Come nuvole di passaggio

    Un nuovo tipo di nuvole: le asperitas

Dio si nasconde dietro una nuvola. – Esodo 19:9.

 «Cosa sarebbe Dio senza una nuvola che lo cela?» si chiede Rainer Maria Rilke. Le “nuvole”, nella Bibbia, oltre a indicare la presenza invisibile di Dio, indicano qualcosa di buono per coloro che hanno il suo favore. (Proverbi 16:15) Salomone disse : “Chi guarda le nuvole non mieterà”, riferendosi all’esitazione e all’indecisione di quelli che non portano frutto. (Ecclesiaste 11:4) Le leggere nubi del mattino che presto scompaiono sono usate metaforicamente per indicare l’incostante benignità umana e la brevità della vita. (Osea 6:4) Anche colui che si vanta della sua generosità, ma non dà mai, delude come una nuvola senza pioggia. (Pr 25:14)

Quelli che si professano adoratori di Dio ma vivono una vita contraria ai principi cristiani sono paragonati a nuvole senz’acqua sospinte dal vento. (Giuda 12). Pietro mette in guardia dai falsi maestri paragonandoli a “nubi spinte da una violenta tempesta” (2 Pietro 2:17-19). Giacomo rammenta i cristiani di tener conto di Geova in tutti i loro progetti, ricordando la natura transitoria della vita che come un vapore presto scompare (Giacomo 4:14).

Nuvole significa essere sospesi, stare a mezz’aria, in attesa di essere definito, stare in uno stato d’incertezza, di attesa ansiosa. E’ riferito spesso a un’idea di precarietà e d’instabilità. A volte, siamo come le nuvole, sospesi in attesa che succeda qualcosa. Oppure, ci paragoniamo a delle nuvole quando siamo di passaggio e vediamo scorrere il tempo del mondo sottostante. La nuvola si lascia trasportare dal vento, non lotta e non oppone resistenza, non ha dimensione, né provenienza e può andare in qualsiasi direzione. A volte ci sentiamo liberi e leggeri di volare come le nubi e come loro non prendiamo una posizione: né in cielo né in terra. Ci lasciamo semplicemente trasportare dagli eventi, cambiando continuamente forma. Densi e consistenti da lontano, impalpabili e impercettibili da vicino, le nuvole nascondono la luce del cielo. Per questo motivo, l’anima quando sa di sbagliare, sente il bisogno di essere nuvola: per non vedere chiaramente ciò che è quando si rispecchia nella luce divina.

Il nostro sguardo è concentrato sulle nuvole o sulla luce? I fratelli si ricordano di noi come quelli che se ne sono andati via come nuvole, non si sa dove? Siamo quello che abbiamo smarrito?

«Siamo chi se ne va. (…)
Sei nuvola, sei mare, sei l’oblio.
Sei anche tutto quello che hai smarrito».

(Jorge Luis Borges)

 

La pupilla raffigurata da Magritte racchiude un sole nero, la cui attenzione dell’osservatore viene indirizzata nello strato di nuvole sullo sfondo di un cielo azzurro. L’occhio riflette una falsa realtà, perché se si tratta di uno specchio dovrebbe riflettere il volto dell’osservatore e non quanto raffigurato. Le nuvole sono leggere, si muovono in continuazione, cambiano forma spostandosi con il vento, sembrano sospese e tendono a cadere. La caratteristica del quadro è che ognuno lo può interpretare a modo suo, e la mente può associare la nuvola a ogni figura in base al particolare stato d’animo che si vive. Si può dire che l’occhio dell’anima fotografa nella nuvola ciò che noi immaginiamo o desideriamo in maniera inconscia.

 

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