Come combattere gli ignoranti?

Irragionevoli, ottusi, caparbi, presuntuosi, frustranti, corrosivi. Gli ignoranti sono dappertutto, anche nelle congregazioni.

Asino, capra, gallina, oca, civetta, allocco e così via. Per colpa di antichi pregiudizi e luoghi comuni attribuiamo agli animali ciò che noi umani consideriamo stupidità o ignoranza. Quasi sempre si tratta di giudizi clamorosamente falsi. L’animale usa il cervello che ha e lo usa per quello che è. L’uomo ha un cervello superiore a tutte le creature e lo usa male. Per questa ragione, molti sono convinti che “l’animale” più stupido sia l’uomo.

Quali strategie adottare? Una è quella di non avere la pretesa che tutti siano intelligenti come noi crediamo. Spesso l’ambiente familiare e l’educazione ricevuta incidono molto sulla crescita intelligente di una persona. Non tutti sono fortunati dalle opportunità della vita. Nessuna persona intelligente è obbligata a immischiarsi con gli ignoranti. Tantomeno convincere un ottuso a cambiare la sua opinione. A volte pensiamo che si tratti di ottusità, invece si tratta di profonda convinzione e forse a non capire siamo noi. Capita. Perché alcuni s’impuntano ottusamente? Per capirlo, dobbiamo sforzarci di vedere le cose a modo loro.

La conoscenza e l’autorevolezza su un determinato argomento possono far tacere uno stupido. Inutile dibattere su argomenti controversi che possono irritare. E’ saggio non cadere nella malsana tentazione di dimostrare a tutti i costi di avere ragione. Essere gentili, cortesi ed educati serve a combattere le volgarità e la cattiva educazione. Se proprio non c’è più altro da fare, ignoriamoli. Può sembrare assurdo, ma è sempre meglio portare rispetto per l’ignorante. Nella vita non si sa mai…

A causa dell’ignoranza e dell’insensibilità dei loro cuori, molti odiano i veri seguaci di Cristo. (Ef 4:18) L’opposizione alla verità può nascere dall’ignoranza e contribuisce alla persecuzione. (Giov 16:2, 3) Molte persone sincere agiscono in modo malvagio perché non hanno accurata conoscenza della volontà di Dio, come avvenne nel caso di Paolo. Molti sinceri rifiuti sono scambiati per irragionevolezza. Sono in tanti a pensare che i tdG sono fanatici, ignoranti e irragionevoli. Tutto il mondo è paese. Non dovremmo prendercela, anzi Ecclesiaste 7:21,22 ci consiglia di “non porre il cuore al male che il popolo può pronunciare su di noi, perché sappiamo bene che anche noi stessi abbiamo parlato o invocato il male sugli altri”.

Si deve stare attenti a non fare confusione tra ignoranza ed errore. Sono due cose diverse. L’ignoranza è mancanza di conoscenza, l’errore è falsa conoscenza. L’ignoranza è un’omissione, l’errore è un’azione. Nell’ignoranza non ci sono fatti, nell’errore sì. L’errore è peggiore dell’ignoranza. E’ pur vero che l’ignoranza porta quasi sempre all’errore. L’ignoranza è inevitabile, conoscere tutto è impossibile. L’uomo non finirà mai di imparare. (Eccl 3:11) Ignorabimus! 

 

La cosa che più ci stupisce è che l’ignoranza va di pari passo con la conoscenza. Più cose impariamo a conoscere più ignoranza si forma.

Non tutta l’ignoranza è malvagia e da condannare. Non sapere una cosa non è sinonimo di stupidità e il fatto di accumulare conoscenza non significa trasformare l’ignoranza in conoscenza. Ci convinciamo male, che l’ignoranza di un individuo sia l’individuo stesso, come se fosse una colpa personale. Le due cose sono diverse.

Se vogliamo evitare problemi in congregazione, una buona norma è quella di evitare di credere di avere la conoscenza assoluta delle cose. Tali convinzioni paralizzano la vitalità della comunicazione con il rischio di cadere nelle ovvietà e nell’inattività. Nelle congregazioni ci si affida ai responsabili perché si parte dal presupposto che conoscono bene i fatti e che hanno la soluzione. Anche se non sappiamo ci fidiamo, come si fida il malato del medico che deve operarlo. Ma non tutti gli interventi garantiscono la riuscita. Certi interventi possono causare danni irreparabili. Comunque, c’è sempre una via d’uscita. Una strada può portarci dentro un tunnel, ma è pur sempre la stessa per uscirne.

Pensare che si esca dalla trappola dell’ignoranza con la diffusione della conoscenza è un’illusione. Gran parte dei tdG non ha il tempo e nessuna voglia di rimuovere gli ostacoli che impediscono di conoscere. Per sapere conta l’interesse e l’attenzione, qualità spesso assenti tra i tdG. Ci riferiamo ai fatti che non provengono dall’interno, ma dall’esterno dell’organizzazione. Dare retta a questi fattori è ritenuto fuorviante. E’ meglio mettersi l’anima in pace se si crede che i cambiamenti possano avvenire dall’esterno invece che dall’interno.

Non dobbiamo concludere che tutti i tdG sono ignoranti al di fuori della loro comunità. L’ignoranza può essere creata involontariamente dalle norme che si sono date per gestirsi. Di conseguenza, non sono le persone da discutere ma le norme che regolano i rapporti nell’organizzazione. Lasciamo perdere i complottisti della verità, a volte sono più ignoranti e dogmatiche le loro accuse che l’intero credo dei tdG. Con questo non vogliamo dire che non esistono problemi seri tra i tdG. Il problema è che non tutti se ne accorgono, anzi a molti le cose stanno bene così. Punto e a casa.

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Sorveglianti e anziani: volenterosi megafoni

Il CD trasmette le direttive alle congregazioni tramite i sorveglianti di circoscrizione e gli anziani. Non vogliamo riproporre la spinosa questione se questi nominati lo sono per vocazione, per esercitare il potere o se lo fanno per mestiere. A loro interessa l’accuratezza della trasmissione degli ordini e qualche volta la loro applicazione. Non si pongono domande se queste direttive siano appropriate o meno. Per loro sono verità assolute. Pur avendo autorità, il loro incarico è strutturato in modo tale da non fare indagini in merito. Mancano di autonomia, seguono prassi consolidate.

Alcuni sorveglianti hanno lavorato tanto per esserlo; altri anziani hanno fatto lo stesso; invece alcuni non hanno fatto niente per meritarselo. Medici, avvocati, ingegneri, sono padroni del loro campo, loro sono padroni di che? Di cosa sono esperti? Essi sono semplicemente dei megafoni di buona qualità. Mezzi altrui per riportare voci senza nemmeno pensare se si è d’accordo o no. Categoria genuflessa.

Non c’è peggior cosa di una congregazione non informata. Una cosa è quando i fratelli non sanno qualcosa e ne sono consapevoli, l’altra è quando non sanno e credono di sapere. A causa dei loro obblighi questi nominati vanno avanti per abitudine e se qualcuno incomincia a pensarla diversamente non ha scampo: deve adeguarsi o dimettersi, altrimenti viene rimosso. Il mondo è pieno di megafoni volenterosi al servizio dei potenti. Anche tra i tdG.

(Terza ed ultima parte)

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Per saperne di più sul tema dell’ignoranza:

? Il paradosso dell’ignoranza da Socrate a Google,

di Antonio Sgobba,

il Saggiatore, pagine 344.

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