Come reagisci alle scoppole della vita?

Tanti anni fa era normale vedere un bambino imparare un mestiere e ricevere scoppole “propedeutiche”, che il bottegaio sferrava ai novelli garzoni per fargli imparare meglio il mestiere.

I vetusti se lo ricordano ancora e rimpiangono quei tempi. Senza quelle scoppole non avrebbero imparato così bene il mestiere. Oggi le cose sono cambiate radicalmente.

Una volta, il maestro di scuola bacchettava severamente chi non studiava o non si comportava bene. Pochi avevano il coraggio di raccontarlo ai propri genitori. Farlo avrebbe comportato altre sberle, a prescindere dal torto o dalla ragione. Oggi c’è chi rimpiange quei gesti e chi invece li ritiene atti diseducativi e violenti.

LA SCOPPOLA COS’E’.

La scoppola è quella parte posteriore della testa e del collo, detta nuca, che viene colpita in modo molto forte con una mano. Si tratta di un colpo violento. In senso figurato potrebbe essere una grave perdita, un danno economico, una pesante sconfitta o anche un danno fisico per malattia. Ha come sinonimi: ceffone, sberla, schiaffo, legnata, mazzata, stangata, tracollo.

Come reagire di fronte alle scoppole? Prima di morire Gesù venne schiaffeggiato da una delle guardie del sinedrio. La Bibbia dice: “Quando veniva insultato, non rispondeva insultando. Quando soffriva, non minacciava, anche quando ricevette uno schiaffo violento, ma si affidava a colui che giudica con giustizia” (1 Pietro 2:23). Gesù ci lasciò un ottimo esempio di autocontrollo.

Gesù sapeva cosa aveva fatto scrivere Geova in Proverbi 24:29: “Non dire: ‘Proprio come ha fatto a me, così farò a lui. Renderò a ciascuno secondo le sue azioni’”. Gesù non voleva nemmeno che i suoi seguaci litigassero. Chi ci casca dimostra non essere migliore di chi ha attaccato lite.

Il cristiano forte spiritualmente è risoluto a non reagire male. Si diventa risoluti grazie allo spirito di Dio, alla sua Parola e alla convinzione che mettere in pratica i principi cristiani è un bene.

La forza mentale è connessa all’intelligenza emotiva e accrescendo la seconda si rafforza la prima. Per riuscirci è importante anche quello che si evita di fare. Per questo motivo chi è forte non si lascia prendere dal male, è consapevole che il successo dipende dal tipo di reazione che si ha quando le sberle morali fanno veramente male.

Portare rancore significa accumulare stress, ecco perché il cristiano forte emotivamente mantiene le distanze da coloro che covano malumore e autocommiserazione. Quando è piegato dalle avversità non si lascia influenzare negativamente dai falsi confortatori, le cui parole fanno più male delle botte fisiche.

State attenti nel web ai falsi amici. I loro consigli possono incenerire la vostra fede in Geova (Giobbe 13:12). Non lasciatevi sviare dai loro discorsi vuoti e dalle discussioni inutili che riguardano questioni organizzative e teocratiche. Per gli incauti possono rivelarsi delle vere scoppole spirituali (2 Timoteo 2:14, 16, 23).

Non rintanatevi nel passato, magari rielaborando al presente in chiave negativa la vostra storia di TdG. Agite con risolutezza, cioè con carattere, decisione, determinazione e fermezza se volete rimanere saldi nella fede. Il fatto che portiamo il nome di Dio non ci fa avere automaticamente il suo favore. Si deve vivere senza esitazioni la verità.

D’altronde si deve stare attenti a non diventare “scoppolatori”. In rete, sotto l’abito dell’anonimato è più facile dare scoppole che prenderle. Inoltre, le “questioni stolte e da ignoranti” scaturiscono quasi sempre da divergenze di opinione. Motivo per cui tanti scatenano delle vere risse da bar come quelle che si vedono nei film. Le danno a destra e manca, ma le ricevono anche.

Non ha senso partecipare a una rissa verbale su un blog e prendere schiaffoni da chi critica in maniera disonesta il popolo di Dio. State attenti ai falsi consiglieri che vi istigano a fare cose che Geova non vuole (2 Samuele 24:1).

Dopo aver commesso un grave errore, Dio diede al re Davide la possibilità di scegliere una delle tre punizioni. Davide scelse “di cadere nella mano di Geova” piuttosto che nel giudizio degli altri (1Cronache 21:10-14). Perciò, se abbiamo commesso gravi errori è saggio affidarsi alla misericordia di Geova.

È meglio farsi “scoppolare” da Dio che da altri. Se invece scegli di fare lo “scoppolatore” sappi che chi semina scoppole raccoglierà scoppole.

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