Chi confida nell’uomo e non in Dio è come un tamarisco

Alcuni hanno il cuore lontano da Dio perché confidano più nei mezzi umani che in quelli di Dio

Diverse traduzioni della Bibbia traducono “l’albero solitario” o “il rovo” di Geremia 17:6 con “tamerisco nella steppa”. Il tamarisco o tamerice è un albero le cui minuscole foglie aderiscono ai rami come squame, in modo da non perdere l’umidità necessaria per vivere nelle regioni desertiche o presso terreni salmastri difficilmente abitabili. Benedetto è l’uomo la cui fiducia è riposta in Dio. Egli diverrà come un albero rigoglioso e lussureggiante, che non smetterà di produrre frutto (Geremia 17:5-8).

Le parole di Geremia rivelano il bivio in cui si trovano alcuni cristiani: da una parte il tamarisco solitario e dall’altra l’albero lussureggiante. Da una parte il favoritismo dell’uomo, la ricerca della sua approvazione e della sua fiducia e dall’altra, cristiani che confidano in Geova, che non soffrono il caldo soffocante delle ansietà e la siccità del deserto spirituale: uomini rigogliosi, floridi e ricchi di frutti spirituali.

Una caratteristica di oggi è quella di attribuire ad altri le proprie responsabilità. Si tratta di un vittimismo cronico, di un dirottamento delle proprie colpe. Alcuni cristiani, per proprie scelte, si trovano oggi nelle stesse condizioni del tamarisco: nodosi nel tronco, i rami sottili e soli nel deserto della vita, vivono in senso spirituale grazie alla riserva di “umidità spirituale” che ancora hanno in corpo. Ci sono altri cristiani che godono di prosperità e ne danno il merito a Dio. Dare la colpa ad altri dei propri errori, significa permettere alla colpa di occupare quel posto che prima era di Dio.

Il tamarisco viene modellato dall’ambiente e per vivere deve adeguarsi a quelle condizioni desolate e inospitali. La Bibbia ci avverte di non lasciare che il mondo ci modelli secondo il suo stampo (Romani 12:2).

Conformarsi a questo mondo implica sia un processo di consapevolezza o di inconsapevolezza, oppure una combinazione di entrambi. Il conformismo è una massificazione, un’omologazione di tutti coloro che si adeguano passivamente alla mentalità, alle opinioni, allo stile di vita prevalenti nella società contemporanea.

Quando si iniziano a seguire mode, idee e concetti della maggioranza delle persone, e si permette di farle entrare con prepotenza nel proprio cuore, privando il cristiano della sua identità spirituale, allora, il conformismo ha preso il posto di Dio nella propria vita.

Il nostro cuore ha scelto come idolo il conformismo e lo ha fatto risiedere in noi al punto di abbandonare le nostre attività? Dobbiamo prestare attenzione ad accettare come verità le idee di questo mondo antibiblico che esalta l’individualismo a discapito del collettivo e della comunità.

Il cuore ci inganna declassando l’obbedienza, indirizzandoci verso gli aspetti esteriori della fede. “Ubbidisco agli anziani e a tutto quanto richiedono da me”. E alcuni lo fanno senza motivazioni interiori. Sono ubbidienti per ragioni di opportunismo: incarichi, visibilità, prestigio.

Alcuni si identificano con queste opportunità pensando che averli significhi approvazione, meriti e bravura: “sono migliore di altri che non hanno privilegi”. E così, anche i privilegi diventano oggetto di idolatria e prendono il posto di Dio nel proprio cuore.

Purtroppo, alcuni misurano lo spessore della fede degli altri in base ai privilegi che hanno. Chi non gode di privilegi in congregazione è visto con sospetto, come se qualcosa nella sua vita non è del tutto chiara. I soliti bacchettoni, pensano che, “se Geova non lo benedice con gli incarichi, allora qualcosa non funzione nella sua vita”.

Il privilegio diventa più importante del giudizio di Geova per stabilire la profondità dell’amore dei fratelli. Anziché guardare con attenzione e ammirazione le virtù spirituali dei fratelli, il baciapile si concentra sugli aspetti tecnici e organizzativi della teocrazia. Per lui tutti i nominati, i pionieri e quelli che hanno un ruolo nei reparti sono salvaguardati dai problemi in quanto impegnati negli incarichi e nei privilegi. Che sciocchezza!

Le virtù spirituali sono qualità astratte che prendono forma quando sono messe in pratica. Non si vedono fin quando non producono frutti. I privilegi si vedono letteralmente e sono una goduria per l’occhio artificioso, perché sono collegati al consenso degli anziani. Per costoro, l’approvazione degli anziani è sinonimo di approvazione di Dio. In questo modo l’approvazione umana prende il posto di Dio nella vita teocratica dei fratelli. Per loro, un privilegio che viene dagli anziani è come se provenisse da Geova.

Dare lo zuccherino al cavallo o il croccantino al cane come ricompensa per aver fatto ciò che gli è stato richiesto, è un’ubbidienza a premio e se può andare bene per alcuni animali, non è il massimo per gli uomini. Altrimenti, c’è il rischio di servire Dio per la ricompensa più che per amore spontaneo. In molti cristiani, il premio ha preso il posto di Dio.

Sono in tanti che aspirano a diventare pionieri o servitori di ministero per avere una maggiore visibilità e magari sperare di trovare anche un coniuge. Altri bramano diventare anziani e sorveglianti per stare legati con il podio, puntare l’indice, alzare la cresta e rintronare l’uditorio con il fragore intenso delle loro applicazioni. Persino un sacro incarico può prendere il posto del Dio sacro. Un privilegio fatto grande da rimpicciolire un Dio immenso. Che forza!

Prendere il posto di Dio – seconda e ultima parte

____

La prima parte:

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA