Come possiamo aiutare i nostri fratelli che sono inattivi a ricominciare a partecipare all’opera di fare discepoli?

Un altro nuovo articolo sui fratelli lontani pubblicato sulla rivista La Torre di Guardia (edizione per lo studio) Novembre 2020

Poco prima della sua morte, gli apostoli, che il quel momento erano scoraggiati, abbandonarono Gesù e fuggirono. (Marco 14:50; Giovanni 16:32). Nonostante l’abbandono Gesù non perse la fiducia in loro, erano sempre i suoi “fratelli” (Matteo 28:10a).

La Torre di Guardia ribadisce che oggi non abbiamo dimenticato quelli che hanno smesso di partecipare con noi al ministero. Sono nostri fratelli: li amiamo e ci interessiamo di loro. E’ bene ricordare tutto quello che questi cari fratelli hanno fatto in passato nel “servire Geova e i santi”, forse per decenni (Ebrei 6:10).

Ci mancano davvero tanto (Luca 15:4-7)

Nell’articolo sono elencati tre modi pratici per aiutare chi è inattivo.

  1. INVITIAMOLO. Possiamo incoraggiare chi è inattivo a frequentare le adunanze della congregazione, se non lo sta già facendo. Siamo consapevoli che potremmo doverlo invitare più volte prima che venga. Quando accetta l’invito siamo felici, proprio come lo fu Gesù quando i suoi discepoli accettarono il suo invito (Matteo 28:16; confronta Luca 15:6).
  1. ACCOGLIAMOLO. Quando i discepoli arrivarono, Gesù li accolse andando loro incontro e poi iniziò a parlare (Matteo 28:18). In modo simile, dovremmo essere pronti ad accoglierlo con affetto quando viene alle adunanze.. Forse siamo preoccupati perché non sappiamo cosa dire, ma senza metterlo in imbarazzo possiamo semplicemente dirgli che siamo felici di vederlo.
  1. RASSICURIAMOLO. Chi è inattivo ha bisogno di essere rassicurato. Forse è spaventato all’idea di dover ricominciare a predicare. Rassicuriamolo del fatto che non dovrà predicare da solo. Quando sarà pronto, potremo accompagnarlo nel ministero. Sicuramente sarà contento di avere il nostro aiuto quando ricomincerà a predicare.

Dimostriamo, dunque, a coloro che sono inattivi che per noi sono fratelli e sorelle. I risultati potrebbero essere molto incoraggianti. Facendo questo seguiamo l’esempio di Gesù, che disse: “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e portare a termine la sua opera”.

Anche noi ci teniamo molto a portare a termine l’opera che ci è stata affidata. E vogliamo che anche altri, compreso chi è inattivo, perseverino in quest’opera insieme a noi (Matteo 24:13).

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