori luminosi l’intensità del sole e il riverbero dell’oro solare che infiamma il campo di grano con i suoi raggi. Se non si conoscessero i particolari della sua vita e della sua personalità, nessun critico oserebbe definire le sue opere come quelle di un pazzo. I geni precorrono sempre il loro tempo ed è rarissimo che i contemporanei li capiscono. Un critico d’arte sa cogliere le varie sfumature ed è in grado di valutare l’opera dopo un serio approfondimento. Non esprime un parere senza sapere, altrimenti pregiudica la sua reputazione di critico d’arte.

Conoscere i particolari ci aiuta ad avere una visione globale della situazione. Questo aspetto è utile quando si cerca di visitare un inattivo. Innanzitutto: “Perché un fratello decide di diventare inattivo?” Può darsi che non abbia deciso un bel niente. Forse è giunto all’inattività senza un perché, in maniera graduale e impercettibile. La visita a un inattivo presuppone non solo incontro ma anche rischio, quasi un’avventura spirituale. Tuttavia, questo incontro può portare a una conoscenza autentica del fratello. I pastori, naturalmente, devono guardarsi dai pregiudizi e dalle giustificazioni. Giustificarsi perché si è venuti meno ai propri doveri non serve anzi potrebbe irritare. Non si giudica la fede degli altri in base ai propri parametri. La fede cristiana è il risultato di una lunga storia fatta dalla somma di esperienze con Dio, nella buona e nella cattiva sorte. Una storia lunga anni. Negare tale storia è negare il passato di Dio con un uomo di Dio. Non si può ridurre il giudizio in base a ciò che si vede. Tutto quello che si percepisce è solo una parte ristretta della realtà. Soltanto i mediocri basano il proprio metro di valutazione sulle prime impressioni. Inoltre, ogni inattivo è diverso dagli altri così come ogni opera d’arte differisce da un’altra.

Un quadro lo capisci se ci vai dentro. I veri pastori devono avere la stessa capacità che ha un critico d’arte quando spiega con passione un quadro. Non basta leggere la solita scrittura annotata nell’ultimo foglio bianco della Bibbia. Se non si sa, è meglio stare zitti. Nelle opere dei pittori sono nascoste storie segrete stratificate nelle immagini e che il tempo a volte rende oscure ed enigmatiche. L’arte è un affascinante viaggio dentro le immagini. L’aiuto a un inattivo è un affascinante viaggio dentro la sua anima. Sei pronto per questo viaggio?

 

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